FAQ Reddito di Cittadinanza

 

Il Reddito di Cittadinanza(RdC) è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale rivolta all'intero nucleo familiare e si divide in due parti:

  • Un beneficio economico, erogato tramite la carta RdC, cui fa capo l’INPS;
  • Un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro e, ove necessario, all’inclusione sociale, di cui i responsabili sono Centri per l’Impiego e i Servizi Sociali.

I beneficiari si impegnano a seguire un percorso personalizzato finalizzato all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

 

 
Un membro del mio nucleo familiare ha chiesto il RDC. Perché sono stato convocato anche io?
Il Reddito di Cittadinanza viene erogato al nucleo familiare: ciò significa che tutti i suoi componenti – non solo il richiedente – che siano maggiorenni, non occupati, di età inferiore ai 65 anni e non frequentanti un regolare corso di studi saranno convocati per la stipula del Patto per il Lavoro o del Patto per l’Inclusione.
Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione sociale: di che cosa si tratta?
Il beneficio è condizionato alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID), resa dai componenti del tuo nucleo, e alla firma del Patto per il Lavoro presso il CPI. Quindi, per poter mantenere il beneficio economico, è necessario che tu ti renda disponibile alla partecipazione attiva a iniziative di ricollocazione e all’accettazione di offerte di lavoro congrue. Il Patto per il Lavoro, dunque, definisce il percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo, nel corso del quale sarai accompagnato da un Navigator. Il Navigator è la figura che ti supporterà nella realizzazione degli obiettivi fissati nel Patto, dalla prima convocazione fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua.
Il Patto per l’Inclusione sociale, invece, è un percorso di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Il Patto per l’Inclusione sociale riguarderà, nel caso, tutto il tuo nucleo familiare e prevede specifici impegni da parte della tua famiglia, a fronte di supporti da parte dei servizi territoriali, che vengono individuati sulla base di una valutazione che tiene conto delle vostre difficoltà, dei bisogni e potenzialità.
Patto per il Lavoro e Patto e per l’Inclusione sociale. In quali casi sono obbligato a firmarlo?
La dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare e la sottoscrizione del Patto riguarda i componenti del nucleo:
  • maggiorenni,
  • non occupati,
  • non frequentanti un regolare corso di studi.
Patto per il Lavoro. In quali casi sono escluso dagli obblighi?
Sei escluso da tali obblighi di attivazione lavorativa e di sottoscrizione del Patto se:
  • benefici della Pensione di cittadinanza, sei pensionato o comunque di età pari o superiore a 65 anni,
  • frequenti un regolare corso di studi, cioè:
    1. sei iscritto e frequenti regolarmente una scuola secondaria superiore di secondo grado (licei, Istituti tecnici, Istituti professionali, Istituti d'arte, Istituti magistrali);
    2. sei iscritto e frequenti regolarmente un corso di istruzione e formazione professionale o istruzione e formazione tecnica superiore (IeFP, IFTS);
    3. sei iscritto ad un corso istruzione terziaria (laurea, ITS);
    4. sei iscritto ad ad un corso di specializzazione o di dottorato.
    Con riferimento agli iscritti a un corso di laurea, di specializzazione o dottorato, possono essere considerati regolari gli studenti iscritti da un numero di anni pari o inferiore alla durata normale del corso di studi, aumentata di un anno fuori corso.
  • sei una persona con disabilità ai sensi della Legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”. Nel caso in cui, invece, desideri attivarti in prima persona puoi richiedere la volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo o all'inclusione sociale.
Patto per il Lavoro. In quali casi sono esonerato dagli obblighi?
In occasione della convocazione da parte dei Centri per l’impiego, potrai chiedere di essere esonerato se sei in una delle seguenti circostanze:
  • sei gravato da carichi di cura nei confronti di un minore di anni 3 presente nel tuo nucleo. In questo caso la richiesta di esonero potrà farla solo un componente del tuo nucleo;
  • sei gravato da carichi di cura nei confronti di persona con disabilità grave o non autosufficienza presente nel tuo nucleo;
  • svolgi attività di lavoro dipendente con un reddito corrispondente ad un’imposta lorda pari o inferiore ad €. 8.145,00 annui;
