La strategia energetica sovraregionale

A livello internazionale,  punto più alto di riferimento per la strategia energetica è dato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le Persone, per il Pianeta e la Prosperità sottoscritto nel 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU che definisce 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) e prevede 169 target da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.

A fine novembre 2016 la Commissione europea ha presentato il Winter package o Clean energy package con diverse proposte legislative (le ultime approvate nel giugno 2019) finalizzate al raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050.

In tale ambito agli gli Stati membri è stato chiesto di trasmettere alla Commissione europea, con cadenza decennale, il proprio Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC). Una prima versione del PNIEC è stata presentata nel 2019 ma alla luce degli eventi intercorsi in questi anni e del mutato contesto di riferimento (pandemia, guerra russo-ucraina, aumento dei prezzi) si è reso necessario un aggiornamento dello stesso che dovrebbe concludersi entro giugno 2024.

La Commissione europea, l’11 dicembre 2019 presenta il Green Deal europeo, un pacchetto di iniziative strategiche che mirano ad avviare l’Unione europea sulla strada di una transizione verde con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il Green Deal europeo si concentra su 3 principi fondamentali

  • garantire un approvvigionamento energetico dell'UE sicuro e a prezzi accessibili;
  • sviluppare un mercato dell'energia pienamente integrato, interconnesso e digitalizzato;
  • dare la priorità all'efficienza energetica, migliorare il rendimento energetico degli edifici;
  • sviluppare un settore dell’energia basato in larga misura sulle fonti rinnovabili.
 

Elementi del Green Deal europeo Elementi del Green Deal europeo

Nel febbraio 2021 viene adottata la nuova Strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici che delinea una visione a lungo termine affinché l'UE diventi una società resiliente  pienamente adattata agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici entro il 2050 in linea con l'accordo di Parigi e la Legge europea sul clima e che sancisce l'obiettivo stabilito nel Green Deal europeo.

Il 28 Giugno 2021 è stata adottata ufficialmente la Legge europea sul clima (Regolamento 2021/119) che definisce una traiettoria per il periodo 2030-2050 al fine di raggiungere la neutralità climatica (“Net Zero”) al 2050, con una riduzione delle emissioni al 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

A partire dal luglio 2021 la Commissione europea ha presentato il pacchetto di proposte normative “Fit For 55” (che modificano il Winter energy package ) tese a raggiungere e concretizzare il Green Deal europeo e raggiungere la neutralità climatica al 2050.

Per mettere in campo le diverse azioni l’Unione europea ha presentato a partire da gennaio 2020 il “Piano di investimenti per un'Europa sostenibile". Facendo seguito poi alla crisi europea per la pandemia COVID-19, nel luglio 2020 il Consiglio europeo ha approvato il Next Generation EU (Recovery Found) che prevede un finanziamento di circa 807 miliardi di euro a sostegno degli Stati Membri Nel maggio 2022 è stato lanciato il piano REPowerEU finalizzato a diversificare l’approvvigionamento energetico, assicurare prezzi accessibili, attuare azioni di  risparmio energetico a investire in energia rinnovabile. Per la messa in atto di tale piano sono stati stanziati circa 300 miliardi di euro di cui 225 in prestiti e 72 miliardi in sovvenzioni.

Attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e i piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR), i fondi sono stati assegnati alle esigenze specifiche di ciascun paese.

 

A livello nazionale lo strumento di coordinamento dell’attuazione dell’Agenda 2030 è la Strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile (SNSvS) (approvata nel 2017 e aggiornata nel 2023) che intende fornire una road map per declinare i principi dell’Agenda 2030 a livello nazionale e affrontare al contempo le sfide dei cambiamenti climatici, le disuguaglianze sociali, promuovere un’economia circolare. La strategia prevede una serie di indicatori che consentono di monitorare e verificare il raggiungimento a livello nazionale dei 17 “goal” dell’Agenda 2030. 

