Presentazione della mozione di sfiducia costruttiva

Aosta, 10 dicembre 2018

Signora Presidente della Regione

Signora Presidente del Consiglio

Colleghe e colleghi

Sono qui oggi a illustrare la mozione di sfiducia costruttiva nei confronti del Presidente della Regione, ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 21 del 2007, firmata da 18 Consiglieri e che mi indica quale candidato alla Presidenza.

La mozione inizia affermando "Consci dell'attuale preoccupante situazione politica regionale, caratterizzata da un sostanziale immobilismo dell'azione amministrativa che ad oggi impedisce di fornire risposte adeguate ai tanti problemi che affliggono la nostra Valle d'Aosta".

E aggiungo: questo succede in una situazione di crisi economica, occupazionale e sociale, che ha sicuramente il punto di partenza in una crisi culturale di valori, di identità, di ideali della nostra popolazione.

Crisi che porta ad una sfiducia nelle istituzioni e verso noi tutti che cerchiamo di rappresentarle.

Se questa è la premessa, la conseguenza politica è ovvia, direi obbligatoria.

Di fronte a questa realtàè necessario avere una maggioranza, e questa dei 18 che sottoscriviamo questa mozione, si pone come un accordo di consiglieri che condividono un programma, urgenze e un progetto che nasce nell'ambito e nella tradizione autonomista che alcuni hanno già siglato come progetto politico dopo un lungo cammino.

Una maggioranza che dovrà essere in grado di dialogare, di fare sintesi per far sì che il progetto comune raggiunga risultati utili a risolvere i problemi della nostra regione.

Non si può governare da soli, ci si deve fidare ed affidarsi ai compagni di cammino, avendo la capacità di mediare nel decidere, senza mortificare nessuno.

E queste sintesi non possono essere altro che il frutto di un dialogo e di un confronto permanente perchéè il dialogo che consente il cambiamento.

È forse questo errore di metodo, permettetemi, che ha interrotto il progetto della Giunta Spelgatti. Se molti dei suoi alleati se ne sono andati, e tra questi anche noi, è perchéè mancato il confronto e non si poteva più costruire nulla, pur nel rispetto delle capacità e della dedizione di chi c'era.

Il nostro, quindi, si presenta, prima di tutto, come un progetto di responsabilità e di concretezza per affrontare le decisioni da prendere.

Si poteva andare subito ad elezioni: noi non siamo contrari a richiamare la gente alle urne, ma bisogna approvare un bilancio per evitare l'esercizio provvisorio della Regione e poi… elezioni con questa legge elettorale che riproporrebbe un’analoga situazione all’interno del Consiglio, con la stessa necessità di fare alleanze e  sintesi che stiamo cercando di fare ora?

Senza contare i costi.

Ma soprattutto le persone che ci dicono "sapete solo litigare, mettetevi d'accordo"

Non è vero che questi 18 si sono messi d'accordo per il potere o per la spartizione di poltrone.

Noi 18 ci siamo riuniti soprattutto per un senso di responsabilità verso la comunità in un momento di crisi istituzionale e di urgenza, come ho già detto.

Introducendo una novità. La novitàè quella di riscoprire la necessità di un nuovo accordo di tutti quelli che hanno alla base ed al centro del loro percorso politico l'ideale dell'Autonomia.

Ideale che è poi all'attenzione del singolo abitante della Valle d'Aosta, da quello che vive nel più piccolo paese delle nostre montagne, che non è un numero ma una specificità.

I vecchi si rimettono insieme? i vecchi ritornano giovani se si riscoprono in un bell’accordo e capiscono che si possono superare i personalismi con il dialogo e raggiungere una sintesi per essere utili e risolutivi.

La novità, che è quella di un accordo tra forze autonomiste, porta con sé, come tutte le novità ragionate e meditate, la positività.

Per questo senso di responsabilità, e, permettetemi, di amore verso la gente, abbiamo a suo tempo lasciato il nostro lavoro e siamo entrati nell'amministrazione. Non siamo politici di professione né opportunisti.

Il vecchio progetto può quindi diventare nuovo, perché abbiamo capito di poter portare ora quel cambiamento che con altre strade non è arrivato.

