4 - 2010

FLORA

Giorgio CUAZ
Ufficio aree verdi, vivai e aree attrezzate
Direzione flora, fauna, caccia e pesca

Queste piante, che ben si adattano al nostro clima, con il loro alto valore ornamentale dovrebbero sempre essere presenti nei nostri giardini. Impariamo a conoscerne le differenti specie e ad usarle a seconda delle diverse dimensioni

I COTONEASTER PIANTE RUSTICHE PER OGNI GIARDINO

Il Cotoneaster, o cotognastro, appartiene alla grande famiglia delle rosacee, sottofamiglia delle maloidee. E’ un vasto genere di arbusti o alberelli, spesso di origini orientali, che comprende specie a portamento sia eretto che orizzontale e strisciante. Il suo nome deriva probabilmente dal fatto che alcune specie somigliano al cotogno, oppure dall’italiano cotognastro. Si tratta di piante rustiche e adattabili a condizioni pedoclimatiche molto diverse. La loro fioritura, abbondante in primavera, e le bacche rosse, aranciate o nere in autunno, oltre alle loro numerosissime varietà, le eleggono tra le piante preferite per tappezzare e ricoprire suoli e scarpate e creare siepi.
 




 Cotoneaster lacteus

Oltre alle classiche specie ricadenti e tappezzanti, vi sono specie di varie dimensioni fino ad arrivare alle specie arboree, che in alcuni casi superano i cinque metri di altezza. Le foglie possono essere caduche o persistenti, cuoiose spesso di forma ovale, rotonda o lanceolata. Ad oggi le specie pubblicate sono 327. La moltiplicazione tramite il seme è facile, ma solo nelle specie apomittiche essa permette di mantenere costanti i caratteri della pianta madre. La riuscita della moltiplicazione per talea dipende, invece, dalle specie ed è consigliabile effettuarla a fine estate con talee semilegnose per i sempreverdi e a giugno luglio per le specie decidue. Geneticamente alcuni cotoneaster possono presentare il fenomeno dell’apomissia e della poliploidia. L’apomissia si ha quando un vegetale si moltiplica senza atti fecondativi e quindi i semi prodotti daranno origine a piantine perfettamente uguali al vegetale da cui originano; la poliploidia, invece, si riferisce al fatto che il corredo genetico può essere moltiplicato per due o più volte.
Le specie e le varietà coltivate nei nostri giardini provengono spesso dall’oriente, però anche allo stato spontaneo vi sono specie che, nella nostra regione, si sviluppano nei versanti esposti al sole fin oltre i 2200 metri, come il Cotoneaster integerrimus e il C. tomentosus. Sono specie che amano la piena esposizione al sole, anche se alcune varietà tollerano il parziale ombreggiamento.

Il Cotoneaster preferisce di norma i suoli calcarei e non sopporta il ristagno idrico. La sua coltivazione non presenta grandi difficoltà: una volta scelto il posto, possibilmente ben esposto, occorre provvedere in estate con moderate irrigazioni per non lasciare disseccare il suolo. Come molte rosacee può essere attaccato da malattie fungine e, nel caso, si provvederà trattando con fungicidi a base di rame e zolfo. Può essere utilizzato dappertutto, anche nei giardini di montagna. Le specie più diffuse sono le tappezzanti che, ricoprendo vaste superfici di terreno o scarpate, permettono di evitarne una costosa manutenzione.

In primavera i cotoneaster si ricoprono di fiori bianchi molto visitati dalle api e ricchi di nettare, che in autunno si trasformano in piccoli pomi rossi o aranciati, molto decorativi e appetiti dagli uccelli durante la stagione fredda. I festoni colorati dalle bacche possono essere utilizzati per le decorazioni natalizie. I cotoneaster tollerano molto bene la potatura, infatti possono essere topiati e contenuti con facilità. La potatura si effettua dopo la fioritura per i sempreverdi e in agosto-settembre per i decidui. Alcune specie di cotoneaster, soprattutto della serie radicantes, tendono a radicare facilmente dai rami che toccano il terreno.

La classificazione dei cotoneaster si divide in serie con caratteristiche simili. Ricordiamo le serie Orthopetalum, Horizontales, Franchetioides, Racemiflori, Salicifolii, Radicantes. Purtroppo alcune specie sono poco diffuse in Italia e non sono facili da reperire. Tra le specie e le varietà più interessanti si ricordano le seguenti.


