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Migliora anche dispersione implicita di chi non raggiunge livelli adeguati di preparazione
11:03 - 16/07/2026

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - La riduzione della dispersione scolastica continua a registrare progressi: nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all'8,2% e, secondo le stime Invalsi che oggi ha pubblicato il rapporto 2026, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall'Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di rilievo per il sistema educativo italiano. Sempre più giovani rimangono nei percorsi di istruzione e formazione, con effetti positivi sull'inclusione, sull'equità sociale e sulle opportunità future. L'ampliamento della partecipazione rende tuttavia la popolazione scolastica più articolata, poiché coinvolge anche studenti e studentesse caratterizzati da maggiori fragilità negli apprendimenti. Le eventuali flessioni nei risultati medi delle prove Invalsi, secondo i ricercatori, devono pertanto essere interpretate anche alla luce di questo processo di crescente inclusione. La dispersione scolastica implicita riguarda gli studenti e le studentesse che, pur portando a termine il proprio percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base. Si tratta di una forma meno evidente di dispersione, perché non coincide con l'abbandono scolastico, ma con una preparazione che non risulta pienamente corrispondente agli apprendimenti attesi al termine degli studi. I dati più recenti mostrano tuttavia un quadro incoraggiante. La quota di studenti e studentesse in questa condizione registra una diminuzione significativa (erano l'8,7% nel 2025 sono il 6,3% nel 2026) e, nello stesso tempo, cresce il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati (passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026). Questi segnali indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali. E' quanto emerge dalle rilevazioni Invalsi 2026 che hanno riguardato 803.000 alunni/e della scuola primaria (classi II e V); 520.000 studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III); 593.000 studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado; 511.000 studenti/studentesse dell'ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado. (ANSA).
