Archivio mostre e esposizioni

    
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Memorie di terra. Storie ordinarie di persone straordinarie
A partire da sabato 8 agosto 2020 riapre al pubblico il Centro Saint-Bénin di Aosta, in Via Festaz 27, con la mostra Memorie di terra. Storie ordinarie di persone straordinarie. L’esposizione, ideata dal film maker Davide Bongiovanni, presenta un progetto audiovisivo inedito sull’importanza della tradizione orale e della memoria collettiva. Pensata come un “contenitore” di storie di vita proiettate nel tempo e nello spazio, la mostra si compone di sei video in cui alcuni personaggi della realtà valdostana si raccontano e ci consegnano le loro esperienze di vita. Il taglio immersivo dei video conduce l’osservatore al centro delle vite di queste persone, rendendole familiari. Una musicista e un pittore, un viticoltore e una guida alpina, un agricoltore e una merlettaia, compongono una narrazione corale, che si svolge tra storie personali e senso di appartenenza, in cui la Valle d’Aosta è al centro del racconto. Davide Bongiovanni ha realizzato l’evento espositivo in collaborazione con Jean-Claude Chincheré, fotografo, Rossella Scalise, autrice dei testi, e Simone Lattanzi, aiuto regista. Memorie di terra è un omaggio alla Valle d’Aosta e alle sue genti, ma anche un progetto culturale che ci invita di ripartire dai valori autentici della tradizione e della cultura immateriale. Il catalogo della mostra, in italiano e francese, pubblicato dalla Tipografia Valdostana, contiene un testo critico di Daria Jorioz, le fotografie di Jean-Cluade Chincheré, i contributi di Davide Bongiovanni, Rossella Scalise, Stefania Lusito, ed è acquistabile in mostra al prezzo di 20 euro. L’esposizione Memorie di terra. Storie ordinarie di persone straordinarie resterà aperta fino al 29 novembre 2020, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Ingresso 6 euro, ridotto 4 euro. Abbonamento con la mostra Impressionismo tedesco al Museo Archeologico Regionale di Aosta: 10 euro intero, 6 euro ridotto. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni e per i possessori della tessera Abbonamento Musei. In rispetto alle norma vigenti, l’ingresso alla mostra è contingentato e si richiede ai visitatori di indossare la mascherina.

Centro Saint-Bénin - Aosta
8 Agosto 2020 - 29 Novembre 2020

Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover
L'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Regione autonoma Valle d'Aosta comunica che, a partire da sabato 11 luglio 2020, alle ore 9, sarà aperta al pubblico ad Aosta, presso il Museo Archeologico Regionale di Piazza Roncas, la mostra Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover. Il progetto espositivo inedito viene proposto per la prima volta in Italia ed è il frutto della collaborazione istituzionale tra la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta e il Landesmuseum di Hannover (Germania), che vanta una delle collezioni di Arte tedesca dell’Ottocento e del Novecento tra le più celebri al mondo. La mostra, curata da Thomas Andratschke, responsabile della sezione “Nuovi maestri” del Landesmuseum di Hannover, e da Daria Jorioz, storica dell’arte e dirigente della Regione autonoma Valle d’Aosta, si pone l’obiettivo di raccontare la storia dell’evoluzione dell’Impressionismo tedesco attraverso una prestigiosa selezione di dipinti, opere grafiche e sculture, provenienti dal Landesmuseum di Hannover e per la maggior parte mai esposti al di fuori della Germania. L’esposizione dei capolavori di Liebermann, Slevogt e Corinth rappresenta un’occasione unica di indagine, studio e valorizzazione di importanti artisti, poco noti al pubblico italiano ma di grande interesse, tenuto conto del fatto che gli Impressionisti tedeschi hanno spesso ritratto la natura e i paesaggi italiani. Partendo dal rapporto con l’Impressionismo francese, la mostra si sviluppa in ordine cronologico su tre aree tematiche: la prima sezione accoglie i pionieri della pittura paesaggistica tedesca fino al 1890, la seconda propone i capolavori dei tre più celebri Impressionisti tedeschi, Max Liebermann, Max Slevogt e Lovis Corinth, mentre la terza sezione presenta i loro successori, gli altri esponenti dell’Impressionismo tedesco attivi fino al 1930. L’Impressionismo è la prima corrente artistica internazionale nella storia dell’arte europea, sorta in Francia intorno al 1870, che ebbe alla fine del secolo una grande diffusione negli altri paesi europei, in particolare in Germania, Belgio, Inghilterra e influenze significative anche sull’arte italiana. Con colori lucenti e passaggi di pennello leggeri e frammentati, l’impressionismo francese si oppone al cupo formalismo della pittura accademia ottocentesca. In Germania le origini del movimento impressionista sono individuabili nella pittura realistica di paesaggio, la “realistische Freilichtmalerei”, che contrasta il gusto conservatore dominante all’interno del regno tedesco dell’imperatore Guglielmo di Prussia (“Kaiser Wilhelm”). Già a partire dal 1820 molti artisti abbandonano il chiuso dei loro atelier per dipingere la realtà en plein air, a stretto contatto con la natura. La prima sezione della mostra analizza la tradizione realistica della pittura di paesaggio in Germania tra il 1828 e il 1890, presentando opere dei pionieri dell’Impressionismo tedesco, quali Carl Blechen, Franz Lenbach e Hans Thoma. Dal 1901 nell’ambito della Secessione di Berlino, Liebermann, Slevogt, Corinth sfidano la corrente accademica dominante. Nella veste di “pittori incisori”, seguendo l’esempio dei francesi “Peintre-Graveurs”, diventano i maggiori rappresentanti dell’Impressionismo in Germania. Questo passaggio epocale viene presentato in mostra nella seconda sezione grazie ad una pregiata selezione di opere dei tre famosi artisti e degli altri paesaggisti tedeschi che aderiscono convintamente all’Impressionismo fino al suo definitivo declino con la fine della Repubblica di Weimar e la nascita del movimento artistico della “Nuova Oggettività” (“Neue Sachlichkeit”). Alla fine del XIX secolo artisti specializzati nella pittura di paesaggio di tutta Europa si trasferiscono in campagna e fuori dai centri urbani. Nello stabilirsi in luoghi ritenuti “pittoreschi” creano vere e proprie colonie di artisti, che fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale sono presenti in tutta l’area della Mitteleuropa. Tra le più famose ci sono la colonia francese di Barbizon, quella di Skagen in Danimarca e di Worpswede nella Bassa Sassonia. Tra i fondatori della colonia tedesca di Worpswede, compaiono i nomi di Otto Modersohn e Hans am Ende. Accanto a questi pittori, nella terza sezione della mostra vengono presentate le opere di altri artisti significativi, tra cui l’Impressionista bavarese Max Feldbauer, Henrich von Zügel di Monaco di Baviera, Philipp Klein di Mannheim e lo scultore August Gaul. La mostra di Aosta Impressionismo tedesco è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, riccamente illustrato, contenente i testi critici di Thomas Andratschke e Daria Jorioz, edito da Silvana Editoriale, in vendita al prezzo di 25 euro. Biglietti: Intero 6 euro, ridotto 4 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Tessera Abbonamento Musei Piemonte / Valle d’Aosta. Abbonamento con la mostra Memorie di terra al Centro Saint-Bénin di Aosta dal 7 agosto al 29 novembre 2020: 10 euro intero, 6 euro ridotto

Museo Archeologico Regionale - Aosta
11 Luglio 2020 - 25 Ottobre 2020

Antonella Berra e Claudio Mosele. Interpretare la tradizione.
L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, presenta una selezione delle opere dei due autori valdostani, che si affacciano da alcuni anni sulla scena artistica locale ed espongono per la prima volta in una sede pubblica. Antonella Berra guarda all’artigianato di tradizione proponendone una citazione personale e delicata. Realizza bassorilievi in legno dipinto e opere a tuttotondo che sintetizzano e attualizzano alcuni dei soggetti più apprezzati in ambito locale, dai galli ai tatà, offrendo un esempio della vitalità del nostro artigianato. Partecipa alla Fiera di Sant’Orso dal 1988. Nel 2016 la sua marionetta ha vinto il terzo premio nella categoria Giocattoli della 63a Mostra concorso dell’artigianato di tradizione. Appassionata di musica e folklore, ha dedicato alcuni suoi manufatti ai costumi valdostani, da Cogne a Gaby, ma anche alla Clicca di Saint-Martin e al Groupe folklorique des Tratidions Valdôtaines. Claudio Mosele si cimenta con i soggetti della cultura popolare della Valle d’Aosta componendo scene contadine, dalla fienagione alla raccolta delle patate, dal lavoro dei boscaioli alla vita in alpeggio, e feste tradizionali. Autodidatta, ama definire il suo approccio all’arte “primitivo”. Il suo disegno naïf e diretto, istintivo e anti-accademico, è caratterizzato da un segno deciso e da contorni netti che definiscono le figure. L’utilizzo esclusivo dei pastelli ad olio, in cui i pigmenti vengono lavorati direttamente con le dita, lo rende un disegnatore più che un pittore. Per i due autori, la Valle d’Aosta, il suo territorio e la sua cultura sono fonte di ispirazione e questa esposizione rappresenta un omaggio alla montagna e alla dimensione alpina che ci connota. La mostra è corredata da un sintetico catalogo bilingue italiano-francese, edito dalla Tipografia Pesando, in vendita in mostra al prezzo di tre euro.

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
5 Giugno 2020 - 23 Agosto 2020

Olivo Barbieri. Mountains and Parks
L’esposizione, curata da Alberto Fiz e coordinata dalla Struttura Attività espositive dell'Assessorato regionale, presenta oltre 50 lavori esposti in un percorso ventennale che comprende una serie di grandi immagini fotografiche inedite che hanno come soggetto le montagne della Valle d’Aosta, in particolare il Cervino e il Massiccio del Monte Bianco, realizzate per l’occasione. Per la prima volta, poi, viene presentata la produzione scultorea attraverso tre monumentali lavori plastici che occupano l’ala centrale del Centro Saint-Bénin.
Le opere in mostra ripercorrono la ricerca compiuta da Barbieri dal 2002 al 2019 sottolineando l’attenzione verso le tematiche connesse con il paesaggio e l’ambiente. Non manca, poi, un ciclo d’immagini dedicato alla storia dell’arte antica e moderna e la proiezione di un video del 2005 realizzato in Cina.
Mountains and Parks, il progetto ideato per il Centro Saint-Bénin, propone l’indagine di Barbieri sui parchi naturali, siano essi le Alpi (già nel 2012 la Valle d’Aosta era stata oggetto di una specifica indagine), le Dolomiti, Capri rivisitata con i colori della memoria o le cascate più importanti del pianeta che, come afferma l’artista, “sopravvivono intatte ad uso del turismo o come luoghi fisici museali dove ammirare come potrebbe essere una natura incontaminata”. Si tratta di una rassegna spettacolare e problematica, che affronta questioni fondamentali come l’esigenza di un rinnovato equilibrio naturale associato al turismo di massa che, se da un lato “consuma” i luoghi, dall’altra ne garantisce la sopravvivenza. Le immagini di Olivo Barbieri viste dall’alto, riprese con la tecnica della messa a fuoco selettiva che evidenzia solo alcuni elementi lasciando volontariamente sfocato il resto della scena, hanno inaugurato un nuovo modo di percepire il paesaggio che, grazie all’introduzione consapevole di alcuni “errori” fotografici, ci appare in modo inedito, più simile a un modellino in scala (non manca nemmeno l’uso della pittura digitale) che a un contesto reale. Sebbene nulla di ciò che vediamo appaia contraffatto, l’indagine di Barbieri decreta l’ambiguità della rappresentazione. Sono immagini che non nascono dalla volontà di ottenere effetti speciali (non c’è post-produzione), ma dalla curiosità di verificare il comportamento del mezzo fotografico in condizioni non-idonee. Insieme ai parchi dei ghiacci e dell’acqua, il suo sguardo si estende ai Landfills, le quattro grandi discariche abitate da migliaia di persone e animali del Sud Est asiatico in Thailandia, Indonesia e Malesia. Sono i parchi tematici in negativo, la coscienza sporca dell’Occidente dove si gioca l’equilibrio del pianeta. Il paesaggio si estende anche alla storia dell’arte dove la messa a fuoco selettiva modifica la percezione di opere ormai metabolizzate con un atteggiamento ironico e dissacrante. Nel Paradiso Terreste di Nicolas Poussin sembra di vedere il Creatore che si allontana appoggiato ad un drone di controllo, mentre il mito di Mark Rothko è connesso con i simboli del fast food americano, gli hamburger. Il dialogo con i maestri del passato coinvolge anche Paolo Uccello, Caravaggio e Canaletto. Quest’ultimo, attraverso l’uso della camera ottica, sembra anticipare gli esiti della fotografia contemporanea.
Per la prima volta è presentata in mostra la produzione plastica di Barbieri con tre grandi sculture in legno realizzate per l’occasione che fanno riferimento alla mappatura simbolica dei codici Hobo, i vagabondi americani e i Rom. Ne emerge una geografia errante che crea un paesaggio segreto, accessibile solo ai membri della tribù.
A completamento della rassegna, viene proiettato il video Seascape#Night, China Shenzhen 05 del 2005, parte di un progetto artistico in divenire. In questo caso tutto parte da Shenzhen, in Cina, una delle più importanti nuove aree economiche vicino ad Hong Kong dove un'intera generazione di cinesi sta per concedersi, per la prima volta da cinquant'anni, un divertimento di massa: fare il bagno in mare al chiaro di luna.
Il catalogo della mostra, in italiano e francese, con la pubblicazione di tutte le opere esposte, è edito da Magonza. Insieme ai saggi di Alberto Fiz e Daria Jorioz, contiene un intervento di Paolo Cognetti e un testo sull’estetica della montagna dell’alpinista Giovanni Battista Rossi.
Olivo Barbieri, nato a Carpi (Modena) nel 1954, studia pedagogia all’Università di Bologna e dal 1971 intensifica il suo interesse per il linguaggio fotografico. Realizza Flippers 1977–1978, una serie dedicata al ritrovamento di un deposito di flipper abbandonato. Negli anni Ottanta inizia la serie sull’illuminazione artificiale nelle città europee e orientali. Dal 1989 viaggia in Oriente, soprattutto in Cina, sviluppando una ricerca, tuttora in corso, sui temi dei grandi cambiamenti in atto e sulla loro rappresentazione. Negli anni Novanta adotta una tecnica fotografica che gli permette di mantenere a fuoco solo alcuni punti dell’immagine. Nel 2003 inizia il progetto Site specific_ che coinvolge 40 città nel mondo e prosegue ancor oggi. Le serie Site specific_ (2003–2013), Parks (2006–2015), Real Words (2008–2013), Images (1978–2007), Virtual Truths (1996–2002) e Artificial Illuminations (1980–2014) hanno in comune la riflessione sulla quantità di realtà presente nel nostro sistema di vita e su quanto la nostra percezione sia in grado di comprenderla. Nel 2015 continua la serie Parks e realizza Adriatic (staged) Dancing people. Nel 2017 ha dedicato un progetto all’impianto solare di Ivanpah nel deserto della California, la più grande centrale termica a concentrazione solare del mondo. Noto internazionalmente, inizia ad esporre nel 1978 alla Galleria Civica di Modena. Le sue opere sono state presentate da istituzioni prestigiose quali: Folkwang Museum di Essen, Museum of Contemporary Art di Cleveland, Moma di San Francisco, Cca di Montréal e Bund 18 di Shanghai. Tra le sedi pubbliche italiane che hanno ospitato le sue personali vi sono la Triennale di Milano, il Mart di Rovereto, il Madre di Napoli e il Maxxi di Roma. È stato invitato cinque volte alla Biennale di Venezia e le sue opere si trovano in collezioni pubbliche tra cui: Moma di New York, International Center of Photography di New York, Deutsche Bank, UBS Art Collection e la collezione personale di Elton John.
L’esposizione Olivo Barbieri. Mountains and Parks resterà aperta fino al 19 aprile 2020, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Ingresso 6 euro, ridotto 4 euro. Abbonamento con la mostra Carlo Fornara e il Divisionismo al Museo Archeologico Regionale di Aosta: 10 euro intero, 6 euro ridotto. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni.

