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"La Valle d'Aosta dovrebbe essere un laboratorio di tutela della biodiversità alpina"
09:47 - 26/06/2026

(ANSA) - AOSTA, 26 GIU - "La questione non è rendere la caccia 'più ordinata' o 'più controllata', ma chiedersi se sia ancora accettabile consentire l'abbattimento di specie fragili come gallo forcello, pernice bianca e coturnice. Parliamo di animali che vivono in un contesto segnato da cambiamenti climatici, pressione turistica, disturbo antropico, perdita di habitat e dati non sempre pienamente consolidati sullo stato delle popolazioni". Lo scrive in una nota la Lipu Aosta esprimendo "forte preoccupazione" per il calendario venatorio 2026/2027 approvato dalla Giunta regionale, "che continua ad autorizzare il prelievo di specie di uccelli selvatici già esposte a condizioni ambientali sempre più difficili". "Quando una specie richiede monitoraggi specifici, pareri tecnici, valutazioni di incidenza, tetti di prelievo e possibili sospensioni successive - prosegue - significa che quella specie dovrebbe essere esclusa dalla caccia. La prudenza non può consistere nel decidere quanti animali uccidere: deve consistere nel lasciarli vivere tutti. Non basta definire il prelievo 'sostenibile' o 'contingentato'. Per popolazioni fragili, ogni abbattimento sottrae individui a equilibri naturali già precari. La fauna di alta quota, in particolare, vive in un ambiente sempre più instabile: inverni difficili, innevamento irregolare, estati calde, pressione turistica crescente e riduzione degli habitat idonei rendono queste specie particolarmente vulnerabili". "La Valle d'Aosta - conclude la Lipu - dovrebbe essere un laboratorio avanzato di tutela della biodiversità alpina. Invece, il calendario venatorio continua a permettere il prelievo di uccelli selvatici che avrebbero bisogno di maggiore protezione, non di ulteriore pressione: la conservazione della fauna deve venire prima dell'interesse venatorio". (ANSA).