Come ha detto la Consigliera Spelgatti nel suo discorso di insediamento, che sottoscrivo anch’io, lasciateci lavorare e giudicateci poi su quello che faremo.

Il nostro discorso sulla difesa dell'autonomia non è una formalità, è elemento e bene comune anche ad altre forze politiche.

L'Autonomia, quale strumento per rendere concreta e responsabile l'azione di autogoverno, è il perno attorno al quale ruota il programma che sottoponiamo alla vostra attenzione. Vogliamo promuovere, rilanciare e arricchire l'Autonomia della Valle d'Aosta, per rendere la nostra regione un luogo migliore, credendo nella sussidiarietà, nella forza della comunità e nel confronto finalizzato al bene comune.

L'Autonomia è un bene di tutti e per tutti.

Il nostro vuole essere un Governo che affronti, in primis, le emergenze, nel rispetto e nel solco delle prerogative autonomistiche che vogliamo difendere: l'approvazione del bilancio regionale per il 2019-2021 è ora la priorità per dare certezza di risorse ai diversi settori e lo affronteremo da subito.

Ma sono urgenze anche la revisione della legge elettorale regionale, la legge per le elezioni comunali, la legge per il sistema delle autonomie, l'azione per garantire la rappresentanza della Valle d'Aosta al Parlamento europeo, la modifica della norma in materia di finanza locale. Così come sono obiettivi primari la riorganizzazione della fiscalità al fine di incoraggiare le assunzioni e rilanciare l'economia, la destinazione delle risorse derivanti dalla valorizzazione del patrimonio regionale allo sviluppo economico, il mantenimento delle azioni di sostegno per il ricorso al credito del sistema produttivo valdostano, la creazione dell'Ente unico di promozione con l'obiettivo di valorizzare adeguatamente il territorio e le sue peculiarità attraverso la concentrazione delle risorse già disponibili, la semplificazione dei servizi ai cittadini e alle imprese tramite la riforma dell'Amministrazione regionale che porti alla riduzione dei tempi di risposte, l'attuazione di politiche attrattive per i professionisti del settore sanitario, il potenziamento dei servizi sanitari sul territorio, lo sviluppo della medicina di montagna.

Queste sono le urgenze, ma il nostro programma guarda anche al futuro, perché abbiamo la pretesa di voler governare con attenzione e lungimiranza, per dare prospettive solide alla Valle d'Aosta. Noi conosciamo i problemi che - e lo abbiamo imparato nel corso del tempo -  devono essere affrontati con il dialogo. 

Dialogo, che crediamo sia fondamentale per guardare al domani, riprendendo il confronto con il territorio, partendo dai Comuni e dando voce ai Sindaci, che sono la prima generosa e grande espressione del sistema a cui guardiamo. Un sistema che deve ritrovare nella prossimità con i cittadini la sua accezione principale. Un sistema che vuole dare concretezza alle esigenze di chi vive nelle nostre valli.

Il territorio è la nostra vera risorsa e vi è l'esigenza di salvaguardarlo attraverso una puntuale cura e manutenzione, attraverso la creazione di una struttura coordinata per la sua gestione, e di conservare il nostro patrimonio naturale nella prospettiva dello sviluppo ecosostenibile. Territorio che è mantenuto vivo dai nostri agricoltori. In questo momento il mondo agricolo ha bisogno di certezze: proporremo quindi l'avvio di tavoli di confronto sulla futura programmazione europea di sviluppo rurale, da condividere con altri territori montani, al fine di giungere alla semplificazione del sistema dei pagamenti a favore degli agricoltori.

E su tutto questo abbiamo bisogno di dialogare con chi ha affrontato e gestito queste difficili situazioni fino ad oggi.

Vi è anche la necessità di coniugare le politiche ambientali con quelle turistiche al fine di garantire sostenibilità, potenziando la rete dei sentieri e la ciclabilità. Così come sarà importante valorizzare in termini economici le ricchezze paesaggistiche, culturali e linguistiche, anche attraverso il rilancio del patrimonio culturale, materiale e immateriale, con l'integrazione e gli interscambi culturali.

