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Petizione in difesa Ong e contro violazione diritto umanitario. Flash mob il 26/2
17:41 - 20/02/2026 


(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Una petizione e un flash mob per Gaza, nel segno dell'umanitā, diritto alla cura e tutela dei principi costituzionali. Queste le due iniziative lanciate dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. La petizione #NoListeNoBersagli. Stiamo con le Ong, stiamo con Gaza", lanciata due giorni fa, ha raggiunto oltre 3 mila adesioni. A presentarla, oggi, sono stati alcuni degli estensori, Jonathan Montomoli di #DigiunoGaza, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, Roberto De Vogli, professore all'Universitā di Padova e Gennaro Giudetti, operatore umanitario. Tra i promotori ci sono molte associazioni per la pace ed i diritti del popolo palestinese, e la Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), che ha aderito alla campagna ribadendo che la protezione del personale sanitario non č una questione politica, ma un principio deontologico e giuridico fondamentale sancito dalle Convenzioni di Ginevra. Il flash mob, davanti alle strutture sanitarie di tutta Italia, č in programma giovedė 26 febbraio, dalle 13.30 alle 14.30. Coinvolgerā decine di ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia, con presėdi simbolici davanti agli ingressi. L'obiettivo č rifiutare ogni forma di "schedatura" del personale umanitario e di "targettizzazione" dei sanitari, difendere l'autonomia professionale e riaffermare il rispetto del diritto internazionale. "A partire dal 28 febbraio - rimarcano gli organizzatori, 37 Ong tra cui Medici Senza Frontiere e Oxfam - saranno obbligati a lasciare Gaza e la Cisgiordania dopo il rifiuto di consegnare i nominativi del personale palestinese, richiesta giudicata inaccettabile e senza precedenti". "Dal 7 ottobre - ha ricordato Montomoli - 1.700 operatori sanitari sono stati uccisi, pari al 10% del personale sanitario della Striscia. Tutti i 36 ospedali risultano colpiti, parzialmente o totalmente; oltre 430 sanitari sono stati detenuti e pių di 1.000 hanno lasciato Gaza. Rispetto al 2022, un operatore su cinque non č pių in servizio. L'etā media delle vittime č di 39 anni, con una stima di 68.000 anni di vita persi rispetto all'aspettativa precedente al conflitto. Tra i sanitari uccisi, 15 lavoravano per Medici Senza Frontiere". Anche le affermazioni di De Vogli hanno confermato chiaramente come Gaza sia il teatro di guerra recente con il pių grave collasso dell'aspettativa di vita in un solo anno, il pių alto numero di civili e bambini uccisi, di ospedali bombardati e di operatori sanitari e personale Onu uccisi da quando esiste l'Onu. "Numeri fuori scala", che - ha affermato - avrebbero dovuto generare una reazione collettiva nel mondo accademico e mediatico, mentre si č registrato un 'silenzio selettivo'". (ANSA).


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