Credito

 

 

Nella prima parte del 2018 è proseguita la ripresa dell’economia valdostana.

 

Nell’industria l’attività produttiva è ulteriormente aumentata, grazie soprattutto all’impulso positivo proveniente dalla domanda estera. È continuato il recupero degli investimenti, sospinti dalla spesa delle imprese di maggiori dimensioni. Anche nei servizi l’andamento delle vendite è stato favorevole. Nei primi otto mesi dell’anno l’attività nel settore turistico è rimasta su livelli storicamente elevati. La ripresa stenta invece ad avviarsi nel settore delle costruzioni, a causa della perdurante debolezza della domanda pubblica e privata. Nel mercato immobiliare le compravendite di abitazioni sono tornate a calare.

 

L’occupazione, in recupero dalla seconda parte del 2017, è ulteriormente cresciuta nel primo semestre. L’aumento ha riguardato principalmente l’industria in senso stretto e i servizi del commercio, alberghi e ristorazione, mentre è proseguito il calo nel settore delle costruzioni, seppur con minore intensità. Il tasso di disoccupazione è diminuito, tornando su livelli inferiori a quelli medi delle regioni del Nord Ovest, nonostante l’aumento dell’offerta di lavoro.
Nei primi sei mesi dell’anno i prestiti alla clientela residente in Valle d’Aosta hanno continuato a crescere a ritmi elevati. Vi ha contribuito principalmente l’ulteriore aumento dei finanziamenti alle imprese, in particolare a quelle di medio-grandi di-mensioni. Anche l’espansione dei prestiti alle famiglie è proseguita, ma a ritmi inferiori a quelli dell’anno precedente. La qualità del credito è ulteriormente migliorata, bene-ficiando della congiuntura favorevole.

 

Si è intensificato nel primo semestre l’aumento dei depositi bancari. Vi ha con-tribuito soprattutto la sostenuta dinamica di quelli delle aziende, le cui condizioni di liquidità rimangono nel complesso molto buone. Per contro, è ancora calato il valore di mercato dei titoli depositati presso le banche da famiglie e imprese. La flessione è stata particolarmente accentuata per le obbligazioni bancarie, ma ha interessato anche le altre tipologie di strumenti finanziari, ad eccezione delle quote di fondi comuni e delle azioni, la cui crescita si è andata peraltro ridimensionando in corso d’anno.

 

 

 



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