Centro Saint-Bénin - Aosta
15 Novembre 2019 - 19 Aprile 2020

Diego Cesare. Bèrio.
L’esposizione, curata da Daria Jorioz, presenta al pubblico una selezione di 35 fotografie in bianco e nero di medie e grandi dimensioni realizzate col banco ottico e stampate manualmente ai sali d’argento, che documentano gli aspetti più significativi del territorio della Valle d’Aosta, declinati attraverso il tema della pietra, fotografata sia dal punto di vista naturalistico e ambientale, sia da quello storico e antropologico dei manufatti litici prodotti dall’uomo nel corso della storia. Dal Monte Bianco all’orrido di Pré-Saint-Didier, dalla valle di Cogne a Fontainemore, le fotografie in mostra consentono di intraprendere un viaggio suggestivo in una regione nel cuore delle Alpi, che viene descritta in maniera originale e inedita grazie allo sguardo di un professionista della fotografia, Diego Cesare. Scrive in catalogo la curatrice, Daria Jorioz: “Diego Cesare ha scelto la pietra come chiave di lettura per narrare la Valle d’Aosta, consegnandoci un progetto fotografico dalla netta connotazione territoriale. Materia che include in sé complesse valenze simboliche, la pietra sintetizza il concetto e l’immagine mentale del paesaggio alpino. La scelta di intitolare il suo progetto fotografico Bèrio – pietra in franco-provenzale – afferma il legame dell’autore con la propria terra, la Valle d’Aosta, in una sintesi verbale che ricorre all’utilizzo della lingua del cuore, connessa all’infanzia e alla figura materna, ed enfatizza la dimensione identitaria, tanto esperienziale quanto emotiva, di questo lavoro. Da documento la fotografia diventa diario, visione soggettiva, testimonianza autografa di uno sguardo”. Diego Cesare è nato a Morgex, in Valle d’Aosta, dove risiede e lavora. Compiuti gli studi artistici, è diventato fotografo professionista nel 1985. Collabora attivamente con la Regione autonoma Valle d’Aosta, con varie agenzie di pubblicità e con studi grafici italiani e francesi. Ha realizzato numerose pubblicazioni, tra cui si ricordino: Appunti schizzi e metafore in viaggio, Torino 1990; 30 anni di autostrada, Torino 1993; Destination Europe, Autostrade e mobilità in Valle d’Aosta, 1962-1992, Quart 1993; Il restauro della Cappella Pilotti, Torino 1994; Acque di sogno, ricchezza della Valle d’Aosta, Quart 2003; Segni d’energia, energia dei segni, Quart 2003; Riflessi di ferro, Quart 2008. Collabora con i periodici Bell’Italia, Bell’Europa, Traveller, Class, Cucina italiana. Ha realizzato diverse mostre personali e collettive. Si segnalano: Traverser les Alpes, Comune di Chamonix; Territorio del Gran Paradiso, Maison Bruil, Introd; Bell’Italia, Castello Sforzesco, Milano; I volti i luoghi, Forte di Bard; Paysages passages, Castello di Bosses, Valle d’Aosta. L’esposizione Diego Cesare. Bèrio è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese contenente tutte le fotografie esposte, edito dalla Tipografia Valdostana, a cura di Daria Jorioz, in vendita al prezzo di 15 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 29 marzo 2020, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì.

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
8 Novembre 2019 - 29 Marzo 2020

Le lavandaie
Carlo Fornara e il Divisionismo
L'esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz, presenta nelle sale del Museo Archeologico Regionale un ricco percorso espositivo di 80 opere tra dipinti, disegni e grafiche. Carlo Fornara (1871-1968) sta riacquistando il ruolo di primissimo piano che ebbe nell'arte italiana ed europea a cavallo tra Otto e Novecento e la mostra aostana lo evidenzia al di là di ogni dubbio, sciogliendo ogni riserva e preconcetto. Riserve e preconcetti nati dalla percezione di Fornara nella riduttiva veste di imitatore di Giovanni Segantini. Certo, fu il suo assistente nell'estate 1898, e imparò profondamente la lezione del grande maestro che doveva scomparire tredici mesi più tardi, ma questo non spiega né la sua adesione al Divisionismo né l'evoluzione del suo originale percorso di artista. L'esposizione di Aosta giunge a completamento delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Fornara, aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola. La mostra Carlo Fornara e il Divisionismo, prima rassegna monografica in Valle d'Aosta dedicata al pittore piemontese, è focalizzata sui due decenni cruciali della parabola di Fornara, l'ultimo dell'Ottocento e il primo del Novecento, ed esamina la stagione più intensa della sua produzione, in parallelo alla genesi e all'apice del Divisionismo in Italia. Il periodo simbolista di Fornara, oltre al capolavoro L'Aquilone, è qui rappresentato da La leggenda alpina e da due studi a olio, mentre nella sezione dei disegni, alcuni fogli di grande formato, quali quello per il manifesto stradale del Sempione e Allegoria dei monti, raccontano di un'esperienza che più tardi l'autore preferì occultare. Chiusa la parentesi simbolista, il primo decennio del Novecento è segnato da una ricerca di obiettività verso la natura, spoglia dell'espressionismo che aveva dominato le stagioni tra la fine dell'apprendistato vigezzino e la maturazione divisionista che, con En plein air, anticipa di alcuni mesi l'incontro con Segantini. Sono anni dedicati alla sua terra, fonte iconografica primaria, la Val Vigezzo. Rare sono le esplorazioni di Fornara fuori dal proprio mondo. La trilogia di Valle Maggia, nella vicina Svizzera, frutto del soggiorno del 1908, presentata in mostra, testimonia una ricerca mirata al naturalismo, in cui le modifiche tecniche apprese da Segantini nell'estate 1898 sono mirate a una visione realista che per nulla rimanda al panteismo del maestro. Come si evidenzia dal breve carteggio con Pellizza da Volpedo e dalle lettere di Morbelli, Carlo Fornara, malgrado anagraficamente più giovane, fu un Divisionista della prima ora. La sua tecnica rivela un'empirica divisione del tono, anteriore al fondamentale incontro con Segantini per il Panorama di Saint-Moritz. Dopo di che, l'uso dei colori puri o semi-puri e delle pennellate giustapposte si arricchisce con la pratica segantiniana dell'aggiunta di metalli, oro e argento fusi all'impasto fresco. Riguardo allo studio sulla tecnica di Fornara, la mostra segna un passo avanti anche dal punto di vista delle indagini scientifiche: il complesso modus di Fornara era rimasto unico fra quelli dei divisionisti a non essere stato oggetto di una diagnostica completa, sino ad oggi. Grazie alla collaborazione della Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., che da due anni porta avanti un progetto di studio diagnostico di artisti italiani fra il XVI e il XIX secolo, la mostra di Aosta ha dato l'occasione per l'analisi di cinque opere chiave: Le lavandaie, L'Aquilone, Chiara pace, Luce e ombre, Fine d'autunno in Valle Maggia. Il rilevamento dei dati diagnostici è stato affidato a Thierry Radelet, esperto di fama internazionale, e i risultati sono presentati nel catalogo della mostra. La mostra di Aosta è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese contenente i testi di Annie-Paule Quinsac, Daria Jorioz, Filippo Timo, in vendita in mostra al prezzo di 36 euro.

Museo Archeologico Regionale - Aosta
25 Ottobre 2019 - 15 Marzo 2020

Fragments de mémoire.
 Le cimetière du Bourg - Il cimitero di Sant’Orso (1782-1930)
Fragments de mémoire. Le cimetière du Bourg. Il cimitero di Sant'Orso ad Aosta (1782-1930). Le cimetière du Bourg - Il cimitero di Sant’Orso (1782-1930)
La mostra, realizzata dalla Struttura Attività espositive in collaborazione con il Bureau Régional Ethnologie et Linguistique et Archives Historiques nell’ambito della collana Fragments de mémoire, riguarda un luogo ricco di storia nel centro storico di Aosta, il cimitero di Sant’Orso, che per centocinquant’anni, dal 1782 al 1930, ha accolto le sepolture del borgo. L’intento della mostra è di presentare al pubblico, attraverso l’esposizione di documenti, fotografie e pannelli di testo, una sintesi della storia del cimitero di Sant’Orso, contestualizzandola nell’ambito delle aree sepolcrali di Aosta. L’esposizione illustra inoltre uno spaccato della vita sociale e religiosa della comunità aostana, che suggerisce considerazioni di carattere antropologico, sociale e filosofico sulla concezione della morte tra la fine del XVIII e i primi decenni del XX secolo. Le fonti archivistiche e la documentazione fotografica ripercorrono la storia di un luogo in cui sono state sepolte quasi diecimila persone, tra cui personaggi illustri quali l’imprenditore Zimmermann, l’inventore Manzetti e numerosi canonici della Collegiata dei santi Pietro e Orso.

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
11 Ottobre 2019 - 9 Febbraio 2020

Catalogo
Elogio della pittura. Roberto Oggiani e Gianni Pedotti
L’Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che giovedì 13 giugno 2019 alle ore 18 sarà inaugurata la mostra Elogio della pittura. Roberto Oggiani e Gianni Pedotti. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, presenta al pubblico una selezione di dipinti dei due autori valdostani, che hanno saputo interpretare e attualizzare, entrambi con una cifra espressiva personale ed efficace, l’eredità dei movimenti artistici del XX secolo, dall’Espressionismo tedesco all’Arte informale. Osserva l’Assessore Laurent Viérin: “Le opere pittoriche di Roberto Oggiani e Gianni Pedotti, presentate nella sede Hôtel des États in un percorso curato dalla Struttura Attività espositive, consentono al visitatore di avvicinarsi all’arte contemporanea interpretata da due autori che fanno riferimento ad alcuni dei più importanti movimenti artistici del Novecento”. Roberto Oggiani nasce in Argentina. Architetto di professione, vive e lavora in Valle d’Aosta. Affianca gli studi di architettura alla passione per la pittura, che coltiva sin da giovane. Affina le tecniche pittoriche sotto la guida di Rolando Robino di Aosta, Renzo Rigotto e Gabriel Girardi di Torino. Negli anni settanta partecipa a concorsi di pittura a Firenze e Viareggio, ottenendo apprezzamenti. La sua pittura è accostabile all’Espressionismo tedesco, di cui sa interpretare la lezione dei maggiori maestri, a partire da Ernst Ludwig Kirchner. Dipinge a tecnica mista, su tele di medie e grandi dimensioni, che ci offrono una visione sospesa tra realtà e sogno, di forte impatto visivo. La realtà del mondo che ci circonda è la sua fonte di ispirazione, dalle tradizioni popolari della Valle d’Aosta ai riferimenti ai maestri dell’architettura e del design. Gianni Pedotti nasce ad Aosta, trascorre l’infanzia in Valle d’Aosta e in seguito si trasferisce in Sicilia. Frequenta il liceo a Mantova e l’Università a Firenze dove si laurea in medicina. Esercita per più di trent’anni la professione di ginecologo. Si avvicina alla pittura intorno ai trent’anni poi, dopo una lunga pausa di oltre vent’anni in cui si dedica esclusivamente alla professione medica, si avvicina nuovamente all’arte pittorica, con opere di ispirazione informale. I suoi dipinti rivelano affinità con l’Espressionismo astratto di Hans Hofmann e di altri maestri quali Adolph Gottlieb e Mark Rothko, che dichiara di prediligere. Le sue tele, fortemente materiche, sono caratterizzate dall’utilizzo di terre naturali e da accostamenti cromatici di grande impatto espressivo, che si collocano nell’ambito dell’Arte Informale. La mostra è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, riccamente illustrato, a cura di Daria Jorioz, edito da Silvana Editoriale, che verrà acquistabile in mostra al prezzo di 20 euro. L’esposizione Elogio della pittura è aperta al pubblico dal 14 giugno al 15 settembre 2019 con il seguente orario: martedì - domenica 10 - 13 /14 -18, chiuso lunedì. Ingresso libero. Per informazioni: Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552 www.regione.vda.it

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
13 Giugno 2019 - 15 Settembre 2019

Catalogo
La montagna fotografata, la montagna
Roberto Andrighetto e Guido Diémoz

L’Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali informa che venerdì 24 maggio 2019, alle ore 18, nella Chiesa di San Lorenzo di Aosta, sarà inaugurata la mostra La montagna fotografata, la montagna scolpita. Roberto Andrighetto e Guido Diémoz. L’esposizione prosegue la collana che propone al pubblico il dialogo tra un fotografo e uno scultore del legno, che interpretano la Valle d’Aosta e la realtà alpina. La mostra, curata da Daria Jorioz, accosta le foto naturalistiche di Roberto Andrighetto, dedicate agli animali selvaggi ritratti con uno sguardo efficace e poetico a una selezione di grandi sculture in legno di noce di Guido Diémoz, che narrano con notevole forza espressiva la tradizione contadina valdostana. Roberto Andrighetto vive in Valle d’Aosta e frequenta da sempre la montagna. Affascinato dagli animali che popolano gli ambienti estremi dell’alta quota, dagli anni ’90 documenta con la fotocamera il ricordo degli incontri con lepri variabili, pernici, ermellini, camosci, stambecchi, aquile, gipeti e tante altre specie, spinto dal desiderio di avere un riscontro tangibile delle emozioni provate e di poterle condividere. Le sue principali pubblicazioni sulla fauna alpina sono: Attimi, un anno con la fauna della Valle d’Aosta del 2012 e Sguardi, la fotografia e la poesia incontrano la fauna alpina del 2018, che contiene poesie di Umberto Druschovic. Ha collaborato ai volumi sul Parco naturale del Mont Avic e sulla Valle del Gran San Bernardo. Le sue immagini sono state pubblicate su riviste nazionali come Oasis, Bell’Italia e la Rivista della montagna. Guido Diémoz nasce a Doues, dove vive e lavora. Giunto relativamente tardi alla scultura, inizia l’attività di artigiano del legno nel 1977, dimostrando un originale temperamento, che lo ha portato a realizzare opere di grande vigore plastico. Diémoz ha partecipato nel corso degli anni a numerose edizioni della Fiera di Sant’Orso e della Fiera di Donnas. Ha ricevuto negli anni numerosi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono caratterizzate da grande libertà espressiva e sono legate ai temi più autentici della tradizione locale. Per la collana Memorie di cose lontane, nel 2018 Vincenzo Bixio e Gabriella De Munari hanno curato il volume La vita in Valle d’Aosta nell’opera di Guido Diémoz (Padova, Edizioni La Selva). L’esposizione La montagna fotografata, la montagna scolpita. Roberto Andrighetto e Guido Diémoz, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese edito dalla Tipografia Duc, a cura di Daria Jorioz, in vendita al prezzo di 10 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 29 settembre 2019, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
24 Maggio 2019 - 29 Settembre 2019