In recepimento delle importanti sfide proposte nel Green Deal europeo, nel marzo 2022, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) ha approvato il Piano per la Transizione Ecologica (PTE) con lo scopo di agire su cinque macro obiettivi condivisi a livello europeo:

  1. neutralità climatica;
  2. azzeramento dell’inquinamento;
  3. adattamento ai cambiamenti climatici;
  4. ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;
  5. transizione verso l’economia circolare e bioeconomia.

Il Piano si sviluppa secondo un approccio sistemico, orientato alla decarbonizzazione ma anche alla conservazione della biodiversità e alla preservazione dei servizi ecosistemici, integrando la salute e l’economia e perseguendo la qualità della vita e l’equità sociale. In particolare il piano aggiorna la visione nazionale agli impegni europei in tema di decarbonizzazione . Il PTE riporta obiettivi molto ambiziosi al 2030 quali un apporto del 72% di quota rinnovabile sulla generazione elettrica (corrispondente a circa un 70-75 GW di nuove potenze da installare) e un phase–out del carbone al 2025.

In parallelo agli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici, è emersa la necessità di adattamento agli stessi attraverso lo sviluppo di sistemi resilienti e il miglioramento della capacità di prevedere e gestire i cambiamenti in corso. Nel dicembre 2023 è stato approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) che dà attuazione alla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici ed è volto a fornire un quadro di indirizzo nazionale per l'implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo possibile i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la capacità di adattamento dei sistemi socioeconomici e naturali, nonché a trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche.

Nel giugno 2023 il Governo Italiano ha provveduto all’aggiornamento del proprio Piano di azione Integrato per l’energia e il clima (PNIEC) con orizzonte temporale al 2030 precedentemente inviato nel gennaio 2020 alle Istituzioni europee. I profondi mutamenti del contesto di riferimento (la pandemia, la guerra Russo – Ucraina, l’aumento vertiginoso dei prezzi) hanno reso necessario un aggiornamento del PNIEC anche per garantire il raggiungimento degli obiettivi della traiettoria definita in ambito europeo per il 2030 rivisti dal programma REpowerEU e dal Pacchetto Fit For 55.

La proposta di nuovo PNIEC (aggiornamento 2023), pone al 2030 degli obiettivi suddivisi in “cinque dimensioni”:

  • Decarbonizzazione che riguarda la riduzione di gas climalteranti sia nei settori ETS (-62%) che nei settori non ETS (come definiti dalla direttiva 2023/857 Effort Sharing Regulation) -43,7% rispetto ai valori del 2005. E’ prevista inoltre una quota di fonti energetiche rinnovabili (FER) sul consumo finale lordo (CFL) pari a circa il 40,5% di cui nel settore trasporti quota di FER trasporti sul consumo finale lordo dei trasporti del 30,7%;
  • Efficienza energetica : obiettivo di risparmio cumulato complessivo di energia finale di circa 73 Mtep dal 2021 al 2030;
  • Sicurezza Energetica ovvero la garanzia della fornitura dell’energia e a prezzi accessibili;
  • Sviluppo del mercato interno dell’energia;
  • Ricerca innovazione e competitività

La proposta di nuovo PNIEC intende concorrere a un’ampia trasformazione dell’economia nella quale la decarbonizzazione, l’economia circolare, l’efficienza e l’uso razionale ed equo delle risorse naturali rappresentano insieme obiettivi e strumenti per un‘economia più rispettosa delle persone e dell’ambiente, in un quadro di integrazione dei mercati energetici nazionali nel mercato unico e con adeguata attenzione all’accessibilità dei prezzi e alla sicurezza degli approvvigionamenti e delle forniture.

La messa in atto delle azioni del PNIEC tiene in considerazione le misure finanziarie del Piano Nazionale di ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ ambito del quale alla “M2 - rivoluzione verde e transizione ecologica” sono destinati più del 31% delle risorse.

 

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