 
SPECIE ARBOREE
(FORMANO ALBERELLI ALTI FINO A SEI METRI, IDEALI PER PICCOLI GIARDINI DI CITTÀ)

Cotoneaster lacteus
Denso arbusto sempre verde di altezza fino a cinque metri, ideale per siepi, foglie obovate con profonde venature di colore verde scuro sulla pagina superiore e con un feltro bianco giallo su quella inferiore, fioritura bianca primaverile abbondante, mantiene i frutti rossi a grappoli per buona parte dell’inverno.

Cotoneaster salicifolius
È coltivato in tutta Europa e in zone con inverni miti raggiunge i quattro metri di altezza. Ha foglie lanceolate che ricordano il salice, rami a portamento ricadente, fioritura abbondante e molto visitata dalle api. Le bacche rosse e le foglie rosseggianti danno colore al giardino in autunno. Vi sono varietà del salicifolius nane, striscianti o ricadenti, tra cui la varietà “gnom” molto fitta, usata soprattutto per ricoprire i muri, con frutti rosso brillante a mazzi.

Cotoneaster frigidus
È tra i cotoneaster più grandi, dato che raggiunge i sei metri di altezza e, in alcuni casi, addirittura i dieci. Di origine himalaiana, è una pianta sempre verde con foglie ellittiche e ampie di colore verde brillante nella pagina superiore e biancastre in quella inferiore. È molto resistente al freddo, in primavera si copre di fiori bianchi raccolti in folti racemi. La varietà cornubia si distingue per i frutti grandi e abbondanti. Preferisce l’esposizione in pieno sole.

Cotoneaster frigidus “cornubia”
Semi deciduo, raggiunge un’altezza di sei metri e ha frutti raccolti in grappoli di un rosso molto vistoso.

 

 
Cotoneaster salicifolius “gnom”
 

CESPUGLI GRANDI

Alcuni cotoneaster formano grandi cespugli con abito eretto esteso oppure ricadente, che possono raggiungere i tre-cinque metri di altezza. Tra i decidui ricordiamo il cotoneaster acuminatus e alcune varietà di Cotoneaster lacteus e C. salicifolius. Questi cespugli normalmente si estendono in larghezza quanto in altezza, quindi richiedono ampi spazi a disposizione. Sono l’ideale per costituire siepi di confine alte. Sono piante resistenti sia alle potature che all’inquinamento urbano. Sempre tra i decidui ricordiamo anche C. acuminatus, C. roseus, C. veitchii, mentre tra i sempreverdi troviamo il C. lacteus e C. salicifolius con le sue varietà di taglia grande, come C. Rothschildianus e alcuni C. x watereri, alti tre-quattro metri.

Cotoneaster x watereri
Deriva dall’incrocio tra il C. frigidus e il C. henrianus. Forma piccoli alberi o grandi cespugli alti fino a sei metri, sempreverdi o decidui, resiste al freddo ma predilige le zone soleggiate.

 
CESPUGLI DI MEDIA ALTEZZA

Sono le piante ideali per costituire siepi di medie dimensioni. Quando l’altezza della siepe è simile allo sviluppo finale della pianta, la siepe è in equilibrio vegetativo e le potature saranno contenute. Molti cotoneaster di taglia media ben si prestano a formare siepi e recinzioni decidue, sempreverdi o miste, adatte in aree con bambini perché senza spine. Tra i cespugli di media altezza i più conosciuti sono i decidui C. dielsianus, C divaricatus, C. glomeratus, C. splendens, mentre tra i sempreverdi ricordiamo il C. amoenus, C. francheti, C. pannosus.

Cotoneaster divaricatus

Arbusto deciduo, arriva a un’altezza di circa tre metri. Ha fiori rosa tenue, foglie rosse in autunno, pomi di un rosso acceso in inverno.

Cotoneaster simonsii
Ha fogliame semipersistente, altezza massima tre metri, portamento eretto, fiori bianchi e pomi rosso aranciati.

Cotoneaster sternianus
Simile al precedente ma con portamento più pendulo, raggiunge un’altezza di tre metri.