  • svolgi attività di lavoro autonomo con un reddito corrispondente ad un’imposta lorda pari o inferiore ad €. 4.800,00 annui;
  • frequenti un corso di formazione;
  • le tue condizioni di salute sono tali da non consentire la partecipazione ad un percorso di inserimento lavorativo o sei in gravidanza. In questo caso ti chiederemo di comprovare il tuo stato di salute con un certificato rilasciato dal medico competente;
  • svolgi un Tirocinio formativo e di orientamento o di inclusione.
Tieni presente che l’esonero è una situazione che ha una durata precisa nel tempo. Nel momento in cui le condizioni che definiscono l’esonero variano è necessario comunicarlo al CPI.
Ho ricevuto la lettera e l’SMS di convocazione. Quali attività mi aspettano al CPI?
Dopo l’accoglimento della domanda, di cui ti sarà data notizia tramite SMS dall’INPS, sarai convocato direttamente dal CPI.
La convocazione rappresenta il primo passo del tuo percorso di riattivazione e di reinserimento nel mercato del lavoro.
Durante il primo incontro si procederà a:
  • rilasciare la Dichiarazione Immediata Disponibilità al Lavoro (DID), qualora non sia già presente nei nostri sistemi,
  • aggiornare la Scheda Anagrafica Professionale (SAP),
  • verificare le eventuali cause di esonero o esclusione,
  • sottoscrivere il Patto per il Lavoro,
  • prendere un appuntamento con il navigator per iniziare il tuo percorso personalizzato.
Ho perso oppure ho cambiato il numero di telefono. Come comunico il nuovo contatto?
Sul portale INPS è disponibile il servizio online che consente, tra l’altro, di modificare l’indirizzo email e/o il numero di cellulare comunicati al momento della presentazione della domanda RdC. In alternativa, è possibile rivolgersi alla sede INPS territorialmente competente.
Ricordati sempre, inoltre, di comunicare al CPI il nuovo numero o il nuovo indirizzo di posta elettronica per permettere il regolare flusso di convocazione.
Il mio nucleo familiare ha cambiato indirizzo di residenza. Devo comunicarlo?
In base al tuo indirizzo di residenza verrà associato un CPI di competenza, presso il quale verrai convocato. Il richiedente, dunque, cioè la persona a cui è intestata la carta, dovrà dunque recarsi presso gli uffici Inps e richiedere l'inserimento del nuovo indirizzo.
Nel caso in cui, invece, uno o più membri del tuo nucleo cambino residenza dovrete comunicarlo a INPS. Non solo: dato che così cambiano anche le condizioni reddituali del tuo nucleo, entro due mesi, dovrete presentare il nuovo modulo Isee e, successivamente, presenterete una nuova richiesta RdC.
Ho presentato domanda di rinnovo allo scadere dei primi 18 mesi. Come si svolgerà il mio percorso?
La tua domanda di rinnovo del RdC ci verrà trasmessa una volta accolta. A quel punto ti ricontatteremo per riprendere il percorso personalizzato già incominciato con il tuo Patto per il Lavoro. Se avevi chiesto l’esonero o l’esclusione, invece, ti convocheremo per verificare il mantenimento delle condizioni.
Facciamo un esempio: se avevi chiesto l’esonero per frequentare un corso di formazione professionale, che nel frattempo è concluso, ti convocheremo per stipulare il Patto per il Lavoro.
Ho fatto domanda di RdC e sono in carico al Servizio Sociale. Devo presentarmi comunque alla convocazione del CPI?
Certamente, verificheremo che tu abbia preso visione del materiale informativo consultabile alla pagina "Schede riassuntive RdC" e ti forniremo tutte le informazioni necessarie. Per dare massima priorità al tuo percorso con i Servizi Sociali rinvieremo la tua domanda all’assistente sociale incaricata per il tuo nucleo. Solo nel caso in cui, a seguito di analisi preliminare, riterrà che il tuo percorso debba includere un reinserimento nel mercato del lavoro verrai reindirizzato al CPI per la stipula del Patto per il Lavoro o del Patto per l’Inclusione sociale.
Non posso presentarmi ad un appuntamento presso il CPI. In quali casi la mia assenza è giustificata?
In caso di:
  • malattia o infortunio documentati da un certificato medico;
  • servizio civile o di leva o richiamo alle armi;
  • stato di gravidanza nei periodi obbligatori di astensione dal lavoro;
  • obbligo di presentazione in tribunale;
  • gravi motivi familiari documentati e/o certificati;
  • quando per legge hai delle limitazioni ai tuoi spostamenti;
  • ogni altro motivo oggettivo che impedisce di presentarsi presso i nostri uffici.
Per giustificare la tua assenza dovrai comunicare e documentare, entro la data e l’ora stabiliti per l’appuntamento, e comunque entro e non oltre il giorno successivo alla data prevista, inviando una mail con il giustificativo all’indirizzo redditodicittadinanza@regione.vda.it. Nel caso in cui tu non invii il giustificativo nei modi e nei tempi previsti verrà, comunque, applicata la sanzione.
