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Nouvelle
15:48 - 12/11/2025

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - "È chiaro che un sistema premiante può, per sua natura, non sempre produrre risultati positivi" osservano i sindacati di categoria, "ma è fondamentale comprenderne le cause" si legge ancora. Le tre sigle contestano anche le motivazioni della direzione, che cita "la distanza dei punti vendita dai centri urbani, il ridotto afflusso di clienti o la concorrenza più agguerrita". Ma si tratta di giustificazioni "deboli e non credibili. È la stessa Ikea - ricordano - ad aver scelto di aprire piccoli centri urbani, i cosiddetti Paop, proprio per ridurre le distanze e avvicinarsi ai clienti. Ora ci si chiede: perché queste aperture non bastano più? E quanto hanno inciso sui costi complessivi e quindi sul raggiungimento del premio?". "I sindacati chiedono di capire anche perché i clienti entrano meno nei negozi: se c'è un problema di prezzi, strategie di marketing o rifornimenti. Tutte domande senza risposta". "Alla nostra richiesta di rivedere il sistema premiante per garantire un riconoscimento equo - spiegano Filcams, Fisascat e Uiltucs - Ikea ha risposto che ogni modifica potrà avvenire solo con il rinnovo del Contratto integrativo aziendale. Una posizione che suona come un ricatto inaccettabile, anche perché in passato il sistema è stato modificato anche al di fuori del rinnovo contrattuale". "Nel frattempo - aggiungono - arrivano notizie di premi economici erogati alle figure apicali. Un doppio trattamento che giudichiamo inaccettabile e offensivo verso il personale dei negozi e dei magazzini". "Infine - concludono i sindacati di categoria - di fronte alla nostra proposta di riconoscere almeno un importo simbolico a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, l'azienda ha risposto con un secco 'no: non abbiamo risorse accantonate'. È un atteggiamento che offende chi ogni giorno contribuisce al successo del marchio". (ANSA).