Calatogo
Steve McCurry. Animals
L’Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni Culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che, venerdì 3 maggio 2019, alle ore 18, al Centro Saint-Bénin di Aosta, sarà inaugurata la mostra Animals di Steve McCurry. Un’antologia di sessanta immagini, selezionate dal fotografo tra le sue più significative, compone una rassegna tematizzata, dopo le tante retrospettive di successo che si sono susseguite in Italia, a cura di Biba Giacchetti. Il tema degli animali nei racconti fotografici di Steve McCurry trae origine nel 1991. Steve McCurry negli anni Novanta è un fotografo affermato, ha vinto quattro World Press Photo e ha già fotografato Sharbat Gula, la ragazza afghana. Sul fronte editoriale ha sviluppato un importante corpus di lavoro incentrato sulla condizione umana, con un particolare sguardo ai più fragili, ai rifugiati, ai bambini e in generale alle culture in via di estinzione. In questo contesto si accinge a effettuare la sua prima missione interamente dedicata agli animali. La scelta riguarda gli accadimenti nei territori della prima Guerra del Golfo. Steve McCurry entra in Kuwait nel 1991, sul finire della guerra con le truppe americane; Saddam Hussein, in ritirata, ordina di bruciare più di seicento pozzi di petrolio disseminati nel Paese. Ha inizio la più grande catastrofe ecologica di tutti tempi e Steve McCurry racconta l’impatto di questo disastro sul sistema ecologico e le conseguenze di tanta umana scelleratezza sul genere animale. McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le fotografie di McCurry fanno il giro del mondo e vincono nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta. Come avviene per tante altre immagini di McCurry, restano emblematiche icone senza tempo. Da allora McCurry ha instancabilmente raccontato storie di uomini, che incrociano inevitabilmente storie di animali, verso i quali nutre una forte empatia. La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta si articola in un percorso espositivo in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi in un’alternanza di immagini leggere e profonde, perché possa assecondare la sua sensibilità e giocare liberamente su registri emotivi diversi. Esploratore del genere umano, Steve McCurry, offre un viaggio nella contiguità del pianeta animale; parla di sofferenza e dignità, di relazioni e di conseguenze, invitandoci a riflettere che non siamo soli al mondo e che tra gli esseri viventi c’è una profonda condivisione di quel mistero che è la vita. L’immenso archivio di Steve McCurry ha generato, inoltre, libri sui temi a lui più cari: le culture in via di estinzione; paesi come India, Afghanistan, Tibet, Italia; collezioni di ritratti, racconti su modi di vivere diversi e sentimenti universali; si è concentrato su buddismo e spiritualità, e infine ha dedicato un libro all’atto della lettura. Dopo l’impegno del libro biografico, la cui autrice è la sorella di Steve, Bonnie McCurry Reum, è in lavorazione un volume interamente dedicato agli animali. Un progetto inedito in divenire, il cui fine è rendere omaggio alla condizione animale con una narrazione su piani diversi. Scatti drammatici, come quelli della Guerra del Golfo, si alterneranno a racconti poetici, interazioni con l’uomo, ritratti esilaranti di etnie lontane ma anche personaggi occidentali, e poi animali liberi e selvaggi, o che consentono la sopravvivenza umana, sfruttati per contrastare la miseria. La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta è corredata da un catalogo riccamente illustrato, bilingue italiano-francese, curato da Biba Giacchetti, con un testo critico di Daria Jorioz, edito da Sudest57, in vendita in mostra al prezzo di 25 euro. Biglietto: Intero 6 euro, ridotto 4 euro, gratuito per i minori di anni 18. Abbonamento con la mostra Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate in corso al Museo Archeologico Regionale di Aosta dal 13 aprile al 22 settembre 2019: 10 euro intero, 6 euro ridotto. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali Soprintendenza per i beni e le attività culturali Struttura Attività espositive Tel. 0165.275937 Centro Saint-Bénin Tel. 0165.272687 www.regione.vda.it

Centro Saint-Bénin - Aosta
3 Maggio 2019 - 6 Ottobre 2019

Brochure
Montagnes résistantes. Vallée d’Aoste et Haute Savoie
Mostra d'Arte contemporanea sulla Resistenza del duo CATLAC

L’Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali comunica che mercoledì 24 aprile 2019, alle ore 17.30, presso la Sede espositiva Hôtel des États di Aosta, avrà luogo l’inaugurazione della mostra Montagnes résistantes. Vallée d’Aoste et Haute Savoie.L’esposizione, organizzata in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, è frutto del lavoro del duo denominato CATLAC , composto dal fotografo-pittore Thibault Nieudan e dalla poetessa Fabienne d’Oddaz. Il tema trattato è quello della Resistenza durante il conflitto del 1939-1945 e presenta una serie di fotografie d’epoca della Valle d’Aosta e della Haute Savoie, rielaborate con l’inserimento di elementi e di paesaggi attuali e accompagnate da audioguide con registrazioni sonore di partigiani che ne illustrano il contenuto. In mostra è prevista la proiezione di una serie di acquarelli realizzati da Thibault Nieudan ispirati agli aspetti più dolorosi della guerra. L’esposizione sarà corredata da una brochure che conterrà tra gli altri un testo del Senatore Cesare Dujany, recentemente scomparso, che nel suo ruolo di Presidente dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta aveva voluto fortemente la realizzazione di quest’iniziativa.  Per informazioni: Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552 www.regione.vda.it

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
24 Aprile 2019 - 2 Giugno 2019

Catalogo
Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate
L'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che, venerdì 12 aprile 2019, alle ore 18, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, verrà inaugurata la mostra Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate a cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti. L’esposizione si propone di evidenziare, in un periodo compreso tra la fine degli anni quaranta e il 1968, quelle tematiche che più hanno rappresentato un nuovo modo di concepire l’arte di Lucio Fontana, partendo da un corpus rilevante di circa trenta opere dell’artista, tra tele, ceramiche e carte. Nei celebri Concetti spaziali di Fontana, in cui materia, dinamismo e artificio si coniugano alla fede nelle nuove scoperte della scienza e della tecnica, prende forma lo Spazialismo, in grado di coinvolgere e influenzare generazioni di artisti. Tra questi anche alcuni futuri maestri, capaci di approfondire e innovare le sue intuizioni nella creazione di nuovi linguaggi. La ricerca di Lucio Fontana rappresenta, per molti aspetti, un vero e proprio incipit dell’arte contemporanea, un luogo imprescindibile che, secondo molteplici declinazioni, ha ispirato alcuni tra i linguaggi artistici più importanti, che dagli anni cinquanta del secolo scorso giungono sino a oggi. In quest’ottica i curatori hanno identificato alcuni artisti (da Piero Manzoni a Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani, da Alberto Biasi a Gianni Colombo, da Mario Deluigi a Tancredi e Morandis, da Roberto Crippa a Gianni Dova, sino a Giuseppe Santomaso, Ettore Spalletti, Nunzio, Ben Ormenese, Sandro Martini e molti altri) attraverso i quali costruire un percorso espositivo in grado di approfondire le significative linee di ricerca e i nuclei tematici in cui è possibile riconosce la lunga ombra di Fontana. Tema centrale della mostra è l’indagine di alcune tra le più rilevanti poetiche che, partendo da Lucio Fontana, possono rappresentarne una continuità di ricerca. La "sua lunga ombra" può così divenire uno strumento per comprendere alcuni aspetti fondamentali dell’arte e indicare una linea di studi aperta sul futuro. La mostra di Aosta è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese contenente i testi critici di Giovanni Granzotto, Leonardo Conti, Daria Jorioz, Stefano Cecchetto, Dino Marangon, Mattia Pivato e Livia Sartori di Borgoricco, pubblicato da De Bastiani Editore, in vendita in mostra al prezzo di 30 euro. Biglietto: Intero 6 euro, ridotto 4 euro, gratuito per i minori di 18 anni. Abbonamento con la mostra Steve McCurry. Animals al Centro Saint-Bénin di Aosta dal 3 maggio al 6 ottobre 2019: 10 euro intero, 6 euro ridotto. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali Soprintendenza per i beni e le attività culturali Struttura Attività espositive Tel. 0165.275937 u-mostre@regione.vda.it Museo Archeologico Regionale Tel. 0165.275902 www.regione.vda.it

Museo Archeologico Regionale - Aosta
13 Aprile 2019 - 22 Settembre 2019

Catalogo
La città che cresce. Le quartier “Cogne” à Aoste
L’Assessorato dell’Istruzione e Cultura informa che venerdì 14 dicembre 2018, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra La città che cresce. Le quartier “Cogne” à Aoste. La mostra, realizzata dall’Archivio storico regionale e dalla Struttura Attività espositive, ripercorre, grazie alla documentazione della Società Nazionale Cogne e dell’archivio fotografico del Bureau Régional Ethnologie et Linguistique, le origini e la crescita di questo settore urbano, che ha condizionato in modo determinante il destino urbanistico e demografico della città di Aosta nell’ultimo secolo e che costituisce ancora oggi una parte importante del patrimonio storico-architettonico del capoluogo regionale. L’industria siderurgica “Cogne” di Aosta fu creata nel 1917 dall’Ansaldo di Genova a seguito della crescita della domanda dell’industria bellica che necessitava di ghisa di alta qualità ottenuta estraendo il minerale della miniera di Cogne e fondendolo in moderni altoforni ad arco, alimentati da impianti idroelettrici di nuova costruzione. Parallelamente, a seguito dell’arrivo in Valle d’Aosta di migliaia di operai immigrati soprattutto dall’Italia meridionale, dal Piemonte e dal Veneto, fu avviata la costruzione di un quartiere operaio originariamente denominato quartiere Ansaldo, ma che in seguito — e ancora oggi — sarà conosciuto come quartiere Cogne. In mostra saranno esposti importanti documenti fotografici che testimoniano la storia del quartiere Cogne, tratti dal Fondo Nazionale Cogne e da altri Fondi dell’Archivio Storico Regionale, oltre a una splendida serie di disegni tecnici acquerellati raffiguranti i prospetti, le piante e le sezioni dei vari edifici progettati per il quartiere. L’esposizione La città che cresce. Le quartier “Cogne” à Aoste, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 10 marzo 2019 con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552 www.regione.vda.it

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
14 Dicembre 2018 - 10 Marzo 2019

Catalogo
La montagna fotografata, la montagna scolpita. Stefano Venturini e Ladislao Mastella
L’Assessorato dell’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 30 novembre 2018, alle ore 18, sarà inaugurata, presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, la mostra La montagna fotografata, la montagna scolpita. Stefano Venturini e Ladislao Mastella. La rassegna è la quarta di una serie di mostre che hanno riscosso un ottimo riscontro di pubblico e accostano le opere di un fotografo e di uno scultore locale. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, si compone di una selezione di fotografie di piccole, medie e grandi dimensioni, a colori e in bianco e nero, di Stefano Venturini e di venti sculture in legno di Ladislao Mastella. Stefano Venturini propone immagini di grande impatto visivo che illustrano la dimensione della montagna nelle varie stagioni dell’anno e sono proposte in mostra su diversi supporti, dalla tela all’alluminio spazzolato, e diverse tecniche di stampa. Le sculture di Ladislao Mastella ripercorrono i temi della tradizione popolare valdostana, tra cui si segnalano alcuni divertenti galli policromi di grandi dimensioni e un Presepe (2008) di notevole forza plastica. Le opere di Mastella sono realizzate in diverse essenze lignee quali betulla, cipresso, cirmolo, noce, acero, bosso, melo, frassino, larice e abete. “Per entrambi gli autori, - commenta l’Assessore Paolo Sammaritani - la Valle d’Aosta, il suo territorio e la sua cultura sono fonte di ispirazione e questa esposizione rappresenta un omaggio alla montagna e alla dimensione alpina che ci connota”. Stefano Venturini (Ivrea, 1975) è un fotografo valdostano con l’instancabile voglia di esplorare luoghi e possibilità espressive. La passione per i paesaggi della Valle d’Aosta e la vocazione innata verso il mondo della luce e dei colori lo inducono a occuparsi di fotografia pubblicitaria e di paesaggio, servizi industriali e cataloghi d’arte. Socio Tau Visual da 20 anni, inaugura il suo studio fotografico SteVephoto nel 2001 ad Aosta, avviando collaborazioni con agenzie pubblicitarie e grafiche. Pubblica le sue immagini su riviste nazionali ed estere quali AD, DOVE, Bell'Italia. Da alcuni anni le sue fotografie sono anche riprodotte, in tiratura limitata e certificata, con tecnologia digitale Digigraphie®. Ha realizzato diverse mostre in Valle d’Aosta e ha partecipato a rassegne collettive tra le quali Arte senza frontiere, Galleria Centrale dell’Unione degli artisti a San Pietroburgo (2014-2015); Expo in Valle d’Aosta. Le eccellenze del territorio raccontate con i linguaggi della modernità, Museo Archeologico Regionale di Aosta (2015). Ladislao Mastella nasce a San Bonifacio (Verona) nel 1947. Ultimo di tre fratelli ebanisti, ha frequentato la scuola dei Salesiani di San Benigno Canavese. Nel 1959 e per i tre anni successivi ha lavorato presso il laboratorio dello scultore altoatesino Mario Stuffer, affiancando alla scultura un’intensa attività disegnativa affinata dalla partecipazione ai corsi organizzati dalla Scuola d’Arte Regionale e tenuti da Rolando Robino. Nel 1961 Mastella ha esposto per la prima volta alla Fiera di Sant’Orso. Dal 1963 ad oggi è presente in tutte le edizioni della manifestazione. Molto attivo, Mastella ha esposto in Valle d’Aosta, in Italia e all’estero, ottenendo premi e segnalazioni. Ha partecipato a mostre collettive in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Svizzera, Finlandia e Gran Bretagna. Nel 2018 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’esposizione La montagna fotografata, la montagna scolpita. Stefano Venturini e Ladislao Mastella, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese edito dalla Tipografia Valdostana, a cura di Daria Jorioz, in vendita al prezzo di 10 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 24 marzo 2019, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
30 Novembre 2018 - 24 Marzo 2019

