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Piante officinali

PRUGNOLO

di Annie Vout e Ugo Lini

CARTA D’IDENTITÀ:
FAMIGLIA: Rosaceae
GENERE E SPECIE: Prunus spinosa L.
NOME ITALIANO: Prugnolo
NOME FRANCESE: Epine noire
DROGA: Frutti e corteccia
PRINCIPI ATTIVI: tracce di glucosidi e composti di cumarina


DESCRIZIONE BOTANICA

Arbusto a foglie caduche alto fino a 3-4 metri; si presenta normalmente sotto forma di cespuglio con il fusto ampiamente ramificato; i rami giovani sono pubescenti e hanno numerosi rametti laterali corti e terminati da una spina; la corteccia dei rami è lucida e di colore cenere scuro, quella del tronco è appena fessurata e nerastra.
I fiori, isolati, hanno un peduncolo glabro; il calice ha cinque sepali triangolari-ovati, la corolla è composta da cinque petali bianchi ovali-oblunghi, rotondi all’apice e ristretti a cuneo alla base; gli stami, numerosi, hanno antere gialle o rossastre. Il frutto è una drupa rotonda blu-nerastra con la superficie abbondantemente pruinosa; la porzione carnosa è verdastra e aderisce al nocciolo che è piccolo, subrotondo e compresso lateralmente.
Dove si trova
Cresce dal mare alla zona montana di tutta Italia nei boschi e soprattutto nelle siepi. Cresce spontaneo sulle scarpate e nei terreni incolti. Nella nostra Regione viene comunemente identificato come pianta infestante.


COLTIVAZIONE
Terreno e ambiente
Il prugnolo si coltiva facilmente in qualsiasi terreno e esposizione. Resiste molto bene al secco e al freddo.
Propagazione
La pianta si moltiplica per talea a fine inverno oppure utilizzando i polloni che si sviluppano attorno alla pianta madre.
Sesto d’impianto
In Italia è coltivato, utilizzando principalmente delle varietà ibride, come pianta ornamentale. I frutti sono raccolti allo stato spontaneo quindi la coltivazione di queste piante non è molto ricorrente. L’impianto si effettua in autunno oppure in primavera presto, utilizzando piantine a riposo vegetativo. Il sesto d’impianto consigliato è di 1-1,5 m tra le piante e 2-2,5 m tra le file. L’allevamento a cespuglio richiede dei tutori (es. pali in legno) visto che le piante adulte possono superare i 2 m di altezza.
Concimazione
Per quanto riguarda la concimazione di fondo, occorrono 400-500 q/ha di letame bovino ben maturo da integrare eventualmente con apporti di azoto alla ripresa vegetativa e fosforo e potassio poco prima dell’inverno.
Cure colturali
L’irrigazione localizzata con i sistemi a goccia oppure a microirrigazione è preferibile, ciò permette di evitare inutili sprechi d’acqua.
La potatura del prugnolo allevato a cespuglio prevede un rinnovo dei rami vecchi e secchi cercando di arieggiare il centro della pianta mantenendo la vegetazione sui bordi.
Il terreno può essere inerbito sull’interfilare oppure lavorato. Si può anche scegliere la pacciamatura con agritelo o altro.
Occasionalmente possono essere attaccati dagli afidi. Trattare con prodotti naturali come il sapone bianco di Marsiglia oppure macerazioni di ortiche.

RACCOLTA E COLTIVAZIONE
La raccolta, resa difficoltosa delle spine, è scalare e si esegue in autunno a maturazione inoltrata dei frutti (bacche tondeggianti di colore blu ricoperti da pruina) dopo le prime gelate che li rendono più appetibili. Il frutto che normalmente non viene consumato fresco deve essere trasformato rapidamente dopo la raccolta.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE
Il prugnolo ha delle proprietà astringenti e antidiarroiche.

NOTIZIE GENERALI E STORIA
Con i frutti si possono preparare marmellate e liquori. I frutti sono usati per insaporire il gin. Il legno si usava per la produzione di attrezzi agricoli.
Le foglie essiccate e tostate venivano usate come il tè.
 

       
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