Classi di pericolo

Classi di pericolo

Sono pericolose le merci che rientrano nelle 9 classi sottostanti:

 

Classe 1

Materie ed oggetti esplosivi 

Classe 2

Gas

Classe 3

liquidi infiammabili

Classe 4.1

solidi infiammabili

Classe 4.2

sostanze soggette a combustione spontanea

Classe 4.3

Sostanze  che a contatto con l'acqua sviluppano gas infiammabili

Classe 5.1

Sostanze ossidanti ( comburenti)

Classe 5.2

Perossidi organici

Classe 6.1

Materie tossiche

Classe 6.2

Materie infettanti

Classe 7

Materiali  radioattivi

Classe 8

Materie corrosive

Classe 9

Materie e oggetti pericolosi diversi

 

possono esplodere a contatto con fonti di calore, per urto o per frizione. La trasportabilità di tali La vecchia classificazione faceva riferimento alle seguenti classi

CLASSE 1a (LIMITATIVA) - MATERIE ED OGGETTI SOGGETTI AD ESPLOSIONE Comprende sostanze che sostanze esige particolari modalità. Esempi: nitrocellulosa a contenuto superiore al 12,6% di azoto nelle sue varie forme, dinamite e simili, polvere nera sulla base di potassio nitrato.

CLASSE 1b (LIMITATIVA) - OGGETTI CARICATI CON MATERIE ESPLODENTI Comprende diversi tipi di proiettili e simili, contenenti cariche propellenti o esplosive. La loro esplosivitàè legata all'impiego delle sostanze della classe 1a. Esempi: spolette, detonatori, candele fumogene.

CLASSE 1c (LIMITATIVA) - MEZZI DI ACCENSIONE, ARTIFICI E MERCI ANALOGHE Comprende dispositivi e materiali di facile accensione e limitata esplosività spontanea. Esempi: fiammiferi, articoli pirotecnici, fuochi artificiali.

CLASSE 2 (LIMITATIVA) - GAS COMPRESSI, LIQUEFATTI O DISCIOLTI SOTTO PRESSIONE Comprende sostanze gassose organiche ed inorganiche, non infiammabili o infiammabili, tossiche o instabili. Si presentano generalmente in forma liquida per refrigerazione, oppure sotto pressione. Il pericolo maggiore connesso ai sinistri in cui sono coinvolti veicoli-cisterna che trasportano gas è la possibile fuoruscita della sostanza gassosa. Il gas, se fuoriesce dalla cisterna o dal contenitore, può generare calore con conseguente esplosione del recipiente che lo contiene. Molti gas hanno poi caratteristiche di tossicità, unite o disgiunte ad altre egualmente pericolose come la corrosività e l'infiammabilità. Queste caratteristiche fanno sì che le fughe di gas, combinandosi con l'aria, possano produrre delle miscele esplosive suscettibili di espandersi su zone molto estese. Esempi: cloro, ossido di etilene, metano, acetilene.

CLASSE 3 (NON LIMITATIVA) - MATERIE LIQUIDE INFIAMMABILI Comprende le sostanze liquide organiche o organometalliche a basso punto di infiammabilità, che a contatto con una fonte di calore possono accendersi ed autoalimentare la fiamma. Possono anche essere tossiche o dare luogo alla formazione, per combustione, di composti tossici. Sotto questa classificazione sono compresi gli idrocarburi ed i combustibili. Trattasi di materie aventi un punto di infiammabilità fino a 100 °C ed a volte inferiori ai 21 °C se miscibili con acqua. Nonostante l'alta infiammabilità il liquido trasportato, se fuoriesce dal contenitore, per incendiarsi ha bisogno di un innesco che, a volte, può essere procurato inavvertitamente da scintille, sigarette, corto circuito, ecc. Conseguente al primo pericolo di infiammabilitàè quello relativo alle possibili esplosioni. Quando il liquido evapora per effetto del calore emette dei vapori idonei a miscelarsi con l'aria e formare nubi esplosive. Esempi: acetonitrile, benzina, etanolo, etere etilico, piridina.