Non mi sono presentato ad un appuntamento presso il CPI. Quali sono le conseguenze della mia assenza non giustificata?
In caso di mancata presentazione alla convocazione del CPI per la stipula del Patto per il Lavoro le sanzioni che ti verranno applicate, in assenza di un giustificato motivo, sono le seguenti:
  • decurtazione di una mensilità di Reddito in caso di prima mancata presentazione;
  • decurtazione di due mensilità di Reddito in caso di seconda mancata presentazione;
  • decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione.
A fronte della mancata presentazione (senza giustificato motivo) alle iniziative di orientamento è prevista:
  • la decurtazione di due mensilità del Reddito in caso di prima mancata presentazione;
  • la decadenza per ogni ulteriore mancata presentazione è prevista la decadenza dal sussidio.
Tieni presente che le sanzioni vengono applicate in caso di assenza anche di un solo componente del nucleo familiare: ciò significa che la decurtazione di una o più mensilità o la decadenza riguarderanno il beneficio economico concesso a tutto il nucleo.
Quali sono i casi di decadenza e revoca dal RdC?
La decadenza – cioè la chiusura d’ufficio della domanda di RdC - è prevista nei casi in cui, anche solo un componente del nucleo:
  • non presenti la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro,
  • rifiuti di sottoscrivere il Patto per il lavoro o il Patto per l’Inclusione Sociale,
  • il componente non partecipi alle iniziative di formazione o di riqualificazione,
  • non venga accettata nessuna delle 3 offerte di lavoro congrue proposte,
  • non si comunichino le variazione della situazione lavorativa o del nucleo previste.
Se per uno di questi motivi perdi il RdC non puoi richiederlo di nuovo per i successivi 18 mesi.
Nei casi più gravi, inoltre, è prevista la revoca e la restituzione dell’importo percepito, oltre a sanzioni di carattere penale che comportano la reclusione da 2 a 6 anni quando si rendono dichiarazioni false o si utilizzino documenti falsi, attestando informazioni non veritiere o omettendone. In caso di mancata comunicazione di modifica delle condizioni economiche la pena detentiva va da 1 a 3 anni.
Non sono più interessato a percepire il RDC. Posso presentare rinuncia al CPI?
La rinuncia potrà essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc. In questo caso dichiarerai che la domanda di rinuncia viene presentata in nome e per conto del tuo nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso.
Per presentare la rinuncia devi presentare il modulo SR183 alle Strutture territoriali. Il modulo è inoltre disponibile sul sito internet dell’Istituto nella sezione “Tutti i moduli”.
Il RDC è compatibile con la NASPI?
Il Reddito di Cittadinanza è compatibile con il godimento della NASPI: l’ammontare del beneficio sarà calcolato anche tenendo conto delle varie misure di sostegno.
Vorrei iscrivermi ad un corso di formazione finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Ho diritto a percepire l’indennità di frequenza?
Il RdC è compatibile con l’indennità di frequenza erogata per la partecipazione a corsi di formazione.
Per il periodo in cui frequenterai il corso, inoltre, potrai chiedere di essere esonerato dagli obblighi connessi al tuo Patto per il Lavoro. Per richiedere l’esonero o per ricevere maggiori informazioni sulla formazione, fissa un appuntamento con il CPI, portando con te copia dell’iscrizione al corso di formazione.
Percepisco il Reddito di Cittadinanza e da poco sono stato assunto. Che succede ora?
Il Reddito di Cittadinanza è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, fatto salvo il mantenimento dei requisiti previsti per la domanda iniziale.
Se dopo la presentazione della domanda RdC dovessero avvenire variazioni nell'attività lavorativa di uno o più componenti del tuo nucleo, è necessario compilare il modello “RdC/Pdc – Com esteso” e inviarlo, all’INPS (tramite i CAF, gli Enti di patronato o direttamente sul sito dell’INPS) entro 30 giorni dall’evento, pena la decadenza dal beneficio. L’importo del RdC sarà ricalcolato sulla base dei nuovi redditi percepiti.
Non devi comunicare i redditi derivanti da:
  • attività socialmente utili,
  • tirocini formativi e di orientamento,
  • servizio civile,
  • contratti di prestazione occasionale,
  • libretto di famiglia.
 



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