Catalogo
Donato Savin. Il linguaggio della pietra
L’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 9 novembre, alle ore 18, sarà inaugurata, all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta la mostra Donato Savin. Il linguaggio della pietra. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, è organizzata dalla Struttura Attività espositive in collaborazione con la Struttura Patrimonio archeologico ed è allestita nello spazio che ha già ospitato nel 2017 la mostra di Marina Torchio Primitivo femmineo. In mostra sono esposte oltre 40 stele, per la maggior parte in pietra, oltre ad alcune sculture in legno, metallo e corno. Le pietre, accuratamente scelte dallo scultore, soprattutto nella zona del Gran Paradiso, ma anche in altri luoghi della Valle d’Aosta, conservano dopo l’intervento dell’artista l’eventuale presenza di licheni di diversi colori sulla superficie e assecondano la venatura litica naturale, diventando sculture totemiche di grande impatto visivo. L’allestimento della mostra è stato concepito creando una sorta di allineamento delle stele contemporanee, tale da richiamare gli allineamenti delle loro “antenate” che si trovano nel sito di Saint-Martin-de-Corléans dalla prima metà del 3000 a.C. Questa esposizione di arte contemporanea — osserva l’Assessore Sammaritani — si inserisce nella programmazione dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e intende porre in relazione le eccellenze artistiche locali con il sito museale di Saint-Martin-de-Corléans. Donato Savin è nato in Valle d’Aosta, a Cogne, nel 1959, dove vive con la sua famiglia e lavora come guardia forestale. Molto giovane, si è avvicinato alla scultura, alla quale si è dedicato da autodidatta. Il suo materiale prediletto per realizzare le sculture, a partire da semplici disegni o da bozzetti in argilla, è la pietra: gneiss del Gran Paradiso, granito, dolomnia, magnetite della miniera di Cogne, marmo verde di Runaz, marmo bardiglio e altre pietre della Valle d’Aosta. Fin da giovane partecipa alla tradizionale Fiera di Sant’Orso, espressione della tradizione artistica e artigianale della nostra Regione. Ha partecipato e realizzato mostre personali e collettive in Valle d’Aosta, in diverse regioni italiane e all’estero. Nel 2017 il Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino gli ha dedicato una mostra personale. L’esposizione Donato Savin. Il linguaggio della pietra, è corredata da un catalogo edito dalla Tipografia Pesando di Aosta, a cura di Daria Jorioz, con testi di Gianfranco Zidda, Nurye Donatoni in vendita al prezzo di 15 euro. Nel corso del mese di gennaio 2019 verranno proposti al pubblico alcuni laboratori didattici a cura del MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di Tradizione (per informazioni e prenotazioni: tel. 0165 763912). La mostra, visitabile con il biglietto di ingresso all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, resterà aperta fino al 17 febbraio 2019, con il seguente orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 Area megalitica Saint-Martin-de Corléans: tel. 0165 552420 e-mail: u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di Tradizione: tel. 0165 763912

Area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans - Aosta
9 Novembre 2018 - 17 Febbraio 2019

Catalogo
Il mondo di Jacovitti
L’Assessorato dell’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 26 ottobre 2018, alle ore 18, al Centro Saint-Bénin di Aosta, sarà inaugurata la mostra Il mondo di Jacovitti. L’esposizione, a cura di Dino Aloi e Silvia Jacovitti, figlia dell’artista, presenta 250 disegni originali del grande fumettista, attraverso cui sarà possibile ricostruire il percorso di una carriera durata quasi sessant’anni, che ha portato Jacovitti a creare alcuni personaggi indimenticabili che hanno accompagnato intere generazioni di ragazzi. Jacovitti — osserva l’Assessore all’Istruzione e Cultura, Paolo Sammaritani — rappresenta un punto fondamentale dell’umorismo grafico italiano e internazionale. Nonostante siano trascorsi ormai ventun anni dalla morte, il fascino della sua sterminata produzione resta immutato. Schizzi, vignette, tavole di fumetti e illustrazioni compongono l’articolato susseguirsi dei disegni della mostra, alcuni dei quali si potranno vedere in originale per la prima volta. Saranno esposte anche alcune tavole realizzate per oggetti promozionali e 60 disegni di figurine realizzate nel 1954 per l’albo de Il Vittorioso “Genti d’ogni paese”, in cui l’estro di Jacovitti spazia attraverso i cinque continenti raffigurando a modo suo ogni popolo. Ricche di fascino sono alcune tra le prime tavole degli anni Quaranta per Il Vittorioso e altri giornali, veri esempi di calligrafismo disegnato. Tra queste spiccano per bellezza i disegni di Pippo e la guerra, Mandrago, L’Onorevole Tarzan, Pippo in montagna, Giacinto corsaro dipinto e Oreste il guastafeste recentemente tornate in possesso della figlia. Nella sezione dedicata agli esordi si potrà ammirare una delle primissime panoramiche realizzate da Jacovitti a 17 anni, che anticipano le affollatissime tavole che diventeranno, nel corso degli anni, una sorta di suo marchio di produzione, oltre a sei tavole, le uniche rimaste, della storia inedita I tre re, disegnata durante la seconda guerra mondiale. Si passerà dalle tavole del mitico Diario Vitt, realizzato dal 1949 al 1980, vera icona degli studenti di quegli anni, ai diari realizzati da Jac negli anni Ottanta, attraverso le sue collaborazioni con i principali giornali per i ragazzi come Il Vittorioso, Il Giorno dei ragazzi, il Corriere dei Piccoli e Il Giornalino si potranno ammirare gli originali di Cocco Bill, Tom Ficcanaso, Tarallino, Occhio di Pollo, Jack Mandolino, Chicchirino, Cip l’arcipoliziotto e Zorry Kid, che quest’anno compie cinquant’anni (motivo per il quale sarà in mostra un’intera storia di questo personaggio). Fiore all’occhiello dell’esposizione saranno alcune illustrazioni realizzate per Pinocchio, edito nel 1964, riconosciute dai critici come tra le opere più significative della sua carriera. Jacovitti ha frequentato la televisione attraverso la realizzazione di importanti “Caroselli” e di storie andate in onda nel programma cult Supergulp! Le sue affollatissime panoramiche, ricche di centinaia di personaggi e di battute, personificazione dell’Italia di quegli anni, avranno un posto d’onore all’interno dell’esposizione. Il Patentone, gioco dell’oca sul tema automobilistico, sarà riprodotto in grande formato per permettere ai ragazzi di giocare all’interno dello spazio del Centro Saint-Bénin con sagome segna posto e un dado in gommaspugna. Completa la mostra un volume edito da Il Pennino, con contributi critici di Fabio Norcini (critico d’arte), Daria Jorioz (storico dell’arte), Gian Paolo Caprettini (già docente di Semiologia all’Università di Torino), Vincenzo Mollica (giornalista Rai), Gianni Brunoro e Luca Boschi (tra i più importanti jacovittologi italiani), François Corteggiani (autore di Fumetti) e Goffredo Fofi (saggista e critico cinematografico). Il volume è in vendita in mostra a € 30. Il video introduttivo è realizzato da Costantino Sarnelli, Laura Chiotasso e Barbara Forneris di Creative Apsu. Nel periodo di apertura della mostra sono previste due conferenze dedicate all’arte di Jacovitti e un incontro mensile come corso di avvicinamento al fumetto umoristico, tenuto da Claudio Puglia. La mostra Il mondo di Jacovitti resterà aperta sino a domenica 28 aprile 2019 con orario da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Chiuso il lunedì. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; ridotto 50% Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni. Sarà possibile acquistare un abbonamento con la mostra Ugo Lucio Borga. Collateral damages allestita al Museo Archeologico di Aosta dal 13 ottobre 2018, al costo di 7 euro intero e 5 euro ridotto. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687 www.regione.vda.it

Centro Saint-Bénin - Aosta
26 Ottobre 2018 - 28 Aprile 2019

Catalogo
Ugo Lucio Borga. Collateral damages
L'Assessorato dell’Istruzione e Cultura informa che venerdì 12 ottobre 2018, alle ore 17, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, sarà inaugurata la mostra Ugo Lucio Borga. Collateral damages. L’esposizione, curata da Daria Jorioz e accompagnata da un testo critico di Marco Maggi, presenta 120 fotografie in bianco e nero del fotografo e giornalista valdostano Ugo Lucio Borga, realizzate durante i suoi reportage nelle zone del mondo dove sono in corso conflitti armati. Dalla Siria all’Iraq, dall’Ucraina al Bangladesh, in questo progetto fotografico Borga focalizza la sua attenzione sulle vittime civili, documentando e testimoniando l’assoluta drammaticità delle guerre del terzo millennio. Attraverso una documentazione fotografica di grande impatto, realizzata da un fotoreporter le cui immagini sono state pubblicate da diverse testate internazionali, la mostra Collateral damages induce una riflessione sui problemi che affliggono l’epoca contemporanea – dice l’Assessore Paolo Sammaritani. Il lavoro di Borga da sempre si concentra sulle guerre, anche quelle dimenticate, sulle crisi umanitarie e sulle questioni sociali e ambientali. Formato all’Accademia John Kaverdash (Milano), dove ha conseguito tre master in fotografia di reportage, fotografia di moda e comunicazione visiva, Borga ha realizzato reportage di approfondimento in tutto il mondo coprendo, tra gli altri, la primavera araba, la guerra in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sud Sudan, Libia, Siria, Iraq, Filippine, gli scontri religiosi nel nord del Libano, la dittatura Eritrea, il conflitto armato Ucraino. I suoi lavori sono apparsi su molti giornali, riviste, tv e radio tra cui: Time magazine, Time Lightbox (USA), The Guardian, The Observer, The Independent (Inghilterra), Die Zeit, Die Welt, frankfurter allgemeine Zeitung, Brigitte, Cicero (Germania), La Vanguardia Magazine, Zazpika (Spagna), La Croix, Courrier international (Francia), Die Presse (Austria), Tyzden (Slovacchia), Haaretz (Israele) Gazeta Wyborcza (Polonia), Alpha Magazine, (UAE), Woz, Neue Zurcher Zeitung, (Svizzera) Africa Magazine, Diario, l’Espresso, Il Giornale, Il Manifesto, Il Sole 24 Ore, GQ, Nigrizia, Vps, Panorama, PeaceReporter, Rolling Stone, Eyesopen, Il Riformista, Sportweek, La Stampa, Vanity Fair, Il Venerdì di Repubblica, Il Corriere della Sera, Mondadori (Strade Blu), Rai3, Rainews24, Sky Tg24 Jetlag, Channel 4, Radio24, Radio RSI, Laser. Nel 2011 ha ricevuto il primo premio Novinarska Cena Journalism Award per una serie di storie sui ribelli durante la guerra libica. Ha pubblicato: Il sudario di latta. Taccuini di guerra, Marco Valerio Edizioni, 2015; Soldat 1. Guerra in Ucraina, Musumeci editore, 2016; La luna si nasconde. Diari dall’Africa in guerra, Marco Valerio Edizioni, 2018. Il catalogo bilingue italiano-francese dell’esposizione, a cura di Daria Jorioz e con un testo critico di Marco Maggi, è edito dalla Tipografia Duc e sarà acquistabile in mostra al prezzo di € 25. Scrive in catalogo la curatrice: Lo sguardo di Ugo Borga è lucido e severo, diretto e forte, crudo ma anche capace di un’inattesa poesia nel cogliere la luce della speranza oltre il buio della distruzione e della desolazione. Le sue fotografie non ci fanno sconti; hanno un’intensità emotiva e una qualità iconica in grado di colpirci nel profondo, coinvolgendo la nostra dimensione interiore, umana, sociale. La mostra Ugo Lucio Borga. Collateral damages resterà aperta sino a domenica 31 marzo 2019 con orario da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Chiuso il lunedì. Il costo del biglietto d’ingresso è di 3 euro intero, 2 euro ridotto; ridotto 50% Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni. Sarà possibile acquistare un abbonamento con la mostra Il mondo di Jacovitti, che verrà allestita al Centro Saint-Bénin di Aosta dal 27 ottobre 2018, al costo di 7 euro intero e 5 euro ridotto. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Museo Archeologico Regionale : tel. 0165.275902 www.regione.vda.it

Museo Archeologico Regionale - Aosta
12 Ottobre 2018 - 31 Marzo 2019

Catalogo
Oltre l’orizzonte. Tea Giobbio - Walter Vallini
L'Assessorato dell’Istruzione e Cultura informa che venerdì 28 settembre 2018, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra Oltre l’orizzonte. Tea Giobbio - Walter Vallini, che apre la stagione espositiva autunno-inverno 2018-2019. L’esposizione, curata da Alessandro Parrella e organizzata dalla Struttura Attività espositive, propone una serie di installazioni luminose dell’architetto e designer Walter Vallini e le fotografie di Tea Giobbio. La mostra di Aosta è l’ultima, in ordine di tempo, di un percorso espressivo che ha portato i due artisti ad esporre le loro opere da Torino a Milano, da Roma a New York fino a Monaco di Baviera. Tea Giobbio è nata a Buenos Aires nel 1958 e vive e lavora a Torino. Nelle sue opere, oniriche e surrealiste, sul tema dell’identità, è quasi sempre protagonista il corpo umano, rappresentato a volte a figura intera, a volte da alcune sue parti che affiorano da vestiti vuoti come nella serie Gli assenti o da parti anatomiche come nella Via Crucis. Walter Vallini è nato a Roma nel 1958 e anche lui vive e lavora a Torino. Le sue installazioni luminose rappresentano una sintesi equilibrata tra arte e design rendendo sottile il confine tra l’oggetto scultura e l’oggetto funzionale in cui la luce, oltre ad assolvere alla funzione di illuminare, è parte dell’opera stessa. Negli spazi espositivi dell’Hôtel des États, nel cuore di Aosta, il pubblico potrà avvicinarsi al primo evento del calendario autunnale 2018 delle mostre in Valle d’Aosta – dice l’Assessore Paolo Sammaritani – È un programma ricco di proposte che, spaziando dalla fotografia al fumetto, dalla scultura alla storia, offrono approfondimenti agli appassionati di arte e contenuti culturali per tutti i cittadini della nostra regione. L’esposizione Oltre l’orizzonte. Tea Giobbio - Walter Vallini, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 4 novembre 2018 con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552 www.regione.vda.it

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
28 Settembre 2018 - 4 Novembre 2018