Migliorare il nostro turismo significa rafforzare la nostra rete viaria, che va inquadrata in un sistema di trasporti pubblici integrato ferro/gomma, con biglietto unico, oltre che intervenire nella risoluzione del problema dei costi dell'autostrada. Occorre poi riorganizzare l'aeroporto affinché diventi nuovamente punto di riferimento anche per gli appassionati del volo in montagna.

Il lavoro e lo sviluppo economico vanno sostenuti con azioni di politica attiva, sia preventiva che di sostegno per persone ed imprese, con l'istituzione dell'Agenzia regionale per il lavoro, per rendere univoche e coordinate le politiche regionali per l'occupazione, con misure per lo sviluppo delle imprese nei nuovi mercati e per la crescita e la competitività del lavoro artigiano e delle piccole medie imprese.

Questo governo dovrà affrontare, tra le tante emergenze, la situazione del Casinò, che è una grande emergenza.

In questi ultimi mesi la situazione dell'azienda è precipitata al punto che oggi lo spazio per assumere decisioni politiche è pari quasi a zero. Questo Consiglio regionale ha rivendicato lo scorso luglio e poi a settembre le azioni che andavano messe in campo per evitare la drammatica situazione che purtroppo, oggi, stiamo vivendo.

La Valle d'Aosta rischia, in questo momento, di perdere un'azienda che produce un importante fatturato, che ha ricadute sull'occupazione e sull'indotto economico che ancora garantisce.

La priorità di tutti deve essere la salvezza del Casinò. Per farlo abbiamo pochissimo tempo ed ad oggi esiste una sola ed immediata possibilità: la rimodulazione dei contenuti dell'accordo sindacale siglato nel luglio del 2017. Una rimodulazione che deve indicare una forte riduzione dei costi del personale.

In relazione ad altre possibilità che sono apparse nei giorni scorsi sugli organi stampa in maniera superficiale e poco rispettosa dello stato di animo dei lavoratori e delle loro famiglie, questa maggioranza sta facendo e farà tutte le valutazioni possibili per raggiungere, in questo breve lasso di tempo, lo stesso obiettivo.

La nostra comunità ha anche bisogno di vedere accresciuto il senso di sicurezza, attraverso la legalità, il presidio e il controllo del territorio.

Il Welfare deve inoltre essere riorganizzato adottando un unico percorso di sostegno a favore delle persone e delle famiglie in condizione di disagio socioeconomico per superare l'attuale frammentazione e sovrapposizione di aiuti, così come è necessario rendere più performante il modello esistente di conciliazione lavoro-famiglia e di attenzione ai disabili e ai nostri anziani.

Pensiamo e lavoreremo alla misura unica come risposta di semplificazione alle esigenze, consci che è necessario riorganizzare e ottimizzare i servizi del Welfare.

Per quanto riguarda il Servizio Sanitario è nostra intenzione renderlo più efficace, rafforzando l’assistenza ospedaliera, ma soprattutto l’assistenza territoriale, proseguendo la fattiva collaborazione con l’USL.

Gli obiettivi da perseguire sono: una migliore la qualità nei servizi, un maggior numero di medici specialisti e la riduzione delle liste d’attesa.

Infine, i giovani, che sono il nostro futuro e la cui formazione è fondamentale per l’avvenire della nostra comunità. Per dare loro opportunità e accrescere la loro apertura sul mondo, occorre insistere sul nostro modello scolastico plurilingue - fondato sulla nostra storia di Paese francofono - occasione di ricchezza e di scambio interculturale. Un modello scolastico che deve essere integrato con il tessuto economico della nostra regione in una prospettiva di sviluppo delle competenze.

Le Politiche giovanili devono dialogare con l'Istruzione per analizzare e governare la Dispersione scolastica.

Questi i punti essenziali del nostro programma di governo.

