Interventi che hanno segnato la storia

Interventi particolarmente rilevanti sul territorio nazionale

Nel corso della loro storia, i Vigili del Fuoco di Aosta sono stati impegnati non solo nell'ambito della regione, ma anche su tutto il territorio nazionale:

  • nell'ottobre 1951 un gruppo di Vigili del Fuoco della Valle d'Aosta si reca nel Polesine per la disastrosa alluvione dell'11 novembre.
  • 10 ottobre 1963 per giorni una squadra di pompieri valdostani presta soccorso a Longarone per il disastro del Vajont.
  • nel 1968 otto vigili si recano a Biella per soccorrere la popolazione della cittadina piemontese, colpita anch'essa da una tragica alluvione. Nello stesso anno, altri pompieri di Aosta arrivano fino in Valbelice, in Sicilia, per partecipare alle operazioni di soccorso nelle zone colpite dal terremoto.
  • È il maggio 1976, e per ben due volte, a maggio e a settembre, 20 vigili di Aosta operano nel Friuli a seguito del disastroso terremoto.

I primi anni Ottanta segnano un momento di svolta nell'attività dei Vigili del Fuoco valdostani. Salgono tristemente alla ribalta nuovi e micidiali “avversari”– su tutti la radioattività -, che impongono un salto di qualità nei livelli di preparazione. La professionalità e il rigore negli interventi diventano componenti imprescindibili per gestire materiali e tecnologie sempre più sofisticati.

  • novembre 1980, Irpinia. Il terribile terremoto che sconvolge l'avellinese impegna alternativamente in Campania tutti i vigili di Aosta fino al gennaio del 1982.
  • nel 1985 altri vigili valdostani operano questa volta a Tesero, in Val di Stava, dove una diga artificiale ha rotto gli argini disseminando morte e gravi danni al territorio.
  • 1986 successivamente al disastro nucleare di Chernobyl, i vigili valdostani si trovano per la prima volta a operare in ambiti radioattivi occupandosi del trasporto di alimenti agricoli e latte di produzione contadina dalla Valle d'Aosta alla centrale E.N.E.A. per il controllo radioattivo per sei mesi.
  • nel 1987 i vigili di Aosta sono presenti in Valtellina per portare soccorso alle popolazioni delle zone colpite dall'alluvione.
  • novembre 1994, a seguito dell'alluvione che colpisce le zone di Alba, Cuneo e Alessandria i vigili si trovano nuovamente e per diverse settimane ad aprire strade e portare soccorso alle famiglie isolate sulle colline di Langhe e Monferrato.
  • nell'ottobre-novembre 1997, in seguito al disastroso terremoto dell'Umbria, squadre di Vigili del Fuoco si adoperano nelle ricerche dotati di strumenti all'avanguardia (Life-detector) per rintracciare i dispersi sotto le macerie. Contemporaneamente squadre specializzate in alpinismo effettuano sopralluoghi su siti di interesse storico e culturale.
  • Dal 1998 al 2000 alcuni vigili valdostani, promossi capisquadra, sono distaccati, per mancanza di posti ad Aosta, presso le unità di Torino e vengono assegnati all'aeroporto di Caselle.
  • Il 6 aprile 2009 il Corpo valdostano dei vigili del fuoco invia un primo nucleo di collegamento a L'Aquila in Abruzzo a causa del ben noto terremoto che nella notte colpisce la regione. Il giorno dopo partirà la colonna mobile per portare aiuto alla popolazione abruzzese. Il contingente valdostano resterà in forze a L'Aquila fino a ottobre 2009.

Una circostanza che li porta, pochi mesi dopo, a dover affrontare in successione due delicati interventi: la caduta di un Antonov russo e – di lì a qualche settimana - il pauroso incendio del Duomo di Torino, alla guida dei vari “Dragon” e dei “Perlini” aeroportuali impiegati nella salvaguardia della Sacra Sindone.

...e in Valle d'Aosta

Nonostante la Iunga e drammatica sequenza degli interventi compiuti sul territorio nazionale, i Vigili del Fuoco valdostani hanno dovuto fare i conti anche con i problemi e le tante calamità che - nell'ultimo decennio in maniera impressionante – hanno flagellato la loro regione.

  • nel 1991 un grave incendio attanaglia l'ospedale di Aosta. I vigili sono ancora una volta all'altezza: una intera giornata di lavoro è necessaria per domare le fiamme sviluppatesi nel seminterrato. Decine di degenti vengono tratti in salvo.
  • 24 marzo 1999. Probabilmente la data più triste nella storia recente della Valle d'Aosta. Il rogo nel Tunnel del Monte Bianco è un colpo durissimo, al morale, all'economia, alla società tutta. Per due giorni e due notti i vigili combattono contro le fiamme e l'immane calore sprigionatosi all'interno della galleria; la sola pulizia della sede stradale per ristabilire il contatto transfrontaliero e il recupero delle vittime, in collaborazione con i colleghi francesi, occupa oltre una settimana.
    Per quanto riguarda il traforo del Monte Bianco, le associazioni valdostane di protezione civile, i vigili del fuoco valdostani e francesi hanno dato vita sul campo a quanto pensato solo sulla carta: addestramento, prove d'incendio, simulazione d'incidenti, collaudi, hanno comportato la “convivenza” di una quarantina di Vigili del fuoco e sapeur-pompiers per oltre 24 mesi. 
  • Tuttavia, il destino ha in serbo per la Valle una prova ancora più severa. Il 15 ottobre 2000 la più grave alluvione degli ultimi cento anni miete vittime e danni per miliardi. I vigili professionisti, i volontari e la protezione civile danno saggio di un altruismo e una dedizione senza precedenti aiutando tutta la popolazione valligiana, da Pont-Saint-Martin a Courmayeur. Si tratta senza dubbio del più alto esempio di efficienza e collaborazione del sistema di soccorso valdostano. Non solo. Gli scenari certo tragici di quelle settimane hanno tuttavia costruito fattivamente quello spirito di cooperazione e solidarietà transfrontaliera che fino ad allora era parsa pura utopia. 
 



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