 
ARBUSTI PICCOLI

Questi sono i cotoneaster più diffusi, formano cespuglietti compatti o irregolari alti al massimo un metro e mezzo. Ideali come piante per giardini rocciosi, alcuni hanno portamento e dimensioni tali da farli somigliare a piccoli bonsai. Alcune di queste specie decidue possono essere abbinate alle bulbose, che in primavera emergeranno tra i rami del cotoneaster arricchendo il giardino di colore. Tra i decidui ricordiamo C. atropurpureus, C. horizontalis, C. rubens, mentre tra i sempreverdi il C. farreri, C. linearifolius, C. microphyllus.

 
ARBUSTI STRISCIANTI, TAPPEZZANTI E RICADENTI

Questi cotoneaster sono molto diffusi e appartengono alle serie dei Salicifolii, Radicantes e Microphylli. Queste piante possono essere facilmente coltivate in vaso oppure ricoprire pendii ripidi o muri in pietra ai bordi delle strade. Ricordiamo C. cochleatus, C. hybridus pendulus, C. salicifolius, C. x suecicus “coral beauty” e, tra i ricoprenti, C. cashmiriensis, C. congestus, C. damieri, C. prostratus, C. procumbens. Una interessante specie prostrata, utile per ricoprire scarpate e molto vigorosa, è C. conspicuus: la massa di fiori bianchi, che compare in giugno, ricopre completamente la pianta. La cultivar C. c. “Highlight”, dopo una fioritura spettacolare in maggio, si ricopre di grandi frutti di colore arancio.
 



Cotoneaster integerrimus Medikus


Per la sistemazione di scarpate con cotoneaster o piante simili bisogna tenere presente che, prima dello sviluppo completo delle piante, la superficie può essere invasa dalle malerbe, impedendo la crescita vigorosa degli arbusti. Per questa ragione si consiglia l’uso di un telo pacciamante ben ancorato o di una biostuoia che si degraderà nel tempo. Una scerbatura manuale iniziale è consigliabile, mentre in zone poco piovose è necessario prevedere un impianto di irrigazione. I cotoneaster decidui tendono a proteggere meno dall’erosione le scarpate. Purtroppo alcune specie sono poco diffuse in Italia e non sono facili da reperire.

Cotoneaster horizontalis
È un arbusto prostrato deciduo, le cui foglioline, di un verde scuro, diventano rosse in autunno e cadono e i cui i fiori, leggermente rosati, sono poco visibili ma visitatissimi dalle api. La pianta ha portamento arbustivo e prostrato e raggiunge un'altezza compresa fra mezzo metro e un metro a seconda del tipo di utilizzo. Il fusto è corto e si dirama orizzontalmente a ventaglio, con ramificazioni spesso disposte a spina di pesce dalla colorazione grigiastra. I rami sono leggermente pubescenti. Le foglie, caduche o semipersistenti, sono piccole (6-12 millimetri di lunghezza) e hanno consistenza coriacea, forma tondeggiante o ellittica, margine intero e apice acuto. Il colore è verde scuro (in autunno tendono al rosso) e superiormente si presentano lucide. Si inseriscono sui rami con un breve picciolo. I giovani rametti sono grigio-verdastri e tomentosi.

I fiori, ermafroditi, larghi 1-1,5 centimetri e di colore bianco rosato, sono posizionati lungo i rami all'ascella delle foglie singolarmente o a coppie. Fioriscono nel periodo fra maggio e giugno.

I frutti sono piccoli pomi (bacche) rossastri di forma sferica che nel periodo autunnale e invernale conferiscono alla pianta un particolare effetto estetico e decorativo. La pianta trae le sue origini dalla Cina occidentale. In Italia si è diffusa per il suo utilizzo decorativo. Alcune varietà come la “coral beauty”, sempreverde e molto prostrata, si ricoprono di bacche di un colore rosso acceso molto visibili e di grande effetto ornamentale.

Cotoneaster congestus nano
È un arbusto strisciante fitto, compatto e radicante di colore verde intenso.

Cotoneaster dammeri

Arbusto ricoprente molto bello di origine cinese, richiede protezione contro la neve negli inverni rigidi. Numerosissime le varietà, molto interessanti come tappezzanti sui pendii assolati.
 
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