Catalogo
La montagna fotografata, la montagna scolpita. Massimo Arcaro e Dante Marquet
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che giovedì 24 maggio, alle ore 18, sarà inaugurata, presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, la mostra La montagna fotografata, la montagna scolpita. Massimo Arcaro e Dante Marquet. La rassegna è la terza di una serie di mostre che mette a confronto le opere di un fotografo e di uno scultore, che dialogano all’interno del suggestivo spazio espositivo aostano. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, si compone di oltre venti fotografie a colori di Massimo Arcaro (formato 50 x 70) e di una selezione di sculture in legno di Dante Marquet, realizzate principalmente in noce, ma anche in betulla, acero, ontano e sambuco. Le fotografie di Arcaro, tutte realizzate in Valle d’Aosta, offrono immagini poetiche di paesaggi innevati, di animali, di fiori, ripresi con sapiente uso della luce, soprattutto negli scatti di macrofotografia che denotano una notevole padronanza del mezzo fotografico. Le sculture di Marquet esprimono il profondo legame dello scultore con la sua terra espresso attraverso scene di lavoro contadino, in cui grande attenzione viene attribuita agli attrezzi agricoli della tradizione. Non mancano nelle sue opere le narrazioni di leggende popolari e la rappresentazione di personaggi e di animali. Di particolare interesse è la realizzazione dei giocattoli, i tatà, in cui Marquet esprime momenti creativi di grande suggestione. L’Assessore all’Istruzione e Cultura sottolinea che per Massimo Arcaro e Dante Marquet si tratta di un riconoscimento istituzionale che l’Assessorato regionale dell’Istruzione e Cultura è lieto di tributare a un fotografo e a uno scultore che amano la Valle d’Aosta e la descrivono con autenticità e passione. Massimo Arcaro è nato ad Aosta e la sua passione fotografica nasce negli anni Ottanta per documentare l’attività alpinistica. Nel corso degli anni l’interesse per la fotografia cresce e con l’avvento della tecnologia digitale Arcaro sceglie di dedicarsi in particolare alla fotografia naturalistica. Partecipa a vari concorsi e nel 2014 vince il primo premio al concorso Mountain 4 colours, organizzato dalla Fondation Grand Paradis. Nel 2016 è secondo classificato sia nel contest Una montagna di fiori sia nel 12° concorso Animali in scena della Fondation Grand Paradis. Nel 2012 ottiene il secondo posto assoluto nel concorso Fotografare il parco organizzato dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, Parco Nazionale dello Stelvio, Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco della Vanoise; nel 2015 si classifica al primo posto nella sezione Mondo vegetale e al secondo posto nella sezione Micromondo del parco; nell’edizione 2017 ottiene ancora il secondo posto in quest’ultima categoria dedicata alla macrofotografia. Dante Marquet (Aosta, 1963) inizia a conoscere e lavorare il legno sotto la guida del padre Avio, già agricoltore, falegname e scultore di Arpuilles. Espone alla Fiera di Sant’Orso di Aosta dal 1973 e partecipa alla Mostra-concorso dal 1981. I suoi primi lavori sono maschere in corteccia di larice, galletti e cornailles. In seguito utilizza il legno di noce per rappresentare personaggi intenti a compiere le attività della montagna. I gesti e gli attrezzi agricoli scolpiti da Marquet nel legno sono ispirati dall’esperienza personale, dai racconti e dalle leggende valdostane che hanno la capacità di tramandare la nostra memoria collettiva. Tra i riconoscimenti ricevuti da Dante Marquet nell’ambito della Fiera di Sant’Orso si segnalano il primo premio per la Scultura nel 1988, 1989, 1990, 1991 e 1999; il primo premio nella sezione Giocattoli nel 1994, 2010 e 2014; il terzo premio nella sezione Attrezzi agricoli nel 2014 e 2016. L’esposizione La montagna fotografata, la montagna scolpita. Massimo Arcaro e Dante Marquet, è corredata da un catalogo edito dalla Tipografia Valdostana, a cura di Daria Jorioz, in vendita al prezzo di 10 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 9 settembre 2018, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
24 Maggio 2018 - 9 Settembre 2018

Mostra Collezionare… non solo monete. I 60 anni del Centro Numismatico Valdostano
L'Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 18 maggio 2018, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra Collezionare… non solo monete. I 60 anni del Centro Numismatico Valdostano. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra il Centro Numismatico Valdostano e la Struttura Attività espositive, è volta a celebrare i 60 anni dalla nascita dell’associazione e presenta alcune novità rispetto a mostre precedenti. Verranno infatti proposte monete provenienti dalla Cina e dall’Africa centrale mai esposte prima in Valle d’Aosta che rappresentano forme primordiali di pagamento ma anche cartamoneta, medaglie e gettoni che aziende e attività commerciali valdostane hanno realizzato e donato a dipendenti o clienti negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Risulta particolarmente significativo celebrare i 60 anni del Centro Numismatico Valdostano, come sottolineato dall’Assessore all’Istruzione e Cultura, un ente che grazie all’impegno dei suoi soci mantiene vivo l’interesse culturale per il collezionismo con particolare riferimento al settore riguardante le monete. Nel corso degli anni il Centro Numismatico Valdostano, oltre a occuparsi della divulgazione - nella sede di Aosta è stata raccolta una biblioteca di testi numismatici composta da oltre 1600 volumi, molti dei quali rari e preziosi - ha realizzato alcune interessanti mostre tra le quali La moneta dall’antichità ad oggi allestita nel 1984 alla Tour Fromage di Aosta e Moneta. Espressione di volontà di potenza allestita al Museo Archeologico regionale nel 2008. La mostra Collezionare… non solo monete. I 60 anni del Centro Numismatico Valdostano, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 19 agosto 2018 con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
18 Maggio 2018 - 18 Agosto 2018

Catalogo
Nicola Magrin. La traccia del racconto
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura comunica che, venerdì 4 maggio 2018 alle ore 18, presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, sarà inaugurata la mostra Nicola Magrin. La traccia del racconto. L’esposizione di Aosta, curata da Daria Jorioz, presenta circa settanta acquerelli su carta di piccole, medie e grandi dimensioni, realizzati tra il 2009 e il 2018, che ripercorrono i temi salienti dell’artista: il percorso interiore dell’uomo e il suo rapporto con la natura selvaggia, la raffigurazione dei boschi e degli animali selvaggi, la montagna e i paesaggi notturni. Autore apprezzato dal pubblico per l’intensa attività di illustratore, Nicola Magrin ha realizzato per Einaudi le copertine dell’opera di Primo Levi. Sua è la copertina de Il richiamo della foresta di Jack London e del fortunato romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne, che ha vinto il Premio Strega 2017 ed è stato tradotto in 39 lingue. L’Assessore all’Istruzione e cultura sottolinea che gli acquerelli di Nicola Magrin sono un elogio alla montagna e alla natura incontaminata e che la mostra accompagna il visitatore alla scoperta di un artista di grande sensibilità, che ha saputo coniugare efficacemente arte e letteratura, sintetizzando in una sola immagine le opere di importanti scrittori. L’esposizione Nicola Magrin. La traccia del racconto allestita al Centro Saint-Bénin di Aosta, rivela la maturità espressiva di un autore che ha scelto l’acquerello come tecnica artistica esclusiva. La mostra presenta al pubblico opere di grandi dimensioni quali Walking (300x114 cm) e L’infinito (58x250 cm), una selezione di tavole originali del libro di Folco Terzani, Il Cane il Lupo e Dio, e numerose carte riunite in gruppi tematici, dalle serie Betulle ai Notturni, da Lupo e uomo a In baita. L’allestimento è arricchito da un video realizzato nello studio dell’artista che documenta la sua tecnica pittorica. Scrive in catalogo la curatrice Daria Jorioz: Un intimismo minimalista permea le opere su carta di Magrin, che paiono emergere dalla luce algida di una giornata al termine di una nevicata e dal silenzio dell’inverno in montagna. L’artista pare prediligere la dimensione nordica, che da un’alba lattiginosa si sostanzia nei toni freddi di un pomeriggio immerso in una natura silente per culminare, nelle carte dei Notturni, in una notte dalla trama fittamente stellata. Nicola Magrin è nato a Milano nel 1978 e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano nel 2004 con una tesi sul pittore spagnolo Miquel Barceló (1957). La sua prima mostra personale è del 2002: Portraits, Galleria Blanchaert, Milano. Nel 2008 è stato selezionato per una residenza d’artista a New York presso l’Harlem Studio Fellowship di Montrasio Arte. Nel 2010 ha partecipato al Premio ArtiVisive San Fedele 2009-2010, Galleria San Fedele Milano. Nel 2012 realizza la mostra personale Wolves, Leo Galleries, Monza e partecipa all’esposizione collettiva dal titolo Naturales Quaestiones, Arengario, Monza. Al 2014 sono datate le due mostre personali Di Notte, Spazio 1929, Lugano e Dall’erba dei campi alle stelle del cielo, Salamon & C. Arte Contemporanea, Milano. Nel 2017 partecipa alla prima edizione de Il richiamo della foresta, evento svoltosi a Estoul, in Valle D’Aosta. Ha illustrato l’opera di Primo Levi, Le otto montagne di Paolo Cognetti, Il silenzio di Erling Kagge, Alpi ribelli di Enrico Camanni (Editori Laterza), l’opera di Matteo Righetto (Tea) e di Tiziano Terzani (Tea). Il suo primo libro illustrato, con il testo di Folco Terzani, si intitola Il Cane, il Lupo e Dio ed è stato pubblicato nel 2017 da Longanesi. Vive e lavora a Monza. La mostra Nicola Magrin. La traccia del racconto resterà aperta sino a domenica 7 ottobre 2018, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Chiuso il lunedì. Il catalogo bilingue italiano-francese, edito da Silvana editoriale, contiene testi di Daria Jorioz, Paolo Cognetti e Monica Aldi ed è in vendita al prezzo di 25 euro. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; ridotto 50% Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra Gabriele Basilico. La città e il territorio, in corso dal 28 aprile 2018 al Museo Archeologico di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Regione autonoma Valle d’Aosta tel. +39.0165.272687 e 0165.275937 www.regione.vda.it u-mostre@regione.vda.it

Centro Saint-Bénin - Aosta
4 Maggio 2018 - 7 Ottobre 2018

Catalogo
Gabriele Basilico. La città e il territorio
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura comunica che, venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, sarà inaugurata la mostra Gabriele Basilico. La città e il territorio. L’esposizione rende omaggio al grande fotografo Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) attraverso duecento fotografie, tra le quali una cospicua selezione di immagini dedicate alla Valle d’Aosta. La rassegna, curata da Angela Madesani, si avvale della collaborazione di Giovanna Calvenzi, dell’Archivio Gabriele Basilico, dell’Accademia di Architettura di Mendrisio/USI. Dichiara l’Assessore all'Istruzione e cultura: sono particolarmente lieta di presentare, nell’ambito del programma espositivo regionale 2018 dell’Assessorato dell’Istruzione e cultura questa importante iniziativa espositiva dedicata ad una figura di spicco della fotografia contemporanea internazionale, che ha dedicato grande attenzione anche al territorio della Valle d’Aosta. L’itinerario espositivo, diviso per nuclei di ricerca e non strettamente cronologico, prende l’avvio da uno dei suoi lavori più noti, quei Milano Ritratti di fabbriche (1978-1980) che hanno segnato l’inizio delle sue indagini sulle città del mondo. Sono inoltre esposte immagini a colori inedite di Beirut ricostruita (2011) e di alcune metropoli del mondo (Shanghai, Rio, Istanbul, Mosca) e le trasformazioni del paesaggio contemporaneo con due serie di immagini dedicate alla montagna, alla Valle d’Aosta e al passo del San Gottardo, in Svizzera. Novantasei foto provengono dal lavoro Sezioni del paesaggio italiano, realizzato in collaborazione con Stefano Boeri per la Biennale di Architettura di Venezia, nel 1998. Fa seguito un’ampia indagine realizzata in collaborazione con l’architetto Luigi Snozzi in una cittadina svizzera, Monte Carasso (1996), oggi periferia di Bellinzona, che documenta la trasformazione della città grazie agli interventi operati dallo stesso Snozzi. Conclude l’itinerario una selezione di immagini di paesaggio, realizzate in luoghi e occasioni diverse, tra le quali quelle realizzate per incarico della Mission Photographique de la DATAR (1984-1985) in Francia. L’esposizione, il cui allestimento è accompagnato da alcuni video dedicati a Gabriele Basilico, si avvale del coordinamento organizzativo di Raffaella Resch ed è prodotta da Scalpendi Editore. Il catalogo, edito da Scalpendi, contiene testi di Angela Madesani, Giovanna Calvenzi e Daria Jorioz ed è in vendita presso il bookshop del Museo al prezzo di 30 euro. La mostra resterà aperta sino a domenica 23 settembre 2018, orario 9-19, tutti i giorni. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; ridotto 50% Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole.. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra Nicola Magrin. La traccia del racconto, in corso dal 5 maggio 2018 al Centro Saint-Bénin di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Regione autonoma Valle d’Aosta tel. +39.0165.275902 e 0165.275937 www.regione.vda.it u-mostre@regione.vda.it

Museo Archeologico Regionale - Aosta
27 Aprile 2018 - 23 Settembre 2018

Catalogo
Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un Album Photo et un Livre
L'Assessore all’istruzione e cultura e l’Assessore alle attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta comunicano che venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 18, presso la sala espositiva dell’Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un Album Photo et un Livre. La rassegna ha come soggetto l’illustrazione del prezioso album fotografico di proprietà degli eredi della famiglia Balla, importante testimonianza iconografica della fiorente attività della conceria, attiva in Valle d’Aosta all’inizio del XX secolo. In occasione di una ricerca condotta ad Aosta, l'Association Valdôtaine Archives Sonores (AVAS) ha scoperto questo album fotografico composto da 37 immagini, realizzato cent’anni fa, nel 1918, dallo Stabilimento Grafico Alfieri & Lacroix di Milano, che rappresenta un documento della storia valdostana dei primi decenni del Novecento. La conceria Balla era situata tra le attuali vie Monte Pasubio, Monte Vodice, Cesare Battisti e Giorgio Elter, dove scorreva una derivazione del Ru Mère des Rives che prendeva l’acqua dal Buthier e forniva la materia prima indispensabile al funzionamento. L’azienda, sorta nella zona ovest della città prima della realizzazione del quartiere Cogne, della costruzione delle caserme degli alpini sulla piazza d’Armi e della zona del Plot dove nacque in seguito la piazza della Repubblica, svolgeva un importante ruolo nel tessuto produttivo valdostano. L’apertura dell’esposizione, che avviene qualche giorno prima della Fiera di Sant’Orso 2018, sottolinea la sinergia tra i vari settori dell’Amministrazione regionale, che ha visto la collaborazione tra gli Assessorati dell’istruzione e cultura e delle attività produttive, politiche del lavoro e ambiente. L’esposizione, allestita dalla Struttura Attività espositive, è a cura dell'Association Valdôtaine Archives Sonores (AVAS) con il coordinamento di Enrico Peyrot ed è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese edito dalla Tipografia Duc di Aosta in vendita in mostra al prezzo di 10 euro. La mostra Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un Album Photo et un Livre, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 6 maggio 2018 con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
26 Gennaio 2018 - 6 Maggio 2018

