A inizio 2026 la popolazione straniera residente in Valle d’Aosta è stimata essere pari a poco meno di 9.200 unità, corrispondente a un’incidenza sulla popolazione totale regionale pari al 7,5%, un valore inferiore alla media nazionale. Rispetto all’anno precedente si registra una crescita dei residenti con cittadinanza straniera del +4,2%), si tratta peraltro del quarto anno di aumento consecutivo.
Anche nel 2025 ed a inizio 2026 i residenti stranieri si caratterizzano per il maggiore peso della componente femminile rispetto a quella maschile, poiché i tassi di femminilizzazione si confermano elevati, rispettivamente pari al 53,1% e al 52,7%.
Rispetto alla provenienza, gli ultimi dati disponibili (1.1.2025) mostrano come il Paese di origine più diffuso si confermi la Romania (24,8%), seguito dal Marocco (17,3%), dall’Albania (8,1%), dall’Ucraina (5,5%), dalla Tunisia (4%) e dalla Cina (3,3%). Sebbene i cittadini stranieri di questi sei Paesi spieghino poco meno due terzi del complesso di quelli residenti in Valle d’Aosta, va parallelamente notato che le nazionalità presenti nella nostra regione ammontano complessivamente a oltre 120. Se ai cittadini stranieri dei sei precedenti Paesi si aggiungono quelli dei sette successivi per ordine di importanza (Repubblica Dominicana, Francia, Polonia, Moldova, Pakistan, Nepal e Brasile), l’insieme di queste cittadinanze concentra oltre il 75% degli stranieri residenti nella nostra regione.
La distribuzione geografica degli stranieri residenti sul territorio della Valle d'Aosta conferma il primato del Comune di Aosta, che conta quasi 3.100 presenze, pari a un terzo del totale (33,7%). Seguono i Comuni di Saint-Vincent (438, 4,8%), Pont-Saint-Martin (378, 4,1%), Châtillon (370, 4%), Saint-Pierre (291, 3,2%) e Verrès (287, 3,1%). Tuttavia, i Comuni con la più alta incidenza percentuale sono Challand-Saint-Anselme (13%), Valtournenche (12,5%), Saint-Rhémy-en-Bosses (12,1%), (Verrès (11,3%), Pont-Saint-Martin (10,7%), Villeneuve (10,5%) e Cogne (10,3%); Aosta (9,4%) e Saint-Vincent (9,9%), ovvero i due comuni con il numero maggiore di stranieri residenti evidenziano un’incidenza sopra la media regionale, attestandosi di poco al di sotto del 10%.
Il bilancio demografico della popolazione residente straniera per l’anno 2025 è al momento stimabile in un saldo complessivo positivo di circa 370 unità. Questo risultato si determina in ragione di saldi positivi sia naturali (+50 unità), sia migratori interni (+37 unità), sia soprattutto migratori esteri (+595 unità), da cui però si devono detrarre le acquisizioni di cittadinanza (n=309), considerato che questi movimenti anagrafici vengono computati tra le cancellazioni.
La presenza dei cittadini stranieri riequilibra parzialmente dal basso la struttura per età della popolazione. Gli stranieri hanno, infatti, un’età media di poco superiore ai 37 anni, contro una di oltre 47 anni del complesso della popolazione regionale. Inoltre, si rileva che il 20% di essi ha meno di 20 anni e circa il 53% ha meno di 40 anni. Per contro, gli stranieri con un’età pari o superiore a 65 anni sono soltanto circa l’8%. I minori rappresentano circa il 17% del totale, mentre le persone in età lavorativa (15-64 anni) incidono per quasi il 77% sul totale dei residenti stranieri.
Infine, i cittadini stranieri nel 2024 hanno contribuito alle nascite per circa il 10%, un valore questo ultimo in crescita rispetto all’anno precedente. Il dato si riferisce alle nascite attribuibili a genitori entrambi stranieri, questo valore si alza però ulteriormente, arrivando a sfiorare il 22% - anche in questo caso in aumento rispetto al 2023 - se si considerano invece anche le nascite da almeno un genitore con cittadinanza straniera.
A inizio del 2025 i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Valle d'Aosta ammontano a 6.179, di cui il 34% è titolare di un permesso di lungo periodo e la componente maschile risulta essere quella prevalente (51,9%). Dei circa 4.070 cittadini non comunitari titolari di permesso con scadenza, circa il 54% è composto da uomini, confermando anche in questa prospettiva una prevalenza della componente maschile, mentre tra i permessi di lungo periodo è maggiore l’incidenza delle donne (52,6%).
Gli ingressi di cittadini non comunitari nel 2024 ammontavano a 515 unità, in contrazione, sia rispetto all’anno precedente (-19,7%), sia soprattutto rispetto al 2022 (-45,7%). Dunque per il secondo anno consecutivo si osserva una riduzione dei flussi di ingresso di cittadini stranieri, che si attesta di fatto sui valori pre pandemia, dopo aver toccato il minimo di 163 nuovi ingressi nel 2020, ovviamente anche in ragione degli effetti del covid, e il massimo di 948 ingressi nel 2022.
Rispetto ai motivi degli ingressi di cittadini non comunitari registrati nel 2024, prevalgono i motivi familiari (47,4%), seguiti da quelli per Asilo/Umanitari (24,7%), che precedono a loro volta quelli per motivi di lavoro (22,5%).
Nell'anno 2024 gli ingressi di cittadini stranieri hanno riguardato prevalentemente persone provenienti dal Marocco (33,4%), seguite da cittadini dell’Albania (11,7%), della Tunisia (9,1%) e del Bangladesh (8,3%).