A interpretare queste nostre linee programmatiche propongo la seguente squadra di governo:

Mauro Baccega alla carica di assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali

Stefano Borrello alla carica di assessore alle Opere Pubbliche, Territorio ed Edilizia residenziale pubblica

Chantal Certan alla carica di assessore all'Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili

Luigi Bertschy alla carica di assessore agli Affari Europei, Politiche del Lavoro, Inclusione sociale e Trasporti

Renzo Testolin alla carica di assessore alle Finanze, Attività produttive e Artigianato

Albert Chatrian alla carica di assessore all'Ambiente, Risorse Naturali e Corpo Forestale

Laurent Viérin alla carica di assessore al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali

Indico inoltre quale Vicepresidente della Regione il Consigliere Renzo Testolin.

Sono queste nuove aggregazioni funzionali che ci sembrano utili a garantire sinergie e maggiori risultati, per evitare burocrazia e conflitti di competenze tra i vari uffici.

La revisione delle deleghe assessorili si è basata su una riorganizzazione funzionale dell'amministrazione regionale con lo spostamento di Dipartimenti che nulla va a intaccare sulla rodata azione esistente.

In particolare, non abbiamo spostato gli uffici, ma previsto un coordinamento tra questi, abbiamo unito:

- il turismo, l'agricoltura, i beni culturali e  lo sport: l'esigenza chiesta da tempo di avere maggiore raccordo e sinergia tra i vari settori che rappresentano il prodotto Valle d'Aosta e le sue eccellenze è rappresentata dalla scelta di aver unito i tre dipartimenti che si occupano dei suddetti settori, con l'obiettivo di affinare e rilanciare il brand Valle d'Aosta, attraverso una univoca produzione e valorizzazione delle strategie e delle azioni da mettere in campo. Grande sfida, questa, sulla quale si basa una parte importante del futuro sviluppo, anche economico, della nostra Valle.

Se crediamo nella potenzialità del nostro turismo, diamogli tutte le carte da giocare.

-le politiche del lavoro con gli affari europei e l'inclusione sociale. L'importanza dell'inclusione sociale e della famiglia è nota e pertanto la nostra azione sarà rivolta alla promozione e allo sviluppo delle stesse, anche attraverso l'istituzione dell'Agenzia per la famiglia.

Togliere le politiche famigliari dal sociale vuol significare che la famiglia non è soggetto da assistere, ma è un soggetto attivo e propositivo.

- l'istruzione, l’Università, la ricerca e le politiche giovanili, con l’obiettivo di revisionare e proporre un sistema normativo efficiente, innovativo e performante per la Scuola professionale e per evitare la dispersione scolastica. Inoltre, ci proponiamo di programmare l’adeguamento del patrimonio di edilizia scolastica, in modo innovativo e radicato nel contesto territoriale; di garantire alla scuola valdostana innovazione e progresso da un punto di vista didattico, pedagogico e tecnologico, nel rispetto del plurilinguismo.

Così come vogliamo promuovere un sistema educativo di istruzione e di formazione organizzato in base ai principi della sussidiarietà e dell’autonomia; favorire e adeguare le politiche giovanili, che possano coinvolgere e far partecipare i giovani nella costruzione del piano e della programmazione.

Per quanto riguarda l’Università valdostana, è nostra intenzione promuoverla e sostenerla, al fine di sviluppare una sempre maggiore collaborazione tra il territorio e i centri accademici e di ricerca a livello italiano ed internazionale; favorire la promozione dell’identità valdostana a beneficio dell’intera comunità, dal punto di vista culturale, economico e sociale.

Abbiamo voluto ricreare l'Assessorato all'Ambiente, collegandolo alle risorse naturali e al Corpo forestale della Valle d’Aosta, consapevoli che il territorio è la principale risorsa della nostra regione e, in quanto tale, deve essere protetto e valorizzato in un'ottica di sostenibilità.

Il sistema dei parchi e delle zone protette, la cui funzione è la salvaguardia della biodiversità, dovrà contribuire sempre più al progresso delle comunità locali.

I cambiamenti climatici in corso e le loro conseguenze sull'assetto idrogeologico devono essere al centro di un'azione amministrativa lungimirante, a cui il Corpo forestale dovrà continuare a contribuire in modo determinante, svolgendo un ruolo di prevenzione, di formazione e di corretto accompagnamento delle attività economiche.