CLASSE 4.1 (NON LIMITATIVA) - MATERIE SOLIDE INFIAMMABILI Comprende sostanze accendibili per scintilla ed alcune sostanze solide di facile, anche se non spontanea, infiammabilità, con sostentamento di fiamma. Esempi: fosforo pentasolfuro, zolfo, naftalina fusa.

CLASSE 4.2 (LIMITATIVA) - MATERIE SOGGETTE AD ACCENSIONE SPONTANEA Comprende le sostanze solide o liquide in grado di accendersi spontaneamente a contatto con l'aria. Possono così dar luogo alla formazione di composti tossici o corrosivi. Esempi: fosforo bianco, alluminio alchili.

CLASSE 4.3 (LIMITATIVA) - MATERIE CHE A CONTATTO CON L'ACQUA SVILUPPANO GAS INFIAMMABILE Comprende quelle sostanze che reagiscono a contatto con l'acqua, sviluppando gas tossici o infiammabili. In alcuni casi, a contatto con l'aria, possono formare una miscela esplosiva. Il pericolo comune di tali materie (gruppo 4) è l'infiammabilità, la tossicità e la corrosività dei fumi sprigionabili a seguito di incendio. Tali fumi hanno capacità di estendersi rapidamente per effetto dei venti, allargando enormemente la zona di pericolo. Sono possibili anche esplosioni per effetto dell'aumento di pressione generata dal calore o a seguito di formazione di miscele infiammabili. Esempi: polveri di alluminio, sodio, triclorosilano.

CLASSE 5.1 (NON LIMITATIVA) - MATERIE COMBURENTI Comprende le sostanze, solide o liquide, capaci di cedere facilmente ossigeno. Le materie comburenti non sono di per sé infiammabili ma reagiscono con altre materie combustibili aumentando enormemente il pericolo di incendio e di esplosione. Esempi: potassio clorato, tetranitrometano, piombo perclorato.

CLASSE 5.2 (LIMITATIVA) - PEROSSIDI ORGANICI Si tratta di sostanze termicamente instabili che sono soggette a decomposizione esotermica a temperature normali o elevate. La decomposizione si può produrre per effetto del calore, di contatto con impurezze, di sfregamento o di urti. La decomposizione può provocare uno sviluppo di vapori o di gas infiammabili o nocivi. Alcuni perossidi organici possono subire una decomposizione esplosiva, soprattutto nelle condizioni di confinamento. Esempi: diisopropilbenzene idroperossido, cumileidroperossido.

CLASSE 6.1 (NON LIMITATIVA) - MATERIE TOSSICHE Comprende sostanze ad elevato grado di tossicità, anche acuta, che presentano pericoli per l'organismo umano. L'intossicazione può avvenire per inalazione di vapori, per contatto cutaneo e, in casi particolarmente gravi, per ingestione. Tra le materie pericolose, quelle appartenenti alla classe 6 sono quelle che richiedono maggiori cautele nell'intervento in caso di sinistro ed immediatezza di misure atte ad allontanare dall'area tutti i presenti. Alcune materie sono altamente tossiche o mortali. Esempi: cloroformio, potassio arseniato, ossalati, metilisotiocianato, pesticidi.

CLASSE 6.2 (LIMITATIVA) - MATERIE RIPUGNANTI O INFETTIVE Generalmente comprende prodotti di origine animale, pezzi anatomici, escrementi e letame.

CLASSE 7 (LIMITATIVA) - MATERIE RADIOATTIVE Comprende le sostanze radioattive, cioè con attività specifica superiore a 0,002 microcurie/grammo. Questa classe costituisce un caso speciale. I pericoli connessi alle sostanze fissili e radioattive sono attenuati dalla legislazione, che consente il trasporto solo ai vettori autorizzati e con l'osservanza di particolari prescrizioni. Tra le prescrizioni imposte, allorché l'entità del carico trasportato è pericoloso per la pubblica incolumità, sono sempre inseriti obblighi di scorta con personale tecnico in grado di fronteggiare eventuali situazioni di emergenza.

CLASSE 8 (NON LIMITATIVA) - MATERIE CORROSIVE Comprende sostanze generalmente liquide che possono esercitare, con i materiali con cui vengono a contatto, azione corrosiva di tipo alcalino, caustico o acido. Nel caso degli acidi, il contatto con metalli può dar luogo

 



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