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PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007 - 2013

PROGRAMME DE DÉVELOPPEMENT RURAL 2007 – 2013

di Alessandro Rota, Francesca Sezian e Edi Pasquettaz
La decisione dell’Unione Europea C(2008) 734 del 18 febbraio 2008 ha approvato il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Valle d’Aosta per il periodo 2007/2013.
Una prima bozza del PSR era stata approvata dalla Giunta Regionale con propria deliberazione del marzo 2007, finalizzata al primo invio formale del Programma alla Commissione europea per dare avvio alla negoziazione: in questo periodo sono state apportate alcune modifiche al testo al fine di renderlo pienamente coerente con gli indirizzi comunitari.

Il PSR è il risultato dell’attuazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 relativo al sostegno allo sviluppo rurale, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il sostegno allo sviluppo rurale ha come principale finalità quella di “accrescere la competitività del settore agricolo e forestale, valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale, migliorare la qualità di vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche”; a questo scopo lo Stato membro redige un Piano Strategico Nazionale (PSN) coerente con il suddetto regolamento e gli Orientamenti strategici Comunitari (OSC), mentre le Regioni sviluppano la propria strategia di sviluppo rurale attraverso un proprio Programma.

La programmazione regionale è iniziata con un’analisi del contesto socio-economico del territorio, che ha permesso di rilevare, da una parte, i fabbisogni del comparto agricolo (e dei relativi settori, zootecnico, viticolo, frutticolo, …) e, dall’altra, di valutare i punti di forza e di debolezza dello stesso, e così anche le eventuali opportunità e minacce.

Per rispondere ai fabbisogni rilevati, l’obiettivo generale del PSR è “mantenere vitale il tessuto agricolo valdostano, migliorandone le prestazioni ambientali e la qualità dei prodotti e servizi offerti, in un rapporto di interconnessione con gli altri operatori del territorio”.
L’obiettivo generale si declina quindi nei tre obiettivi prioritari del PSR (competitività, ambiente e diversificazione-qualità della vita) ai quali corrispondono i tre Assi prioritari del PSR; a questi si affianca il quarto Asse, definito “metodologico”, relativo all’approccio LEADER.

All’interno dei quattro Assi si sviluppano le Misure di sviluppo rurale cofinanziate dal FEASR: a differenza del precedente PSR 2000-06, nel nuovo PSR 2007-13 non è più contemplata la componente di aiuti di Stato, ma la stessa – opportunamente modificata al fine di conformarla ai nuovi regolamenti comunitari per gli aiuti di stato in agricoltura – fa oggi parte del Titolo III della legge regionale 32/07, a cui verrà riservata un inserto specifico dell’Informatore agricolo.


ASSE 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Questo Asse sostiene le aziende agricole e forestali promuovendone il potenziale umano, il capitale fisico e la qualità della produzione.
Sono cinque le misure cofinanziate del PSR che perseguono questa finalità, promuovendo il ricambio generazionale (Misure 112 e 113 per l’insediamento di giovani agricoltori ed il prepensionamento), il valore aggiunto dei prodotti forestali (Misura 123) ed il miglioramento della qualità dei prodotti agricoli (Misure 132 e 133).


ASSE 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Questo Asse ha come obiettivi principali la tutela del territorio, la conservazione della biodiversità, la difesa delle risorse idriche e la riduzione dei gas serra.
Le tre Misure si propongono di riconoscere lo sforzo delle aziende nella manutenzione del territorio, attraverso pratiche agricole di tipo tradizionale a basso impatto ambientale e condizionate dal clima e dai terreni acclivi di montagna.
L’indennità compensativa (Misura 211) ha proprio lo scopo di compensare lo svantaggio naturale dell’agricoltura di montagna rispetto a quella di pianura.
I pagamenti agroambientali (Misura 214) sono strutturati in diverse azioni in modo da operare razionalmente in diversi settori/ambiti. Sono previsti premi per la riduzione del carico animale e degli input chimici, e premi per l’incremento dei metodi biologici a minor impatto ambientale; comportamenti che salvaguardano l’alto grado di biodiversità delle zone montane e limitano il degrado e l’alterazione del territorio. Vi sono poi interventi che tutelano la ricchezza del patrimonio di alcune razze autoctone (Valdostana Pezzata Nera e Castana, Caprina Valdostana e Ovina Rosset) e quelli per incentivare lo sviluppo dell’agricoltura biologica.


ASSE 3
Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale
Questo Asse sostiene le iniziative di diversificazione verso attività non prettamente agricole e gli interventi per migliorare il livello della qualità della vita nelle zone rurali, agendo sulle attività rivolte alle imprese e alla popolazione presenti nel territorio e sulle opportunità occupazionali possibili.
La manutenzione e il recupero del patrimonio del mondo rurale (quali le architetture dei villaggi, la sentieristica, il sistema dei rû ), la creazione di nuove opportunità occupazionali (attraverso la diversificazione in attività non agricole e la nascita di microimprese) e lo sviluppo dei servizi sul territorio sono strumenti con cui agire per mantenere il tessuto sociale delle collettività nelle zone marginali e preservare il modello della famiglia rurale, al fine di contrastare il fenomeno dell’abbandono delle zone svantaggiate.
Inoltre, tutte queste azioni permettono di migliorare l’attrattività dei luoghi e, di conseguenza, lo sviluppo di un turismo rurale rispettoso dell’ambiente ed interessato al nostro terroir (inteso come insieme di ambiente, cultura e tradizione).


ASSE 4
Approccio Leader
Già nella passata programmazione, l’approccio Leader ha promosso lo sviluppo di politiche del territorio pensate e gestite direttamente dagli attori locali (dall’inglese bottom up, dal basso verso l’alto). Gli operatori dello spazio rurale, chiamati ad organizzarsi in partenariati socio-economici, diventano promotori di progetti che interessano direttamente il proprio territorio, anche attraverso reti di scambio di esperienze e attività.
Una volta costituiti, i GAL (Gruppi di Azione Locale), che saranno presumibilmente tre, dovranno redigere il loro Piano di Sviluppo Locale (PSL), le cui strategie saranno basate su alcune Misure dell’Asse 3 attivate non più a “regia regionale”, ma secondo l’approccio Leader.





ASSE 1: MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE

L’Asse 1 verrà realizzato attraverso il raggiungimento di 4 Obiettivi prioritari, ai quali corrispondono le Misure cofinanziate (all’interno del PSR) e gli aiuti ai sensi delle leggi regionali per il settore agricolo e lo sviluppo rurale (L.R. 32/07 e successive modifiche) e per il settore forestale L. R. (in fase di elaborazione) di seguito descritti:




ASSE 2: MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALE

L’Asse 2 verrà realizzato attraverso il raggiungimento di 4 Obiettivi prioritari, ai quali corrispondono le Misure cofinanziate (all’interno del PSR) e gli aiuti ai sensi delle leggi regionali di seguito descritte:




ASSE 3: QUALITÀ DELLA VITA E DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA RURALE

L’Asse 3 verrà realizzato attraverso il raggiungimento di 2 Obiettivi prioritari, ai quali corrispondono le Misure cofinanziate (all’interno del PSR) e gli aiuti ai sensi delle leggi regionali di seguito descritte:




ASSE 4: APPROCCIO LEADER

L’Asse 4 verrà realizzato attraverso il raggiungimento di 2 Obiettivi prioritari, ai quali corrispondono le Misure attivate con l’approccio LEADER di seguito descritte:

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