Assessorato della sanità, salute e politiche sociali

ASSESSORE ALLA SANITA', SALUTE E POLITICHE SOCIALI

Laurent Viérin

 

 

 

Una delle priorità che abbiamo voluto segnare nel rilancio del Welfare e del modello sanitario valdostano è stato l’inserimento, nel Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per il triennio 2017/2019, approvato a ottobre scorso, il settore della sanità, benessere e inclusione sociale.

Dopo anni di tagli alla spesa abbiamo voluto, infatti, invertire una tendenza basata esclusivamente sull’approccio economico al settore, attraverso tagli lineari, con una politica fondata sulla convinzione che le risorse destinate a questo delicato e imprescindibile ambito di azione per la comunità valdostana non siano da considerarsi solo un costo bensì un investimento e un fattore di sviluppo per tutta la comunità valdostana, perché pongono al centro la persona e l’attenzione alla presa in carico dell’individuo. Alla sanità, attraverso un finanziamento adeguato alla nostra Azienda USL per il 2017 e sul triennio, è stata data garanzia di finanziamento per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni previste dai livelli essenziali di assistenza e per un potenziamento della nostra sanità territoriale. Accanto alle risorse abbiamo investito sulle professionalità di eccellenza e su un piano assunzioni e stabilizzazioni nella sanità valdostana che rilancerà il settore dando ulteriori certezze.

 

Per il settore del welfare, si è avviato un ridisegno completo dell’assetto istituzionale, che diventerà totalmente a regia regionale con investimenti adeguati a garantire servizi alla persona e accessibilità degli stessi. Per trasformare l’attuale modello regionale di interventi e servizi in sviluppo era però necessario partire dai bisogni reali e proiettarli nel futuro per valutarne la portata e riorganizzare su questi dati un nuovo welfare regionale, garantendo qualità, equità di accesso e sostenibilità dei servizi nel tempo, rivedendo, attraverso dei correttivi, i parametri rigidi dell’ISEE adattandoli alle esigenze della nostra comunità, e offrendo, allo stesso tempo, garanzia di presa in carico alle persone più fragili (prima infanzia, persone di disabilità, anziani), ma anche garanzia di stabilità occupazionale a tutti gli operatori interessati.

Avviando il riordino dai servizi per anziani, si valuta che i valdostani con età superiore a 65 anni costituiscono oggi il 22 per cento della popolazione regionale, rappresentando un bisogno potenziale che aumenta al crescere dell’età e che aumenta di circa il 15 per cento ogni 10 anni. L’investimento sull’offerta di servizi residenziali e non residenziali, deve quindi tradursi non solo in un potenziamento della dotazione di posti letto in strutture, ma anche, e soprattutto, in condizioni di vita compatibili con la migliore qualità possibile, prevedendo, ove opportuno, le cure domiciliari assistite e integrate tra servizi sociali e sanitari, sostenendo anche le famiglie con anziani a carico e, solo dove si rende necessario, mantenere il ricorso alle strutture residenziali.

Sulla base di queste evidenze, e grazie a un lavoro di 5 mesi che ha visti impegnati, in un percorso partecipato e di effettiva rappresentanza, tutti i portatori di interesse (Enti locali, associazioni di volontariato, Piano di Zona, organizzazioni di cittadini, privato sociale accreditato, sindacati e esponenti della commissione consiliare competente) si è tracciato il nuovo modello organizzativo del sistema dei servizi socio-sanitari-assistenziali per le persone anziane e non autosufficienti, in base al bisogno assistenziale e seguendo le linee di indirizzo contenute in un documento condiviso tra l'amministrazione e le forze sociali, approvato in modo congiunto nel mese di settembre 2016.

Questo nuovo modello, che prende avvio dai servizi per anziani, interesserà  progressivamente un’utenza più ampia, e fragile, come la prima infanzia e le persone con disabilità. Da subito prenderà avvio il lavoro tecnico di un gruppo ristretto di rappresentanti di tutte le forze che hanno condiviso questo punto di arrivo, per concretizzare, in modo analitico, tutti gli aspetti amministrativi e contrattuali per pervenire già a inizio del 2017 alla definizione del nuovo modello di welfare socio-sanitario valdostano.

 

 

Nel 2017, coerentemente con questo approccio partecipato, si lavorerà per approvare un'apposita legge regionale sul nuovo modello di welfare che conferisca garanzia di durata nel tempo e che integrerà tutte le tipologie di utenza interessate, i servizi ad essi rivolti e i diversi operatori, realizzando nuove forme di integrazione tra i soggetti erogatori di servizi di cura e assistenza pubblici e privati, salvaguardando le condizioni di equità e di appropriatezza nell’accesso ai servizi stessi, omogenei requisiti di qualità e graduando la compartecipazione alla spesa da parte del cittadino in proporzione al reddito.

In merito alle politiche di ISEE, già in questi mesi importanti correttivi sono stati apportati alla contribuzione delle rette dei servizi per la prima infanzia proporzionando in modo più equo la scelta del tempo parziale. Parallelamente, lavoreremo alla revisione della legge sulla famiglia per arrivare a una misura unica di sostegno, che raccolga tutti gli aiuti che oggi esistono riordinandoli in un'unica logica più equa di erogazione, differenziata in base ai bisogni differenziati della famiglia stessa.

