Formazione e aggiornamento professionale

4 SEMINARI AMBIENTALI

“STRATEGIE PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DELLE ATTIVITÀ AGRICOLE”


I quattro seminari in progetto, ognuno dei quali verte su un tema specifico, sono accomunati da uno stesso obiettivo che vuole valorizzare il ruolo del coltivatore quale custode del territorio.

Dal termine greco "oikos",_casa, deriva il termine ecologia e, come una casa, il fragile ecosistema dei territori agricoli di montagna è un bene prezioso che deve essere protetto e mantenuto per poter essere utilizzato nel tempo. La stessa evidenza che traspare dalla derivazione etimologica non si traduce, però, in un rapporto altrettanto semplice tra il mondo agricolo e il proprio territorio. Esserne custodi oltre che beneficiari significa infatti conoscerne e proteggerne i valori al di là di immediati motivi utilitaristici; significa apprezzare e mantenere il territorio nel suo complesso, come ecosistema la cui prima ricchezza è la biodiversità. E' proprio questa biodiversità, infatti, che differenzia il nostro ambiente alpino dalle ben più vaste aree utilizzate per monocolture e che si traduce in ogni aspetto che caratterizza le qualità organolettiche delle produzioni di montagna. Siamo ancora lontani dal dimostrare scientificamente quanto la microflora e la microfauna del terreno incidano sulle qualità nutrizionali dei prodotti agricoli ma la via aperta a questi studi porterà senz'altro a nuove ed importanti conclusioni. Parlando di biodiversità non bisogna però dimenticare che lo stesso agricoltore, da sempre gestore del territorio, è parte integrante di questo ecosistema che ha trovato nelle coltivazioni tradizionali il suo attuale equilibrio.

Nell'ottica del territorio agricolo inteso come "casa" sono dunque stati sviluppati i temi dati per i seminari:

· il rilancio di produzioni marginali come la castagna può ridare vita alla manutenzione di un'importante fascia montana in fase di abbandono e rallentare il processo di erosione dei suoli che accompagna l'abbandono nei versanti sistemati a terrazzamenti;

· la condizionalità, il quaderno di campagna e le altre norme che favoriscono l'adozione delle tecniche di produzione a basso impatto ambientale devono essere intesi ed assimilati come strumenti per acquisire una nuova sensibilità anziché subiti come ulteriori appesantimenti burocratici;

· altrettanto vale per le diverse misure tutela delle aree protetta e di sostegno della biodiversità, con le quali spesso allevatori e agricoltori entrano in conflitto: "conoscere per capire ed apprezzare il valore" è in questo caso il primo arduo obiettivo del seminario e il passaggio indispensabile perché l'agricoltore sia anche il primo custode dell'ambiente;

· il sistema suolo/acqua è un complesso organismo vivente, la cui qualità si riflette in quella dei prodotti che ne derivano. Considerarlo come tale vuol dire rispettare il suo equilibrio ed assecondarne le dinamiche per mantenere la risorsa primaria dell'agricoltura, ovvero la fertilità.

Per il primo seminario che si terrà il 6 novembre a Lillianes è bene ricordare che la castanicoltura riscuote ancora interesse per coloro che vivono nelle aree rurali dell’optimum climatico del Castagno. Infatti sta crescendo l’interesse dei consumatori per la castagna e per i prodotti da essa ricavati. Non possiamo tralasciare l’elevato valore paesistico e turistico ricreativo del castagneto da frutto, dei boschi cedui, l’importanza di conservare le varietà di castagno presenti sul territorio. Tutte queste considerazioni giustificano la necessità di stimolare gli agricoltori, attraverso seminari, dimostrazioni e altre azioni, .a coltivare, potare e curare i loro castagni.

 



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