Guido Reni. La strage degli innocenti
La Strage degli innocenti. Manifesto del Raffaellismo di Guido Reni
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 12 gennaio 2018, alle ore 18, sarà inaugurata, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, l’esposizione dedicata ad un capolavoro assoluto della storia dell’arte italiana: La strage degli Innocenti di Guido Reni. Il magistrale dipinto di Guido Reni (Bologna, 1575-1642), delle collezioni della Pinacoteca nazionale di Bologna, sarà il protagonista di una mostra-dossier di alto livello scientifico, curata da Mario Scalini con la collaborazione di Elena Rossoni. Il capolavoro di Guido Reni, realizzato nel 1611 per la cappella Berò nella Chiesa di San Domenico a Bologna è al centro di un articolato percorso espositivo, arricchito da apparati multimediali, che ne ripercorre la storia. La pala d’altare, un olio su tela di grandi dimensioni (cm 268x170), mette in evidenza le straordinarie doti pittoriche dell’artista, narrando il drammatico episodio del Vangelo di Matteo con insuperata efficacia espressiva. In mostra sarà presentata per la prima volta anche una Testa di Madonna attribuita a Raffaello proveniente dalle Gallerie Estensi di Modena. Un’occasione unica per il pubblico per ammirare due opere straordinarie, accostate all’insegna de “Il Raffaellismo di Guido Reni”, secondo la tesi curatoriale. L’esposizione La Strage degli Innocenti. Manifesto del Raffaellismo di Guido Reni resterà aperta sino a domenica 18 febbraio 2018, dalle 9 alle 19, tutti i giorni. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 4 euro per i soci del Touring Club Italiano e 3 euro Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra "A modo mio. Nespolo tra arte cinema e teatro", in corso al Centro Saint-Bénin di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Il Giornale della mostra, con testi di Mario Scalini, Elena Rossoni, Daria Jorioz e Anna Pelagotti, sarà posto in vendita in mostra al prezzo di 4 euro. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Museo Archeologico Regionale: tel. 0165.275902 u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it 1133 lc

Museo Archeologico Regionale - Aosta
12 Gennaio 2018 - 18 Febbraio 2018

Brochure
Le train et le jardin
L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che giovedì 30 novembre 2017, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra Le train et le jardin. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra l’Archivio storico regionale e la Struttura Attività espositive è volta alla valorizzazione del patrimonio documentario della Regione autonoma Valle d’Aosta e presenta quest’anno un approfondimento dedicato alla costruzione della ferrovia Ivrea-Aosta. «L’interesse di questa mostra – dichiara l’Assessore Emily Rini – allestita grazie alla collaborazione tra le varie strutture della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, consiste nell’evocare, con documenti e fotografie, veri e propri “frammenti di memoria” della comunità. L’argomento scelto della costruzione della ferrovia Ivrea-Aosta costituisce una tappa fondamentale nella nostra storia socio-economica e nello sviluppo urbanistico della città di Aosta.» A seguito dell’unificazione della Penisola italiana, nel 1861, il problema dell’isolamento geografico della Valle d’Aosta rispetto al resto del Paese si pose in modo stringente. L’idea di un collegamento ferroviario con il Piemonte, e possibilmente con la Savoia e il Vallese mediante gallerie, prese corpo e approdò finalmente, nel 1879, all’approvazione, da parte del Parlamento italiano, di un progetto di ferrovia che collegasse Aosta con Ivrea. Terminata nel 1886, la nuova linea ferroviaria costituì un’innovazione importante nella vita socio-economica della Valle e un’occasione di modernizzazione del tessuto urbano e delle infrastrutture pubbliche del capoluogo regionale: fu creato un nuovo asse stradale per unire la stazione al centro, si inaugurò l’illuminazione elettrica e si realizzò un giardino pubblico per il piacere dei cittadini e dei turisti. La mostra Le train et le jardin, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 21 gennaio 2018 con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Struttura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États : tel. 0165.300552 Archivio storico regionale : tel. 0165.275773

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
30 Novembre 2017 - 21 Gennaio 2018

Catalogo
Pietra, carta, carbone. I frottages di stele di Ernesto Oeschger e Elisabetta Hugentobler
L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 10 novembre 2017, alle ore 17, presso gli spazi espositivi dell’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta, sarà inaugurata la mostra Pietra, carta, carbone. I frottages di stele di Ernesto Oeschger ed Elisabetta Hugentobler. La mostra riguarda un’inedita collezione artistica dedicata alle stele antropomorfe, realizzate attraverso la tecnica del frottage (dal francese frotter, strofinare), utilizzando carta velina, carboncino o carta carbone. La restituzione grafica è una parte fondamentale della ricerca archeologica in quanto consente sia di conservare traccia degli oggetti, sia di coglierne particolari e dettagli di grande importanza. Le 26 stele esposte all’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans sono espressione di una forma di linguaggio artistico trasversale e provengono da tutta Europa, facendo così diventare il sito archeologico valdostano un luogo importante di incontro di culture. La mostra Pietra, carta, carbone. I frottages di stele di Ernesto Oeschger e Elisabetta Hugentobler è corredata da una brochure bilingue italiano-francese, edita dalla Tipografia Duc, contenente i testi critici di Gwenaël Bertocco e Gianfranco Zidda. La visita all’esposizione è compresa nel costo del biglietto d’entrata all’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans che è il seguente: 7 euro intero, 5 euro ridotto; 2 euro per i minori dai 6 ai 18 anni. La mostra sarà aperta sino al 25 novembre 2018, con i seguenti orari: martedì - domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans tel.: 0165.552620

Area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans - Aosta
10 Novembre 2017 - 24 Novembre 2019

Catalogo
La montagna fotografata, la montagna scolpita. Davide Camisasca e Marco Joly
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 27 ottobre 2017, alle ore 18, sarà inaugurata, presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, la mostra La montagna fotografata, la montagna scolpita. Davide Camisasca e Marco Joly. La rassegna è la seconda di una serie che mette a confronto le opere di un fotografo e di uno scultore che dialogano all’interno del suggestivo spazio espositivo aostano L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, si compone di oltre 20 fotografie inedite di grandi dimensioni, in bianco e nero, accostate a una selezione di sculture, prevalentemente in legno di noce. Le immagini di Camisasca sono il frutto di un intenso lavoro teso verso una ricerca formale caratterizzata da atmosfere rarefatte, luci ovattate e bianco totale, che trasforma la montagna da luogo fisico a dimensione interiore. Le opere di Marco Joly, in legno e in pietra ollare, narrano scene di vita quotidiana in cui si riscopre la dimensione comunitaria del villaggio, popolata da contadini e pastori, bambini e anziani. Davide Camisasca e Marco Joly - commenta l’Assessore Emily Rini - compongono un percorso espositivo intenso e poetico, che sono certa incanterà il pubblico nel corso della stagione invernale. Fotografia e scultura dialogano in questa mostra con efficacia offrendo suggestioni artistiche di grande qualità espressiva. Davide Camisasca, che risiede a Gressoney-Saint-Jean dal 1972, è guida alpina e fotografo professionista specializzato sul tema della montagna. Ha realizzato mostre personali a Milano, Ginevra, Londra, Torino, Trento e, in più occasioni, in Valle d’Aosta. Ha pubblicato libri fotografici sul Monte Bianco, sul Gran Paradiso, sul Gran San Bernardo, sul Monte Rosa. Ha inoltre dedicato alcuni lavori fotografici al patrimonio paesaggistico e architettonico valdostano. Ha collaborato con riviste italiane e straniere, tra cui Alp, Dove, Gente Viaggi, Sciare, Pentax Family, Meridiani Montagne, Alpes e Berge. Marco Joly, risiede ad Arnad e a partire dal 1974 ha partecipato a tutte le edizioni della Fiera di Sant’Orso. Riproduzioni fotografiche delle sue opere sono apparse su numerose pubblicazioni dedicate alla scultura tradizionale e all’artigianato alpino, tra cui Arte di tradizione in Valle d’Aosta, edito nel 1994, e il secondo volume de La collezione IVAT (Istituto Valdostano per l’artigianato tipico), del 2007. Joly si è aggiudicato il primo premio alla Fiera di Sant’Orso nel 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1998 e 1999. Ha vinto il primo premio della Mostra Concorso dell’artigianato valdostano di tradizione di Aosta per cinque anni consecutivi, dal 1984 al 1988, e nel 2004. Nel 2001 ha ricevuto il premio “Don Garino” per la scultura a soggetto religioso. È stato segnalato come uno dei più interessanti e significativi interpreti dell’artigianato valdostano da riviste e quotidiani nazionali e locali. L’esposizione La montagna fotografata, la montagna scolpita. Davide Camisasca e Marco Joly, è corredata da un catalogo edito dalla Tipografia Valdostana, che contiene i testi di Daria Jorioz e Pietro Giglio, in vendita al prezzo di 10 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 25 febbraio 2018, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
27 Ottobre 2017 - 25 Febbraio 2018

Catalogo
A modo mio. NESPOLO tra arte cinema e teatro
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 20 ottobre 2017, alle ore 18, sarà inaugurata al Centro Saint-Bénin di Aosta la mostra “A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro”, dedicata all’esperienza interdisciplinare dell’artista piemontese. L’esposizione, organizzata dall’Assessorato, è curata dal critico Alberto Fiz in collaborazione con il filosofo Maurizio Ferraris. Sono oltre 80 le opere esposte tra dipinti, disegni, maquettes per il teatro, sculture, ex libris, tappeti, fotografie e manifesti realizzati dal 1967 sino a oggi in un percorso spettacolare e coinvolgente, ideato per gli spazi dell’ex chiesa sconsacrata. Compare persino una canoa di otto metri interamente decorata. Dall’arte al cinema, dai cartoon televisivi alla logica matematica sino al teatro, le opere, disposte in base a tracciati tematici, creano una costellazione all’interno del Centro Saint-Bénin da cui emerge la versatilità di uno dei più originali e trasgressivi interpreti della scena contemporanea italiana, che ha ripercorso stili e stilemi “a modo suo”, senza mai lasciarsi imbrigliare dalle convenzioni. “Sono particolarmente lieta di presentare al pubblico – commenta l’Assessore Emily Rini – questa proposta espositiva di qualità, che ha come protagonista Ugo Nespolo. Sono certa che il pubblico saprà apprezzare questa mostra che unisce pittura, scultura, design e teatro, in un percorso affascinante e inatteso. L’Assessorato regionale conferma così il suo impegno nel promuovere la cultura e l’arte”.
In occasione dell'inaugurazione della mostra verrà esposta all'esterno dell sede espositiva la Porsche Moncenisio decorata da Ugo Nespolo.
Il catalogo della mostra, in italiano e francese, con la pubblicazione di tutte le opere esposte, è edito da Magonza e posto in vendita al costo di 26 euro. Insieme ai saggi di Maurizio Ferraris, Alberto Fiz, Daria Jorioz e a un’intervista di Nespolo con Pietro Bellasi, contiene una serie di saggi scritti dall’artista e testimonianze, tra gli altri, di Enrico Baj, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Danilo Eccher, Pierre Restany, Gianni Rondolino, Francesco Poli e Tommaso Trini. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 4 euro per i soci del Touring Club Italiano e 3 euro Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Sede espositiva Centro Saint-Bénin tel. 0165.272687

Centro Saint-Bénin - Aosta
20 Ottobre 2017 - 8 Aprile 2018

Pan de bouque
L'Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 13 ottobre 2017, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États di Aosta, sarà inaugurata la mostra “Pan de bouque”. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra il Bureau régional ethnologie et linguistique e la Struttura Attività espositive, si inserisce nell’ambito della “Festa de Lo Pan Ner”, organizzata dall’Assessorato regionale in collaborazione con le comunità locali. Oltre 50 comuni della Valle d’Aosta inforneranno il tradizionale pane nero per la cottura, preparato dalle famiglie e cotto nei forni frazionali. Inoltre in tutto il territorio si svolgeranno numerose iniziative legate a questa tradizione. La mostra “Pan de bouque”, curata da Daria Jorioz, presenta una selezione di opere di scultori locali che interpretano il tema della panificazione di tradizione in Valle d’Aosta. Gianfranco Anzola, Lea Bérard, Silvano Ferretti, Marco Joly, Ladislao Mastella, Giorgio Perin Riz, Dorino Ouvrier e Bobo Pernettaz, ciascuno con la propria cifra espressiva, narrano il nostro universo contadino con efficacia e autenticità. Un dipinto di Giuseppe Tecco anticipa l’esposizione in programma per il prossimo anno, in cui saranno pittori, disegnatori e grafici a illustrare “Lo Pan ner”. L’esposizione, con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 19 novembre 2017, con il seguente orario: da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États tel.: 0165.300552 BREL (Bureau régional ethnologie et linguistique) tel.: 0165.43386-363540 0932 em

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
13 Ottobre 2017 - 19 Novembre 2017

Catalogo
TRACES. Beni culturali in Valle d’Aosta. Fotografie di Pier Francesco Grizi e di Fabio Dibello
L’Assessorato dell’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 6 ottobre 2017, alle ore 18, sarà inaugurata, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra fotografica TRACES. Beni culturali in Valle d’Aosta dalla documentazione alla valorizzazione. Le fotografie esposte sono di Pier Francesco Grizi. La mostra presenta anche una sezione sulla cinta muraria romana di Aosta con fotografie di Fabio Dibello. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, propone una riflessione sul tema dei beni culturali e architettonici in Valle d’Aosta. Il progetto fotografico parte dalla città di Aosta per ampliarsi seguendo le tracce di un patrimonio culturale straordinario disseminato sull’intero territorio regionale. Trenta immagini inedite di Pier Francesco Grizi, realizzate con la tecnologia HDR e stampate in grande formato, compongono un percorso espositivo di forte impatto visivo ed emozionale. Scattate in giornate di tempo meteorologicamente avverso, per ottenere una luce più morbida e diffusa, prive sovente della presenza umana, le fotografie in mostra si discostano dall’intento puramente documentario e si collocano piuttosto nell’ambito della valorizzazione, proponendo al pubblico visioni inusuali e alternative, in un percorso autoriale che evidenzia le relazioni tra le costruzioni umane e l’ambiente circostante. Dal Teatro romano di Aosta al Pont-d’Aël, dal castello di Cly a quello di Verrès, il visitatore sarà invitato a riscoprire il patrimonio culturale valdostano. La rassegna presenta inoltre 16 immagini del fotografo Fabio Dibello che mettono in rapporto la cinta muraria romana di Aosta al tessuto urbano attuale. Un viaggio personale dell’autore che fa riflettere sul tema della città, non solo dal punto di vista storico e architettonico, ma anche antropologico, sociologico e culturale. La mostra Traces. Beni culturali in Valle d’Aosta è stata realizzata dalla Struttura Attività espositive in collaborazione con la Struttura Patrimonio archeologico della Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali. La Delegazione di Aosta del FAI è partner istituzionale dell’iniziativa. L’esposizione è corredata da un catalogo riccamente illustrato, con testi di Alessandra Armirotti, Roberto Domaine, Maria Cristina Fazari, Daria Jorioz, Gabriele Sartorio. Il volume, edito da Musumeci Editore, è acquistabile al prezzo di 15 euro. L’esposizione resterà aperta sino a domenica 7 gennaio 2018, da martedì a domenica: 10-13 / 14-18, chiuso il lunedì, ingresso gratuito. Per informazioni Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Museo Archeologico Regionale: tel. 0165.275902 u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it

