Il castello e le sue dipendenze

Tutta la decorazione interna č un omaggio alla sua musa ispiratrice, evocata un po' ovunque dal fiore eponimo e dalle iniziali.

Il giovane pittore e restauratore Carlo Cussetti, in seguito attivo nell'ala nuova del Palazzo Reale di Torino, realizzň le pitture ornamentali: accanto alle cornici, ai decori architettonici, ai fregi geometrici e al fogliame intrecciato, ricorrono sulle pareti, sui soffitti e sui camini i motivi araldici legati alla casa Savoia – nodi, cartigli con i motti «FERT» e «Sempre avanti»–, in un felice insieme compositivo non privo di richiami allo stile Liberty.
I soffitti a cassettoni, le boiseries e gli arredi di ispirazione medievale – anch'essi come le pitture ideati da Stramucci – sono opera dell'intagliatore torinese Michele Dellera, fornitore della Real Casa. Una piccola décauville sotterranea collegava il castello alle cucine, situate in un fabbricato poco distante.

Tra le dipendenze spicca la Villa Belvedere, in origine adibita a foresteria e gendarmeria reale e oggi di proprietŕ dei Padri Gesuiti dell'Istituto Leone XIII di Milano; poco distante č situata una casetta nota come Romitaggio Carducci, dedicata alla memoria del poeta che della regina Margherita fu devoto ammiratore e cantore.

 



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