 

Convinti che il vero valore aggiunto del metodo di lavoro scelto in questi mesi per giungere alla condivisione del nuovo modello di welfare sia stato l’ascolto di tutti gli attori interessati, e delle loro esigenze, siano essi cittadini utenti dei servizi, amministratori, o lavoratori nei servizi, l’Assessorato si è dato come priorità la revisione dei modelli di auditing e di customer satisfaction dei soggetti erogatori dei servizi sanitari e sociali attraverso la creazione di una nuova funzione dedicata, interna all’Assessorato, denominata di Auditing e Welfare VDA, che ha come obiettivo quello di facilitare la relazione tra cittadini e la rete dei servizi sanitari e socio-sanitari presenti sul territorio valdostano, per diffondere la conoscenza delle attività, dei servizi e delle prestazioni assicurate a livello regionale, garantendo i principi comuni di accessibilità, trasparenza e imparzialità. Questa funzione è esercitata attraverso un ufficio che opera tramite un sistema di ascolto e di relazioni con tutti i soggetti coinvolti, per meglio focalizzare i bisogni, orientarli a responsabilità e appropriatezza e innescare concreti processi di innovazione e partecipazione che, partendo dalle criticità talvolta presentate, attivano nuove modalità di risposta e mettono a sistema il mondo della domanda con quello dell’offerta di servizi.

 

Sempre nel corso del 2016 un’attenzione particolare è stata riservata alla prevenzione con il nuovo Piano regionale 2016-2018 e a una nuova e più efficace campagna di screening contro i tumori femminili che prevedono, già dalla fine dell’anno in corso, per quanto riguarda la diagnosi precoce del carcinoma della cervice uterina, il passaggio dall’organizzazione attuale con offerta del solo Pap test, come test primario di screening, a una nuova e più efficace offerta che prevede anche il test HPV DNA.

 

In ambito sanitario, nel 2016 si sono inoltre poste le basi per realizzare, nel 2017, un modello di risposta al fabbisogno di prestazioni ospedaliere, e non solo, integrato e a rete che, traendo spunto dai principi del DM 70/2015 – meglio noto come decreto degli standard ospedalieri o regolamento degli ospedali - allargherà i confini amministrativi e geografici del territorio valdostano alle regioni limitrofe, con il duplice intento di governare maggiormente la spesa per la mobilità sanitaria passiva – limitandola alle prestazioni per le quali non sussistono in Valle volumi di attività tali da garantire qualità e sicurezza alle cure – e collocare la Valle d’Aosta (il suo ospedale e i suoi specialisti) all’interno di una rete interregionale più ampia e qualificata di centri di eccellenza dove, dalle cure oncologiche, alle cure di alta e altissima specialità, i valdostani potranno trovare risposte qualificate e tempestive ai loro bisogni.

 

Su questo ultimo punto, hanno preso servizio in questi ultimi mesi del 2016 nell’Azienda USL i nuovi specialisti di area (oculistica, oncologia e anatomia patologica) che per la loro elevata professionalità e qualificazione daranno prestigio all’offerta sanitaria regionale che potrà così aumentare la mobilità attiva ossia la tendenza di residenti in altre regioni a scegliere il sistema sanitario valdostano, e l’ospedale regionale in particolare, per le loro cure e ritornare a essere attrattiva anche per i residenti nelle aree di prossimità al confine regionale oltre ad abbattere finalmente alcune liste di attesa che fino a oggi hanno caratterizzato alcuni ambiti ospedalieri tra cui la chirurgia oculistica.

 

 

Infine, in un territorio come quello valdostano, i cui aspetti economici si integrano con quelli della tradizione, la filiera agro-pastorale riveste una notevole importanza e la zootecnia ne è parte fondamentale. Pertanto, in considerazione delle sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche, la Valle d'Aosta è una regione dove l'agricoltura si può praticare solo con grosse difficoltà e con costi di produzione molto elevati. Sulla base di tali presupposti, si è sentita l’esigenza di introdurre alcune misure di flessibilità con la legge regionale 16/2016 per agevolare il lavoro di chi contribuisce a questo importante settore economico produttivo. Tali misure rispondono ad alcune criticità manifestate da tempo, quali la possibilità di: convogliare il siero di latte in concimaia; registrare ai sensi del reg. CE 852/2004, nel periodo successivo alla demonticazione dagli alpeggi e in presenza di limitate quantità di latte, parti della struttura produttiva di allevamento per la produzione di formaggi per la vendita diretta, previa presentazione di segnalazione certificata di inizio attività allo sportello unico degli enti locali competente per territorio; trasporto promiscuo di animali vivi di proprietà di diversi allevatori sui mezzi di trasporto nell’ambito del territorio regionale; macellazione domiciliare a esclusivo uso familiare delle specie suine, delle specie ovi-caprine, a eccezione degli animali da sottoporre a test per encefalopatia spongiforme trasmissibile (età inferiore a 18 mesi) e delle specie bovine di età inferiore a dodici mesi con un limite massimo annuale per nucleo familiare e previa visita sanitaria favorevole; trasporto delle carcasse degli animali morti sino al più vicino impianto autorizzato di raccolta sui mezzi di trasporto appartenenti all’azienda, a condizione che questo avvenga nel rispetto di precise norme igienico sanitarie.

 



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