5 - 2010

FLORA

Giorgio CUAZ
Ufficio aree verdi, vivai e aree attrezzate
Direzione flora, fauna,
caccia e pesca

GLI ACERI ORNAMENTALI

Il genere Acer è un vasto genere di specie decidue originarie dell’emisfero boreale. Alcuni aceri raggiungono dimensioni notevoli, mentre altri sono quasi cespugliosi. La maggior parte degli aceri sono decidui, però vi sono anche alcune specie sempreverdi.

 



Un bell'esemplare di Acer platanoides ad Aosta
 

Il loro nome deriva dal latino Acer = acuto, appuntito, dalla forma della lamina fogliare. Così lo chiamò Carlo Linneo sulla sua opera nel 1753 (Species plantarum), dove tantissime piante furono classificate e battezzate per la prima volta. Vi sono foglie di Acer palmatum trovate in fossili datati 9 milioni di anni fa, i tre quarti di questo genere sono originari del continente asiatico. In Europa, oltre all’uso ebanistico, gli aceri fin dall’800 avevano il loro posto nei giardini, mentre già da secoli, in estremo oriente, queste piante venivano selezionate per creare e abbellire i giardini dei nobili.
 



Acer campestre potato a siepe
 

Un fattore limitante per il loro sviluppo è la disponibilità idrica, infatti prosperano dove la piovosità media annua supera i 1.000 mm. Preferiscono suoli acidi e piuttosto ricchi. Nella nostra regione preferiscono la Bassa Valle, dove il clima più umido ne favorisce la crescita. La corteccia degli aceri è, in molte specie, sottile, fattore che questo li rende sensibili alla disidratazione. In Valle d’Aosta, infatti, molti aceri giapponesi piantati in zone asciutte e ventilate tendono a deperire nel tempo o a svilupparsi poco, presentando sintomi evidenti di disseccamento delle ramificazioni più terminali.




Acer buergerianum in autunno nel vivaio regionale

Gli aceri orientali, soprattutto quelli giapponesi, coltivati e selezionati nel tempo dai giardinieri nipponici si presentano con una gamma vastissima di forme e colori di alto valore evocativo e ornamentale; in autunno le loro foglie si colorano con ogni sfumatura di rosso e di giallo. La propagazione degli aceri è semplice, per seme in quasi tutte le specie, mentre per riprodurre esattamente le varietà orticole, per esempio alcune di acero giapponese, occorre procedere con l’innesto. Spesso è anche utilizzata la moltiplicazione vegetativa con talea.
 




Una varietà di Acer palmatum in autunno

Il genere Acer si divide in sezioni che sono distinte tra loro per le similarità tra le infiorescenze, il polline, le foglie e anche per le caratteristiche chimiche e genetiche. Le foglie possono essere palmate con 5 o 7 lobi, oppure composte da tre foglioline, o anche semplici, oblunghe e seghettate, come l’Acer carpinifolia che ha una foglia simile a quella del carpino. I ramoscelli possono essere anche molto colorati e, uniti alle particolari cortecce, come quella dell’Acer griseum, rossa e sfogliata, dell’Acer xconspicuum, striata di bianco, o dell’Acer pensylvanicum, aumentano il loro valore ornamentale. In genere la fioritura degli aceri è poco vistosa, ma vi sono comunque specie che, fiorendo prima dell’emissione delle foglie, come l’Acer diabolicum (antesi di colore giallo) o l’Acer sinopurpurascens (antesi di colore rosso), sono più visibili.
 


ACERI EUROPEI

Gli aceri diffusi nelle nostre zone sono: l’Acer pseudoplatanus o acero montano, l’Acer platanoides o acero riccio, l’Acer campestre, l’Acer monspessulanum e l’Acer opalus presente nel Mediterraneo. In Valle d’Aosta è molto diffuso l’Acero montano e, sporadicamente, l’acero riccio. Si tratta di due specie di dimensioni importanti.




Acer platanoides, particolare delle foglie in autunno

L’acero di monte è presente nei nostri giardini con numerose varietà, tra cui ricordiamo l’A. pseudoplatanus “atropurpureum”, molto diffuso, con le foglie verdi sopra e rosso lillà sotto, il quale in autunno assume una colorazione gialla intensa, con una pagina inferiore rossa che gli crea dei contrasti di colore particolari. L’acero riccio ha, invece, una colorazione autunnale rossa aranciata molto vistosa. Di questo vi sono numerosissime varietà, tra cui ricordiamo l’“Almira”, di altezza più contenuta, la “Cleveland”, che vira al rosso arancio in autunno, la diffusa “Crimson King”, di colore rosso scuro anche in estate, e l’elegantissimo “Drummondii”, che presenta un fogliame da lontano di un verde quasi bianco-crema. Queste due specie sono molto resistenti al freddo e possono essere utilizzate anche in montagna. A volte l’Acero riccio, come nella varietà “Krimson King”, può essere soggetto ad attacchi di oidio intensi. Ricordiamo la possibilità di utilizzare l’Acer campestre per fare siepi, dato che questo sopporta molto bene la potatura.
 