Museo Archeologico Regionale - Aosta
6 Ottobre 2017 - 7 Gennaio 2018

Catalogo
Marco Jaccond Carte di identità. Ricapitolazione
L'Assessorato Istruzione e Cultura comunica che, venerdì 28 luglio 2017, alle ore 18, presso il Castello Gamba di Châtillon, sarà inaugurata la mostra personale dell’artista valdostano Marco Jaccond Carte di identità. Ricapitolazione. Il progetto espositivo si propone come una rassegna di opere su carta realizzate in due diversi periodi di ricerca legati tra loro da un’ideale “ricapitolazione”. Si tratta di narrazioni minime che possono aprirsi (svelarsi) o richiudersi (celarsi) in un gioco di limiti fissati dal bianco fogliame di un album memoriale e identitario. L’esposizione illustra la ricerca espressiva di uno degli artisti valdostani più interessanti, presente nel percorso permanente del Castello Gamba con l’opera Finzioni del 1990. Marco Jaccond inizia la sua ricerca artistica, improntata alla rilettura del linguaggio delle avanguardie storiche, nel 1976. Più avanti mette a punto un codice espressivo dove domina un gusto calligrafico valorizzato dai supporti cartacei utilizzati. Dagli anni Novanta l’artista realizza una serie di cicli pittorici fortemente connessi agli influssi letterari. L’artista presenta oggi una mostra personale di grande fascino, che dall’ingresso del Castello Gamba di Châtillon si sviluppa fino ai suggestivi spazi espositivi dell’altana. L'esposizione, accompagnata da un catalogo edito dalla Tipografia Duc, posto in vendita al prezzo di 5,00 euro e contenente un testo critico del filosofo Maurizio Ferraris, resterà aperta fino al 5 novembre 2017 con i seguenti orari: luglio – settembre dalle ore 13 alle ore 19; ottobre – novembre dalle ore 13 alle ore 19 (dal giovedì alla domenica - chiuso dal lunedì al mercoledì) Ingresso alla Pinacoteca e alla mostra intero € 5,00 ridotto € 3,00 ridotto 6-18 anni € 2,00 Per informazioni: Castello Gamba, località Crêt-de-Breil, 11024 Châtillon info.castellogamba@regione.vda.it tel. 0166 563252 www.castellogamba.vda.it

Castello Gamba. Arte moderna e contemporanea Valle d'Aosta - Châtillon
28 Luglio 2017 - 5 Novembre 2017

Catalogo
Marina Torchio. Primitivo femmineo
L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 26 maggio, alle ore 18, presso gli spazi espositivi dell’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, in via Saint-Martin-de-Corléans, 258 ad Aosta, sarà inaugurata la mostra Marina Torchio. Primitivo femmineo. La mostra è stata ideata dalla scultrice valdostana Marina Torchio espressamente per essere inserita negli spazi espositivi del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, recentemente aperto al pubblico nella sua nuova veste museale. L’esposizione, curata da Daria Jorioz, è stata realizzata dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali dell’Assessorato Istruzione e Cultura grazie alla sinergia tra le Strutture Attività espositive e Patrimonio archeologico. Le opere di Marina Torchio, Stalagmiti, simboli del tempo infinito senza inizio e senza fine, Donne-Veneri che racchiudono al loro interno la sacralità dell’essere, Recipienti, Totem, tutte realizzate in grès su supporti in ferro, vogliono rappresentare il dialogo tra il tempo nella sua indefinitezza e il sacro nella sua dimensione individuale. Marina Torchio è nata e lavora ad Aosta. Ha iniziato la sua attività nello studio dello scultore Renzo Igne a Castellamonte. Dal 1985, tornata nella sua città natale, ha iniziato ad esporre le sue opere sia in Italia sia all’estero. Nel 2012 la sua scultura Drappeggio n.1, già collocata al Museo Archeologico Regionale di Aosta, è stata inserita nell’esposizione permanente del Castello Gamba di Châtillon. Tra le sue personali ricordiamo l’esposizione I Dodici, a cura di Sandra Barberi e Paolo Papone, presentata dall’Assessorato regionale dell’istruzione e cultura alla Chiesa di San Lorenzo di Aosta nel 2013. Nell’ambito dell’iniziativa Jolis coins, museo a cielo aperto, una sua installazione comprendente quattro sculture realizzate per la mostra Caduta di un impero, è esposta in esterno presso la Porta Pretoria ad Aosta. La mostra Marina Torchio. Primitivo femmineo, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, edito dalla Tipografia Valdostana, contenente i testi critici di Anna Ugliano, Daria Jorioz e Gianfranco Zidda, posto in vendita al prezzo di 10 euro. La visita all’esposizione è compresa nel costo del biglietto d’entrata all’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans che è il seguente: 7 euro intero, 5 euro ridotto; 2 euro per i minori dai 6 ai 18 anni. La mostra sarà aperta sino al 4 febbraio 2018, con i seguenti orari: da maggio a settembre 2017 dalle 9 alle 19, tutti i giorni; da ottobre 2017 a febbraio 2018: martedì - domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans tel.: 0165.552620

Area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans - Aosta
26 Maggio 2017 - 4 Febbraio 2018

Catalogo
Miriam Colognesi. Autoritratti al Museo
L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 12 maggio, alle ore 18, presso la sede espositiva Hôtel des États, in piazza Chanoux ad Aosta, sarà inaugurata la mostra Miriam Colognesi. Autoritratti al Museo. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, documenta la relazione tra le opere d’arte e il pubblico e consente una riflessione sul tema del ritratto e dell’autoritratto nell’arte contemporanea. In mostra è presentata una selezione di 30 fotografie che Miriam Colognesi ha realizzato durante alcuni workshop fotografici all’interno di importanti spazi museali: il Museo Archeologico Regionale di Aosta, nel corso della mostra dedicata a Enrico Baj, la Pinacoteca del Castello Gamba di Châtillon, la Galleria Sabauda, la GAM e il Museo dell’Automobile di Torino, il Castello di Rivoli. La ricerca della Colognesi sembra trarre spunto dalla celebre frase di Marcel Duchamp che sosteneva che “chi guarda fa il quadro” e il dialogo tra la fotografia e l’arte è il tema centrale di questa rassegna, che è anche un invito a tutti a guardare con occhi diversi le opere d’arte. Miriam Colognesi nasce a Torino dove consegue il diploma di laurea in Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 2000 si trasferisce in Valle d’Aosta dove si dedica alla ricerca artistica incentrata in particolare sulle possibilità offerte dal mezzo fotografico, orientando il suo lavoro verso l’autoritratto. Ha esposto in diversi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Alcuni sue opere si trovano al Museo dell’autoritratto fotografico di Senigallia. Da anni collabora con la Galerie YellowFishArt di Montréal, in Québec. La mostra Miriam Colognesi. Autoritratti al Museo, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, edito dalla Tipografia Duc, in vendita al prezzo di 10 euro. L’esposizione, con ingresso gratuito, resterà aperta sino al 24 settembre 2017, con orario 10-13 e 14-18, da martedì a domenica, chiuso il lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États tel.: 0165.300552

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
12 Maggio 2017 - 24 Settembre 2017

Catalogo
La montagna fotografata, la montagna scolpita. Gianni Masi e Dorino Ouvrier
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 5 maggio 2017, alle ore 18, sarà inaugurata, presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, la mostra La montagna fotografata, la montagna scolpita. Gianni Masi e Dorino Ouvrier. La rassegna è la prima di una serie che metterà a confronto le opere di un fotografo e di uno scultore che dialogheranno all’interno del suggestivo spazio espositivo della Chiesa di San Lorenzo. L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, è dedicata al tema della montagna e si compone di 40 fotografie di Gianni Masi, in bianco e nero e a colori, realizzate in cinquant’anni di attività, e di oltre 30 sculture di Dorino Ouvrier, datate dal 1982 al 2016. Il paesaggio montano e i personaggi del mondo contadino vengono interpretati dai due artisti ciascuno con la propria cifra artistica, ma il denominatore comune che traspare dalle loro opere è il legame autentico con la Valle d’Aosta. Gianni Masi, nato a Torino nel 1936, vive in Valle d’Aosta dal 1962 e proprio nella nostra regione si è avvicinato alla fotografia ritraendo le persone che incontrava durante le escursioni in montagna e fotografando gli splendidi paesaggi valdostani. Nel 1968 ha vinto il primo premio al primo concorso fotografico in bianco e nero dal titolo In Valle d’Aosta, indetto dall’Azienda di Soggiorno di Aosta. Oltre all’attività fotografica, ha realizzato e presentato in vari comuni della regione alcuni video e in particolare, nel 2015, due suggestivi video sulla Valle d’Aosta e sulla Fiera di Sant’Orso che ha proiettato alla Biblioteca regionale di Aosta. Dorino Ouvrier è nato a Cogne nel 1948. Scultore di grande qualità espressiva realizza le sue sculture prevalentemente in legno ma si è cimentato con ottimi risultati anche con la fusione in bronzo e in acciaio. Artista molto conosciuto e apprezzato in Valle d’Aosta, ma anche fuori Valle, ha partecipato per diversi anni alla Fiera di Sant’Orso di Aosta dove ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti e ha esposto le sue opere in Italia e all’estero. La sua scultura monumentale I fisarmonicisti è collocata nella centralissima piazzetta della Porta Pretoria di Aosta e un suo pannello è esposto nella collezione permanente del Museo della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino. Nel 1983 ha donato una sua scultura in acciaio La Liberazione al Presidente Sandro Pertini in occasione della sua visita in Valle d’Aosta e nel 1986 ha donato a papa Giovanni Paolo II un ciborio in legno scolpito. Ha aperto un atelier a Cogne dove oltre ad esporre le sue opere organizza mostre temporanee di altri artisti. L’esposizione La montagna fotografata, la montagna scolpita. Gianni Masi e Dorino Ouvrier, è corredata da un catalogo edito dalla Tipografia Valdostana, che contiene i testi di Daria Jorioz ed Enrico Martinet, in vendita in mostra al prezzo di 10 euro. La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 10 settembre 2017, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
5 Maggio 2017 - 10 Settembre 2017

Catalogi
Edward Burtynsky. L’uomo e la terra
L’Assessorato istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 28 aprile 2017, alle ore 18, al Centro Saint-Bénin di Aosta, verrà inaugurata la mostra Edward Burtynsky. L’uomo e la terra. Burtynsky è un fotografo canadese di fama internazionale, le cui opere sono custodite nei maggiori musei quali la National Gallery of Canada, la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, il Museum of Modern Art e il Guggenheim Museum di New York. Il celebre fotografo ha il dono raro di esplicitare la relazione delicatissima e fondamentale tra l’uomo e la terra componendo immagini di straordinaria qualità estetica. Discostandosi da un atteggiamento apertamente militante, le sue fotografie non vogliono proporre tesi precostituite, ma piuttosto suggerire un’osservazione nuova, che ci induca a considerare quanto la relazione uomo-ambiente sia fortemente ambivalente. La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta, a cura di Enrica Viganò e Daria Jorioz, presenta 30 fotografie a colori, di grande formato, che rappresentano immensi scenari dal mondo (Stati Uniti, Bangadesh, Italia, Cina, Australia, Portogallo) fotografati con una tecnica raffinata che conferisce alle immagini un’eccezionale forza pittorica. Burtynsky è nato nel 1955 a St. Catharines, Ontario. Ha studiato al Ryerson Polytechnic University, dove si è diplomato in arti grafiche, e al Niagara College, dove ha ottenuto una laurea in arti grafiche. Sue opere sono esposte in mostre personali e collettive in tutto il Canada e negli Stati Uniti, l’Europa e l’Asia. In qualità di docente di arte fotografica, ha tenuto lezioni e conferenze presso la National Gallery of Canada, la Library of Congress di Washington DC, la George Eastman House di Rochester, il Centre Canadien d’Architecture di Montréal, l’Art Gallery of Ontario, la TED, Idea City e la Ryerson University. Le sue fotografie appaiono ogni anno in numerosi periodici, tra cui “Canadian Art”, “Art in America”, “The Smithsonian Magazine”, “Harper’s Magazine”, “Flash Art”, “Blind Spot”, “Art Forum”, “Saturday Night”, “National Geographic” e il “New York Times”. I riconoscimenti tributati a Edward Burtynsky includono il premio TED, il premio Outreach ai Rencontres d’Arles, il premio Roloff Beny Book e il premio Rogers Best Canadian Film. È membro del consiglio di amministrazione di CONTACT, il festival internazionale della fotografia di Toronto, e della galleria del Ryerson Image Centre. Nel 2006 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine del Canada e detiene sei dottorati honoris causa. L’esposizione è corredata da un volume bilingue, italiano-francese, riccamente illustrato, edito da Admira Edizioni, che potrà essere acquistato in mostra al prezzo speciale di 26 euro. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 4 euro per i soci del Touring Club Italiano e 3 euro Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra Giovanni Segantini e i pittori della montagna in corso fino al 24 settembre 2017 al Museo Archeologico Regionale di Aosta al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Link per video su yotube: https://www.youtube.com/watch?v=LuuE5FKXz2M Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato istruzione e cultura, Attività espositive: tel. 0165.275937 u-mostre@regione.vda.it Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687 www.regione.vda.it

Centro Saint-Bénin - Aosta
28 Aprile 2017 - 1 Ottobre 2017

Giovanni Segantini e i pittori della montagna
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 7 aprile 2017, alle ore 18, sarà inaugurata, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra Giovanni Segantini e i pittori della montagna. L’esposizione, a cura di Filippo Timo e Daniela Magnetti, propone un selezionato percorso che ha come fulcro l’esperienza pittorica di Giovanni Segantini, tra i massimi esponenti del divisionismo italiano, che ha eletto la montagna a proprio soggetto principe, interpretandola in modo personale e innovativo, sia in termini di stile sia di poetica. La selezione di opere proposte in mostra individua e suggerisce uno dei molti possibili percorsi attraverso la pittura di montagna a cavallo tra il XIX e il XX secolo, limitando la propria attenzione ai soli artisti italiani e concentrandosi geograficamente sui lavori dell’arco alpino. Accanto alle opere di Giovanni Segantini, scelte attingendo a uno specifico momento dell’esperienza artistica del pittore, ovvero agli anni giovanili trascorsi in Brianza, compaiono più di cinquanta artisti, a partire da Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Baldassarre Longoni, Carlo Fornara, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lorenzo Delleani, Cesare Maggi, Leonardo Roda, Italo Mus, sino a Fortunato Depero. Accanto alle opere di questi maestri trovano posto i dipinti di almeno tre generazioni di altri artisti che, pur non avendo incontrato tutti la grande notorietà, hanno saputo instaurare un dialogo con i capofila, divenendo anch’essi partecipi di una pagina importante della storia dell'arte italiana. All’interno del grande orizzonte tematico della pittura di montagna, le opere sono state organizzate in sette sezioni, oltre a quella dedicata a Segantini che vede esposto lo splendido olio su tela La raccolta dei bozzoli (1882-1883), così scandite: le vedute estive, le scene di vita campestre e contadina, i paesaggi antropizzati, i ricordi alpini, i laghi, i tramonti e i notturni, le vedute dei grandi paesaggi innevati. A queste si aggiunge una sezione dedicata a Italo Mus, il pittore valdostano più noto e ammirato del XX secolo, di cui ricorre nel 2017 il cinquantesimo anniversario della scomparsa. La mostra Giovanni Segantini e i pittori di montagna è corredata da un catalogo riccamente illustrato, con testi di Annie-Paule Quinsac, Filippo Timo, Daria Jorioz, Daniela Magnetti, Marco Albino Ferrari, Maurizio Scudiero, Luca Minella, Beatrice Buscaroli. Il volume, edito da Skira, è acquistabile in mostra al prezzo di 36 euro. L’esposizione resterà aperta sino a domenica 24 settembre 2017, dalle 9 alle 19, tutti i giorni. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 4 euro per i soci del Touring Club Italiano e 3 euro Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà possibile acquistare un abbonamento con la mostra Edward Burtynsky. L’uomo e la terra, aperta dal 29 aprile al 1° ottobre 2017 al Centro Saint-Bénin di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto.

