4 - 2011

AGRICOLTURA E METEO

Fernando CARCERERI
Ufficio servizi fitosanitari
Direzione produzioni
vegetali e servizi fitosanitari
con il supporto del
Centro funzionale regionale,
Assessorato Opere pubbliche,
Difesa del suolo e Edilizia
residenziale pubblica

DAI SATELLITI UN AIUTO ALL'AGRICOLTURA


Inviati dall'uomo nello spazio, i satelliti artificiali sono apparecchi utilizzati per gli scopi più diversi. Si distinguono innanzitutto per traiettorie e distanza dalla superficie terrestre: quelli che sono fermi relativamente alla Terra (“fissi”, spesso sopra un punto dell'Equatore, a circa 36000 km) sono detti geostazionari (Fig. 1), mentre quelli che ruotano continuamente (circa 14 volte al giorno) attorno alla Terra passando per i Poli (a 800 km circa) sono detti Polari (Fig. 2).

 
                Fig. 1. Satelliti Geostazionari                                 Fig. 2. Satelliti Polari

Sono ormai migliaia i satelliti inviati a orbitare attorno alla Terra: funzionanti o fuori uso, civili e/o militari, televisivi, per triangolazione GPS, ecc., probabilmente ce ne sono anche alcuni di cui pochi conoscono l'esistenza e l'uso; in questo articolo ci occupiamo di quelli che possono essere utili all'agricoltura, e in particolare ci riferiamo a quelli meteorologici. Forse è poco nota la storia dei satelliti, ma sicuramente quasi tutti sanno che dai sensori di queste apparecchiature possono essere elaborate belle immagini dei campi di nuvolosità (Fig. 3); in pratica i dati acquisiti dai satelliti a scopo meteorologico sono principalmente costituiti da valori delle intensità di energia emesse dalla superficie della Terra e/o da tutto ciò che vi è sopra. Da queste energie si ricavano le temperature degli oggetti presenti e le si elaborano. Il primo risultato, quello più utilizzato dai servizi meteo in fase operativa, è utile per avere un quadro dei sistemi nuvolosi agli alti, medi e bassi livelli della troposfera (la parte di atmosfera che contiene praticamente tutti i fenomeni meteorologici). I satelliti meteorologici, pertanto, ci forniscono una sorta di “fotografia” del tempo in atto, che, assieme ai dati rilevati dalle reti di stazioni meteorologiche (temperatura, pressione atmosferica, direzione e intensità del vento, pioggia, neve, ecc.) e ai dati dei radar meteorologici, sono necessari per inizializzare le elaborazioni di previsioni future a breve e media scadenza (elaborazioni fatte in pochi centri mondiali). Tali informazioni costituiscono, inoltre, un supporto agli studi effettuati nel settore della climatologia e dell'agricoltura.

Fig. 3. Immagine dal satellite MSG-2nd Generation; cortesia Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare.
Fig. 3. Immagine dal satellite MSG-2nd Generation; cortesia Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare.
 
Fig. 4. Il primo satellite meteorologico TIROS-1 (Television InfraRed Observation Satellite), esposto al National Air and Space Museum di Washington (fonte: www.wikipedia.it).

Il primo satellite meteorologico è stato lanciato dagli USA nel 1960 e si chiamava TIROS-1 (Fig 4). Da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante, permettendo un sensibile miglioramento della risoluzione spaziale e temporale dei dati acquisiti, fornendo dati più accurati con cadenza ridotta (anche fino a 15 minuti) e distribuzione ai Servizi competenti quasi in tempo reale. Grazie alle nuove tecnologie, oggi i dati dei satelliti, già elaborati sotto forma di immagini, sono disponibili a chiunque abbia un computer e un collegamento internet. Si può, quindi, affermare che se in passato dalla Terra si scrutava il cielo, talvolta con preoccupazione, oggi avviene il contrario: non uno, ma molti satelliti inviano dati relativi allo stato attuale della Terra, non solo utili per le previsioni meteorologiche, ma anche, ad esempio, per monitorare la distribuzione in atmosfera delle ceneri vulcaniche, l'andamento dell'ozono, l’individuazione di incendi sul nascere e, di nostro interesse, per valutare le condizioni delle coltivazioni e della situazione pedologica, per misurare le superfici dedicate all’agricoltura, definendone addirittura il tipo di coltura in atto. L’insieme delle tecniche volte ad acquisire vari dati dai satelliti è detto “telerilevamento”.

Fig. 5. La rete di stazioni meteorologiche del Centro Funzionale della Regione Valle d’Aosta
 


Fig. 6. Stazione meteorologica installata presso Mont de La Saxe, Courmayeur

Con il telerilevamento in campo agricolo, forestale e botanico si arriva a determinare la mappatura delle diverse tipologie di piante, sino al controllo del loro stato fenologico e di salute piuttosto che per verificarne il livello di umidità.
Per quanto riguarda il territorio valdostano, visto il complesso sistema orografico e geografico che lo caratterizza, è stato necessario installare una rete capillare di stazioni (tra cui un centinaio di proprietà della Regione – Fig. 5 e 6) per poter ottenere una buona rappresentazione delle condizioni meteo-climatiche. I dati vengono acquisiti principalmente con cadenze orarie o semiorarie a seconda della tecnologia della stazione e del tipo di utilizzo del parametro e, assieme ad un'accurata elaborazione e interpretazione dei dati acquisiti dai radiometri satellitari, ci permettono di “fotografare” gli andamenti delle principali variabili meteorologiche. Le previsioni del tempo, supportate dai dati rilevati in tempo reale, sono un indispensabile supporto alla lotta ad avversità come la ticchiolatura, l'oidio e la peronospora. Sono validi strumenti di prevenzione perché contribuiscono alla stesura dei bollettini agro-meteo che possono indicare in modo chiaro i giorni e talvolta addirittura le ore di maggiore proliferazione dei parassiti e delle infestanti indesiderate. In alternativa, “Che il Cielo ce la mandi buona” è comunque una supplica che ogni agricoltore può continuare a fare, guardando le nuvole rossastre o altri “segnatempo” ereditati dall'esperienza dei nostri anziani.
 

Un altro sistema di rilevamento è l’ORTOFOTOGRAFIA, cioè una fotografia aerea geometricamente corretta e georeferenziata, considerata al pari di una mappa. Il sistema di ortofoto in uso in diversi uffici dell’Amministrazione regionale è il risultato di riprese aeree avvenute a partire dal 2006. Le immagini digitali, ottenute da precisi programmi di volo e conseguente ripresa, possiedono le stesse proprietà di una carta topografica e, consentendo di misurare anche gli oggetti e i manufatti in essa contenuti, hanno senza dubbio una quantità maggiore di informazioni rispetto alla cartografia tradizionale. Il programma GIS di cui è dotata la Regione è diventato un indispensabile supporto per il monitoraggio e lo studio di tutto il territorio e delle sue risorse.
L'ortofoto in questa pagina si riferisce alla zona di Aosta.
  

 

 

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