La diversione dell'alveo del torrente Buthier

La diversione dell'alveo del torrente Buthier

 

 

Attualmente il torrente Buthier scorre nelle vicinanze dell'Arco di Augusto, in epoca romana invece esso fluiva sotto il Ponte di Pietra. Non si conoscono con esattezza le modalità, i tempi e le cause di tale diversione (ossia della variazione dell'alveo di scorrimento del torrente). Sicuramente l'instabilità dell'alveo era già nota ai Romani, infatti la città murata fu edificata a prudente distanza dal suo letto; tuttavia furono comunque frequenti le inondazioni che raggiunsero la Porta Praetoria. Per attraversare il torrente fu costruito un solido ponte in pietra su cui passava la strada che, superato l'Arco di Augusto, entrava nella città attraverso le Porte Pretoriane. Quando fu fondata Augusta Praetoria, nel 25 a.C., doveva dunque esserci un solo torrente Buthier che scorreva ad est della città con alveo unico sotto il Ponte di Pietra, ponte che oggi rimane l'unico testimone visibile dell'alveo relitto. La forza e la potenza delle acque del Buthier erano così chiare ai Romani che una leggenda racconta di come essi costrinsero i salassi ad arrendersi deviando le acque del Buthier ed allagando i loro rifugi sotterranei nei quali si trinceravano. Le acque del Buthier dunque, secondo la leggenda, contribuirono a sconfiggere i Salassi.  

Nell'alto medioevo, durante una grave alluvione che diversi storici collocano nell'XI secolo, il torrente raddoppiò il suo alveo. A questo proposito le fonti storiche sono contraddittorie; secondo alcuni il raddoppio dell'alveo avvenne improvvisamente o comunque in tempi brevi, secondo altri invece lo spostamento fu lento e graduale. In seguito al raddoppio dell'alveo, presso l'Arco di Augusto venne costruito un ponte di legno, il "pons lignaeus", in contrapposizione a quello "lapideus". Il ponte di legno, chiamato anche "pons arcus" nel medioevo, venne ricostruito nel 1772 in muratura con la caratteristica schiena d'asino; nel 1862 il ponte venne nuovamente ricostruito e successivamente ancora allargato nel 1960 assumendo così le sembianze attuali. La diversione del torrente Buthier e tutte le sue successive inondazioni rappresentano una normale tappa del percorso evolutivo di un torrente su conoide e non eventi eccezionali come viene descritto in molte fonti storiche. 

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