ACERI GIAPPONESI



Acer palmatum in veste autunnale

In Giappone gli aceri sono coltivati da secoli. I classici fanno parte della sezione palmata e sono in genere piccoli alberelli o arbusti originari delle montagne piovose nipponiche. Possiamo già distinguerli in due specie più diffuse nei nostri giadini: l’A. japonicum e l’A. palmatum. Sono piante spesso di dimensioni contenute, anche se in condizioni ottimali raggiungono i 15 metri di altezza. La loro valenza estetica è nella forma aggraziata ed elegante della chioma e nelle foglie piccole e sottili, composte da 7 o 11 lobi nel japonicum e da 5 o 7 lobi nel palmatum, che nelle varietà ornamentali possono assumere colorazioni e forme particolari. Ricordiamo tra le numerosissime cultivar l’Acer japonicum “aconitifolium”, con i lobi delle foglie molto pronunciati che assomigliano all’aconito, l’Acer japonicum “dissectum”, in cui la foglia diventa quasi composta con la lamina molto sottile e l’Acer japonicum “’O isami”, più rustico e con foglie più grandi, pubescenti nella pagina inferiore che gli dà un aspetto argenteo, mentre in autunno la combinazione sulla stessa foglia del verde, del giallo, del rosso e dell’aranciato produce effetti spettacolari.

Gli aceri giapponesi nella parte centrale della Valle d’Aosta soffrono l’atmosfera asciutta e ventilata, si sviluppano quindi meglio in Bassa Valle. In quota, sopra i 1400, metri iniziano a patire anche la disidratazione invernale dei rametti. Ricordiamoci che la corteccia molto sottile, spesso ancora verde, li rende più soggetti a disidratazione. Sono piante da climi temperati oceanici, prediligono una buona umidità del suolo e dell’aria ed è quindi preferibile piantarli in luoghi riparati dal vento e, se necessario, anche a mezz’ombra, sebbene la colorazione del fogliame sia più marcata nelle foglie ben esposte alla luce.

Tra gli aceri di origine orientale ricordiamo ancora l’Acer buergerianum, originario dell’Asia, che ha una foglia trilobata e assume colorazioni intense in autunno e può raggiungere i 12 metri di altezza. Non va piantato al di sopra dei 1000 metri perché soffre il gelo eccessivo. E’ molto utilizzato come pianta per bonsai.
Da menzionare anche l’Acer tataricum, sub specie ginnala, originario della Cina centrale, interessante poiché non supera i 5 metri di altezza e presenta un fogliame autunnale rosso scuro. Come gli altri, è esigente in fatto di umidità del suolo.
Vi sono poi molte specie, originarie sempre del Giappone, poco conosciute in Europa. Una di queste è l’Acer argutum, che nel paese di origine può raggiungere, in alcuni casi, i 15 metri di altezza.
Di particolare effetto ornamentale per la forma aggraziata e per il fogliame delicato e leggiadro, gli aceri orientali sono le piante ideali per dare al giardino un aspetto pittoresco e magico. Ve ne sono centinaia di varietà con foglie di ogni forma e colore che possono riempire spazi importanti nei nostri giardini. Stupendi sono soprattutto quelli che in autunno cambiano colore, perché a seconda del clima, del terreno e della singola pianta, assumono sfumature spettacolari e sempre diverse alla fine della stagione vegetativa.
 

ACERI AMERICANI



Acer saccharinum all'inizio di ottobre

Tra gli aceri di origine americana è da prendere in particolare considerazione l’Acer saccharinum. E’ una pianta che, posta in condizioni idonee, si accresce molto rapidamente, raggiungendo dimensioni notevoli, fino a 35 metri. Ha una chioma verde chiaro molto elegante. In quota possiamo coltivarlo fino ai 1500 metri, mentre alle quote superiori sopravvive ma assume un aspetto più cespuglioso e policormico, poiché le parti apicali dei rami si disseccano in inverno. E’ l’ideale per alberare rapidamente un parco. Fiorisce molto presto e dissemina alla fine della primavera.

Un altro acero interessante è l’Acer saccharum. Un po’ più raro da trovare nei vivai, raggiunge dimensioni minori rispetto al precedente ed è l’acero da cui già i nativi americani ricavavano lo sciroppo d’acero. Spettacolare è la colorazione delle foglie, che in autunno si infiamma di colori rosso aranciati vivissimi. E’ un albero molto maestoso e di indubbio effetto decorativo, è rustico e ha un apparato radicale profondo.




Acer xfreemanii in autunno

Un terzo acero molto decorativo è l’Acer rubrum, che come dice il nome è di un rosso acceso in autunno. Questo raggiunge, negli Stati Uniti, i 30 metri di altezza come l’A. saccharum. E’ molto resistente al freddo e può essere utilizzato anche in alta quota, si adatta male a terreni superficiali e rocciosi e in zone aride o all’ombra. Ricordiamo l’incrocio Acer xfreemanii, che è il prodotto tra l’Acer rubrum e l’Acer saccharum, con la sua famosa varietà “autumn blaze”, che in autunno assume tonalità di rosso spettacolari. Questo acero raggiunge i 10/12 metri di altezza per 8/10 di larghezza ed è in grado di sopportare i suoli più alcalini.

Ricordiamo, per ultimo, l’elegantissimo Acer pensylvanicum, resistentissimo al freddo, il quale preferisce l’ombra ed è caratterizzato da una corteccia striata e dalla colorazione rosso corallo dei giovani rametti.
 

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