La filiera del legno dovrà essere esplorata nelle sue molteplici potenzialità, con conseguenze positive sulla stabilità dei versanti, ma anche sulle peculiarità legate all'artigianato e all'edilizia.

La gestione dei rifiuti dovrà tendere sempre più verso una politica Rifiuti zero, in cui dovranno trovare corso le linee guida regionali, volte a uniformare le modalità di raccolta, al riconoscimento dei comportamenti virtuosi e alla tariffazione puntuale.

Inoltre, il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, dovrà continuare a dare il suo apporto al sistema della Protezione civile che non può prescindere dall'approfondita conoscenza che i nostri forestali hanno del territorio montano e della nostra gente.

Ma vorrei ribadire che il nostro Governo – come caratteristica specifica - vuole essere aperto al dialogo con le altre forze politiche rappresentate in questo Consiglio. Sarà infatti soltanto il dialogo sui programmi, sulle idee, sui progetti che potrà consentire alla Valle d'Aosta di uscire dalla crisi politica ed economica.

Un dialogo basato innanzitutto sul rispetto delle persone e delle idee altrui. Un dialogo che nasce dalla capacità di porsi dal punto di vista dell’altro. Un dialogo costruttivo, dal quale possano maturare le nostre ragioni. Che sono anche quelle della Valle d'Aosta. Ragioni che vogliamo rappresentare anche a livello nazionale e che crediamo debbano essere poste, con maggiore forza e convinzione, anche sul piano europeo, che è determinante per il nostro futuro.

Faremo quindi nostra la proposta delle Regioni a Statuto speciale che rivendicano un seggio di rappresentanza nell’emiciclo di Strasburgo, consapevoli che le politiche di Bruxelles devono trovare nelle Regioni attori forti e preparati.

È un vecchio sogno: una circoscrizione solo per la Valle per le Europee, invitiamo tutti a continuare a lavorare su questa strada.

Invitiamo tutti al dialogo: una sfida per la maggioranza e per l'opposizione.

Il y a un dicton qui récite: pour qu'un enfant grandisse, il faut tout un village. Il en est de même pour notre Vallée: pour que notre Autonomie s'épanouisse, il faut toute notre communauté. Pour retrouver cet esprit de communauté qui a fait la force de la Vallée, il est nécessaire - d'autant plus dans le contexte socio-économique actuel - d'unir nos forces, entre élus et citoyens, en regardant au-delà de notre jardin et récupérer une vision collective, alimentée par la solidarité et la coopération.

Nous pouvons le faire, tous ensemble. Pour faire en sorte que toute citoyenne et tout citoyen soient pris en charge. Pour ce faire, nous devons être à l'écoute des uns et des autres. Il faut de l'engagement, de la volonté et du courage. Ensemble, nous pouvons transformer notre région en un laboratoire de renaissance, en un lieu de valorisation des talents et des énergies. Nous avons la chance d'être déjà une communauté avec une identité et des traditions culturelles bien enracinées. Travaillons donc dans ce sillon. Travaillons à ce que notre communauté soit unie dans ses intentions; faisons-en sorte que les valeurs, la sagesse et les capacités soient combinées et déclinées au nom du bien commun.

Voilà mon souhait, dans l'espoir que le Gouvernement qui va naître aujourd'hui puisse trouver les adhésions et les convergences nécessaires pour regarder au-delà. Pour programmer le futur de notre Vallée.

Ringrazio fin d’ora i colleghi Consiglieri che faranno parte di questa squadra e che avranno tutti una stessa dignità e responsabilità. Un grazie anche ai colleghi che, anche se seduti sui banchi dell’opposizione, sapranno cogliere nei provvedimenti che porteremo in quest’aula la bontà dei nostri intenti e vorranno dare il loro contributo a favore di tutta la collettività che qui rappresentiamo.

E' un governo istituzionale, di responsabilità per superare l'emergenza con uno sguardo e un’attenzione concreta ai problemi esistenti. E' un governo di dialogo.

Su questo giocheremo in questi mesi, sia io che tutti i 18, la nostra affidabilità e credibilità.

Sappiamo che sarà una grande sfida, ma lo sarà per tutto il Consiglio regionale.

Grazie.

 

 

 

 

PresseVdA



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