Link video YouTube: https://youtu.be/xIKYfRbjBFg

Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 e-mail: u-mostre@regione.vda.it Museo Archeologico Regionale: tel. 0165.275902 u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it

Museo Archeologico Regionale - Aosta
7 Aprile 2017 - 24 Settembre 2017

Architetti dell’Arco Alpino
Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Ufficio Stampa Bureau de presse COMUNICATO STAMPA Convegno e mostra Architetti dell’Arco Alpino Aosta, Sede espositiva Hôtel des États Piazza Chanoux, 8 18 marzo – 25 aprile 2017 Orario: martedì-domenica 10-13 /14-18 Chiuso lunedì Ingresso libero L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 17 marzo 2017, dalle 14.30 alle 18.30, avrà luogo presso la Sala Maria Ida Viglino del Palazzo Regionale, un Convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta in collaborazione con la Regione autonoma Valle d’Aosta, dal titolo Dialoghi d’architettura alpina, alla presenza di figure rilevanti nell’ambito architettonico nazionale. Introdurrà l’incontro Marco Mulazzani. Interverranno: Francesca Chiorino sul tema Vivere le Alpi. Materiali per una ricerca; Werner Tscholl (Premio Architetto italiano 2016) sul tema Costruire nelle Alpi. Alle 17.30 Sergio Togni presenterà la Rassegna 2016 e alle 18 ci sarà un collegamento via streaming con l’Ordine degli Architetti di Trento per la proclamazione del vincitore della rassegna, che avverrà in contemporanea per tutti gli Ordini aderenti. Alle ore 19, presso la sede espositiva Hôtel des États, in piazza Chanoux ad Aosta, sarà inaugurata la mostra Architetti dell’Arco Alpino, in cui verranno esposti 26 progetti selezionati dalla giuria per la rassegna AAA 2016 e 15 progetti in ambito valdostano, come opere più rappresentative delle diverse categorie, delle tipologie di intervento e delle aree geografiche dell’Arco Alpino. L’associazione Architetti Arco Alpino, fondata il 20 maggio 2016 dagli Ordini degli Architetti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, Provincia di Belluno, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia di Cuneo, Province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola, Provincia di Sondrio, Provincia di Torino, Provincia autonoma di Trento e Provincia di Udine, nasce con lo scopo di creare sinergie tra i partecipanti e di coordinare le iniziative legate alle tematiche culturali e professionali con rilevante caratterizzazione alpina, con la consapevolezza che le affinità delle caratteristiche geografiche delle Alpi hanno sempre determinato e determinano tutt’oggi problemi ed esigenze simili. La mostra Architetti dell’Arco Alpino, con ingresso gratuito, resterà aperta sino al 25 aprile 2017, con orario 10-13 e 14-18, da martedì a domenica, chiuso il lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États tel.: 0165.300552

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
17 Marzo 2017 - 25 Aprile 2017

Rocco Schiavone. Fotografie di scena di Daniele Mantione
Giovedì 9 febbraio, alle ore 17,30, presso la sede espositiva Hôtel des États, in piazza Chanoux ad Aosta, è stata inaugurata la mostra Rocco Schiavone. Fotografie di scena di Daniele Mantione. L’esposizione propone una selezione di fotografie di scena della fiction Rocco Schiavone, fortunata serie televisiva coprodotta da Cross Productions e Rai Fiction in collaborazione con Beta Film. Diretta da Michele Soavi e con protagonista l’attore Marco Giallini, la serie televisiva è andata in onda su Rai 2 nell’autunno del 2016, ottenendo successo di pubblico e vincendo tre premi al Roma Fiction Fest 2016. Rocco Schiavone è il protagonista dei romanzi polizieschi di Antonio Manzini, pubblicati da Sellerio. Schiavone, vicequestore della polizia di Stato, romano doc, viene trasferito ad Aosta per motivi disciplinari. Personaggio ruvido e sopra le righe, è un uomo dal passato oscuro. Ma dietro l’immagine dura che si è costruito si nasconde un evento doloroso: la scomparsa della moglie Marina, avvenuta 7 anni prima in circostanze tragiche. Marina continua a vivere nella fantasia di Rocco, che la vede viva e più bella che mai accanto a sé tutte le sere quando torna a casa. La presenza della donna rende a Rocco sopportabile la vita ad Aosta e sottolinea la nostalgia per Roma e gli amici di sempre. Nella sua nuova vita tra le montagne Rocco passa attraverso omicidi mascherati, finti suicidi, cadaveri non identificati, rapimenti e assassini che tornato dal passato a reclamare vendetta. Casi intricati e avvincenti che, dopo la prima ingannevole impressione, si riveleranno quasi sempre omicidi da risolvere. Le fotografie di scena presentate in mostra sono state realizzate da Daniele Mantione. Nato ad Aosta nel 1976, Mantione è membro fondatore di A.P.A. VdA, Associazione dei Professionisti dell’Audiovisivo della Valle d’Aosta; esordisce sugli schermi della sede regionale Rai come autore dei documentari Sostenibilmente, Vita da Cani e Jours d’Hiver. Si occupa di fotografia e audiovisivo. La mostra Rocco Schiavone, con ingresso gratuito, resterà aperta sino al 12 marzo 2017, con orario 10-13 e 14-18, da martedì a domenica, chiuso il lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it Internet: www.regione.vda.it Sede espositiva Hôtel des États tel.: 0165.300552

Sala espositiva Hôtel des Etats - Aosta
10 Febbraio 2017 - 12 Marzo 2017

Da Châtillon al Cervino nelle cartoline d’epoca, 1881-1929
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con la CVA e l’Assessorato alla cultura del Comune di Valtournenche, informa che venerdì 27 gennaio 2017, alle ore 17, sarà inaugurata, presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, la mostra Da Châtillon al Cervino nelle cartoline d’epoca, 1881-1929. L’esposizione propone una serie di pannelli che riproducono oltre 200 cartoline di fine Ottocento e inizio Novecento, della collezione di Mauro Maquignaz, che documentano il percorso dei viaggiatori, degli alpinisti e delle guide che dalla stazione ferroviaria di Châtillon, raggiunta dal primo treno nel 1886, risalivano la vallata della Valtournenche, per giungere alla conca del Breuil e ai piedi del Cervino. La mostra trae ispirazione dal testo La Vallée de Valtournenche en 1867 del canonico Georges Carrel (Châtillon 21/11/1800 - Aosta 23/05/1870), sacerdote, naturalista, uomo di cultura che attraverso il suo libro, considerato la prima guida turistica della Valtournenche, fornisce informazioni geologiche, naturalistiche e geografiche ai viaggiatori, in un periodo nel quale le strade erano mulattiere e i mezzi di trasporto erano carrozze trainate da cavalli o muli. È importante sottolineare l’interesse che suscita questa esposizione – commenta l’Assessore Emily Rini – proponendo al pubblico una ricca e originale sequenza di immagini di Châtillon, della Valtournenche e della sua montagna simbolo, il Cervino, che richiama numerosi alpinisti e turisti da tutto il mondo. Voglio ringraziare, in particolare, l’Assessore Massimo Chatrian, con il quale abbiamo potuto realizzare la mostra lavorando in piena sinergia e ottenendo, ne sono certa, un risultato che sarà apprezzato da tutti i visitatori. L’esposizione Da Châtillon al Cervino nelle cartoline d’epoca, 1881-1929, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 26 febbraio 2017, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, chiuso il lunedì. Si informa che lunedì 30 gennaio 2017, in occasione della Millenaria Fiera di Sant’Orso, la mostra sarà aperta al pubblico. Per informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.275937 E-mail: u-mostre@regione.vda.it Chiesa di San Lorenzo: tel. 0165.238127 www.regione.vda.it

Chiesa di San Lorenzo - Aosta
27 Gennaio 2017 - 26 Febbraio 2017

Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451)
L'Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che sabato 3 dicembre, alle ore 17, nella sede espositiva Hôtel des États, in piazza Chanoux ad Aosta, sarà inaugurata la mostra Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451). L’esposizione documentaria, frutto della collaborazione tra la Struttura Attività espositive e l’Archivio Storico Regionale, si colloca a conclusione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del ducato di Savoia, eretto nel corso di una solenne cerimonia pubblica, avvenuta il 19 febbraio 1416, dall’imperatore Sigismondo di Lussemburgo a favore del conte Amedeo VIII, che già si fregiava del titolo ducale di Aosta e Chiablese. In mostra verranno presentati al pubblico alcuni significativi documenti di un’epoca che rappresentò un momento di particolare prosperità economica e fioritura artistica degli Stati sabaudi. Verranno esposte in particolare carte e pergamene della casata dei signori di Challant, che furono i più autorevoli collaboratori di Casa Savoia e i principali rappresentanti di una stagione storica, definita a ragione l’âge d’or della Valle d’Aosta, che vide la costruzione o il rifacimento di alcuni dei più insigni monumenti civili e religiosi della nostra regione. Un apparato esplicativo bilingue francese-italiano accompagnerà il visitatore alla scoperta del XV secolo e dei suoi protagonisti in Valle d’Aosta. La mostra Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451), con ingresso gratuito, resterà aperta sino a domenica 5 febbraio 2017, dal martedì alla domenica, ore 10-13 e 14-18, chiuso il lunedì. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive tel. 0165.275937 Sede espositiva Hôtel des États tel. 0165.300552 Internet: www.regione.vda.it

Hôtel des États - Aosta
3 Dicembre 2016 - 5 Febbraio 2017

Catalogo
Cattedrali di ghiaccio. Vittorio Sella, Himalaya 1909
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 4 novembre 2016, alle ore 18, presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, sarà inaugurata la mostra Cattedrali di ghiaccio. Vittorio Sella, Himalaya 1909. L’esposizione, che vuole essere un omaggio a Vittorio Sella, tra i più grandi fotografi di montagna di tutti i tempi, ripercorre la straordinaria spedizione himalayana al seguito di Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi. La mostra, curata da Daria Jorioz e Paolo Repetto, in collaborazione con la Fondazione Sella onlus di Biella, propone oltre 50 fotografie di Vittorio Sella di grande equilibrio formale e di rigorosa perfezione tecnica. Le immagini in mostra, risalenti al 1909, sono tutte vintage (stampate nell’anno stesso dello scatto) e appartengono ad un’ampia collezione privata. La mostra Cattedrali di ghiaccio. Vittorio Sella. Himalaya 1909 è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, riccamente illustrato, curato da Daria Jorioz e Paolo Repetto, edito da Nuvole Rosse Edizioni, acquistabile in mostra al prezzo di 20 euro. L’esposizione resterà aperta sino a domenica 26 marzo 2017, dal martedì alla domenica, ore 10-13 e 14-18, chiuso il lunedì. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 3 euro per i soci del Touring Club Italiano e Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà inoltre possibile acquistare un abbonamento con la mostra AlpiMagia. Riti, leggende e misteri dei popoli alpini di Stefano Torrione, visitabile fino al 19 febbraio 2017 al Museo Archeologico Regionale di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Nel corso della mostra sono previste attività didattiche per le scuole e visite guidate. Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta Assessorato istruzione e cultura, Attività espositive: tel. 0165.275937 u-mostre@regione.vda.it Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687 www.regione.vda.it

Centro Saint-Bénin - Aosta
4 Novembre 2016 - 26 Marzo 2017

Catalogo
Stefano Torrione. ALPIMAGIA. Riti, leggende e misteri dei popoli alpini
L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 28 ottobre 2016, alle ore 18, sarà inaugurata, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta la mostra ALPIMAGIA. Riti, leggende e misteri dei popoli alpini di Stefano Torrione. La rassegna presenta 92 fotografie di grande formato che ci conducono nel mondo “magico” della cultura popolare alpina. Immagini di riti scanditi dall’antico calendario contadino che portano il visitatore, attraverso le sei sale tematiche della mostra, in un viaggio immaginario che percorre un intero anno solare sulle montagne. Dalle scampananti feste propiziatorie per scacciare l’inverno, alle gesta carnevalesche di uomini selvatici con sembianze di orsi, lupi e diavoli, dai roghi di mezza quaresima a quelli del solstizio d’estate, dalle notti di Halloween alle scorribande notturne dell’Avvento, fino ai riti natalizi e a quelli di fine anno, il visitatore è condotto alla scoperta di luoghi e località dai nomi poco conosciuti, tra gli abitanti delle Alpi, occitani, valdostani, ladini, sud tirolesi, friulani, cimbri e mocheni, dove “arde ancora il fuoco della tradizione”. La mostra ALPIMAGIA è corredata da un catalogo riccamente illustrato, edito dalla Tipografia Valdostana, curato da Daria Jorioz e Stefano Torrione, con testi di Paolo Cognetti, posto in vendita al prezzo di 20 euro. L’esposizione resterà aperta sino a domenica 19 febbraio 2017, dal martedì alla domenica, ore 10-13 e 14-18, chiuso il lunedì. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; 3 euro per i soci del Touring Club Italiano e Alpitur; entrata gratuita per i minori di 18 anni e per le scuole. Sarà possibile acquistare un abbonamento con la mostra Cattedrali di ghiaccio. Vittorio Sella, Himalaya 1909, aperta dal 5 novembre 2016 al 26 marzo 2017 al Centro Saint-Bénin di Aosta, al costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto. Nel corso della mostra sono previste attività didattiche per le scuole e visite guidate.

Museo Archeologico Regionale - Aosta
28 Ottobre 2016 - 19 Febbraio 2017




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